Domenica 12 luglio 2026 la Cattedrale di Gorizia ha ospitato il rito di ingresso in diocesi del nuovo arcivescovo, mons. Giampaolo Dianin. Ecco il saluto di benvenuto pronunciato in apertura della liturgia da mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo emerito.
Eccellenza, caro mons. Giampaolo,
un affettuoso benvenuto come fratello e padre in questa cattedrale. Ti accoglie un popolo di Dio, che – lo sperimenterai presto con gioia – vive oggi un’autentica fedeltà al Vangelo senza scoraggiamenti, ma con la convinzione che il messaggio del Cristo morto e risorto è la buona notizia anche per il mondo di oggi, come lo è stata nel passato e lo sarà in futuro.
Questa cattedrale, dedicata ai Santi Martiri aquileiesi Ilario e Taziano, ci rapporta direttamente ad Aquileia e all’arrivo del Vangelo in queste terre. Con le sue vicende travagliate, in particolare del secolo scorso, ci ricorda anche la fatica che le generazioni, che qui prima di noi hanno cercato di vivere il Vangelo, hanno dovuto affrontare per non perdere la speranza nella pace e per riprendere cammini di riconciliazione e di comunione in questa terra di confine e di incontro di lingue e culture diverse.
Una Chiesa assolutamente particolare quella di cui diventi ora pastore, proprio per le caratteristiche del suo territorio, del suo contesto sociale e della sua storia. Una sfida interessante per chi qui assume il compito di Arcivescovo.
Ti posso assicurare, però, che è un compito che vivrai dentro una comunità di presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli laici e laiche, che con te camminerà insieme sulle strade del Vangelo. Non sarai solo e avrai sempre il sostegno di tante persone, sia quando, come spesso ricordava papa Francesco, dovrai essere davanti al gregge di Dio per guidarlo e indicargli la strada, ma anche quando ti sentirai all’interno di esso, fratello tra fratelli e sorelle, o quando sarai dietro, talvolta perché il vescovo in qualche occasione deve raccogliere e spingere in avanti chi rischia di disperdersi e smarrire la strada, altre volte perché può capitare che sia lo stesso vescovo a dover essere un po’ trascinato avanti dal popolo di Dio.
Auguri di cuore e ti assicuro che non verrà meno la mia preghiera quotidiana per te e per questa Chiesa di Gorizia.
(Foto Ivan Bianchi)
