Al termine della liturgia eucaristica di domenica 5 luglio – che ha visto accanto a mons. Redaelli anche la presenza del vescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, del vescovo emerito di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi e del vicario generale della diocesi di Koper-Capodistria, Slavko Rebec – un saluto è stato portato anche
dal vicario generale della diocesi di Bouaké, in Costa d’Avorio, mons. Alain Paul Yao, che ha ringraziato l’Amministratore Apostolico “per i 14 anni di servizio alla nostra diocesi. In questi anni, e anche prima, le nostre Chiese hanno camminato assieme nella comunione della preghiera”, ricordando anche i numerosi sacerdoti stidenti che sono stati sovvenzionati e aiutati dalla realtà diocesana goriziana nel corso degli anni.
Il vicario ha donato a mons. Redaelli una casula realizzata in tessuto artigianale ivoriano, salutandolo infine con la richiesta di continuare a pregare per loro.
I saluti a mons. Carlo sono stati portati anche da Anna Gregorin a nome dell’intero Consiglio pastorale diocesano:
“Siamo felici di testimoniare i frutti del percorso svolto assieme in questi anni con la Sua guida per incontrare Dio attraverso esperienze profonde sui temi pastorali come la “conversione”, la “speranza”, la “grazia” …
Abbiamo condiviso nel tempo la forza della Parola di Dio iniziando tutti i nostri incontri con la lettura della Bibbia e la risonanza che genera nel nostro cuore, supportati anche dalla guida proveniente dal nostro calendario diocesano, di cui è stato promotore.
Ripensando ai primi momenti trascorsi insieme ricordiamo con nostalgia quando ci ha suggerito come tutti noi dovremmo portare nella nostra tasca un Vangelo di Marco per donarlo a chi ne ha bisogno. Così ha incoraggiato lo sviluppo dei gruppi della Parola che oggi hanno ampio spazio…
Siamo ricchi nel rivivere anche oggi l’esperienza della carità attraverso la crescita della Caritas che ha supportato con nuove sedi e nuovi empori nella nostra Diocesi, oltre come come presidente nazionale…
Siamo orgogliosi di come vediamo cresciuta la nostra Arcidiocesi oggi attraverso il Suo prendere atto che si tratta di una sede di frontiera, terminale della rotta balcanica, che ha richiesto alla Caritas e alle comunità un grande impegno nell’accoglienza. abbiamo sentito la sua vicinanza anche con gesti semplici come la cena di fraternità del 24 dicembre a cui non ha mai mancato…
Similmente la Sua sensibilità ci ha condotto nell’avere a cuore la situazione dei carcerati di Gorizia, tanto da vedere in modo diverso le persone in difficoltà, condividendo l’esperienza delle opere di misericordia corporali.
Ci ha guidato verso la seconda conversione sin da quando ci ha sensibilizzato a rivisitare il Battesimo, momento della rinascita, a cui si collega il riferimento che ha fatto all’angelo custode che ognuno incontra, se pensa al Santo protettore che compare nel proprio nome.
In riferimento alle opere di Misericordia spirituali ci ha proposto la compagnia e il coraggio, incrementando gli incontri quaresimali con gli adulti e i giovani …
Nel Giubileo ha guidato tutti noi in un percorso di sensibilizzazione nel ribadire il suo slogan-maestro che ci ha accompagnato: “3 cose belle – 2 sogni – 1 problema”, da cui emerge la bellezza di cogliere la fede in Dio e di trasmetterne la positività.
Ci ha testimoniato la ricchezza del rapporto padre-figlio; lo abbiamo colto nel vostro rapporto con mons. De Antoni: lui si è dimostrato la Sua guida e lei lo ha accompagnato nel periodo della malattia; inoltre abbiamo vissuto la profondità della fede nella sua vicinanza ai sacerdoti ammalati: io l’ho visto in prima persona per don Giordani nella sua sofferenza.
Siamo lieti di vedere che il Signore l’ha chiamata a Roma per un compito bisognoso della sua esperienza, esperienza a cui abbiamo contribuito anche noi e ne siamo orgogliosi.
Con l’augurio di ogni bene e l’auspicio di un proseguimento autentico nel cammino di fede, le facciamo dono della croce di Aquileia che potrà portare nel suo ufficio a Roma. Le ricordi che Cristo è l’inizio e il compimento di ogni nostro cammino. Troverà anche un’offerta per quelle urgenze che, sappiamo, non mancano mai nella quotidianità di ogni Vescovo. Grazie”.
