Come possono, in contesti bellici e di povertà diffusa, la società civile e le sue comunità esprimere valori quali la solidarietà, l’accoglienza e la gratuità? Se ne parlerà il prossimo 2 ottobre all’interno della “Festa del Volontario e della Solidarietà”, che giunge quest’anno alla sua quinta edizione.
L’appuntamento sarà ospitato presso l’Aula magna dell’Università di Trieste – Polo Universitario di Gorizia, in via Alviano n. 18, con inizio alle ore 18.
In un tempo dove siamo testimoni di momenti difficili e di scenari di guerra, siamo chiamati ancor di più ad essere costruttori di pace e di solidarietà, come ci ricorda Papa Leone XIV: “Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”. (intro “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana).
Ad approfondire tutto ciò saranno, in questa quinta edizione, monsignor Christian Carlassare, vescovo della diocesi di Bentiu in Sud Sudan, e la dottoressa Irene Panozzo, già consigliera politica, EU Special Representative Horn Africa, i quali porteranno anche esperienze concrete di progetti di solidarietà e accoglienza delle comunità in un contesto di conflitto e povertà come quello sud sudanese perché, come diceva papa Francesco, “Nessuno è così povero da non aver nulla da donare”.
A moderare l’incontro, il presidente della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici, Mauro Ungaro.
L’ingresso all’evento è libero con prenotazione all’indirizzo direzione@caritasgorizia.it
Nata nel 2022 per volontà di Caritas Diocesana di Gorizia, partendo da un’idea del diacono Renato Nucera, riunendo un solido team organizzativo, la “Festa del Volontario e della Solidarietà” sorge per ringraziare i volontari dell’ambito sociale per l’impegno che quotidianamente offrono a favore delle persone più in difficoltà, nonché per rafforzare la rete tra le diverse realtà presenti nel mondo del volontariato socio-sanitario del territorio di Gorizia e Nova Gorica. L’evento è diventato nel tempo un’occasione importante per creare uno scambio e una conoscenza reciproca tra i volontari e associazioni, uno spazio dove poter condividere buone prassi, ma anche un momento di formazione, sensibilizzazione e promozione del volontariato.
Ad aprire la serata saranno quindi proprio alcuni volontari che porteranno in quest’occasione una testimonianza diretta del proprio impegno, narrando un avvenimento, un’esperienza vissuta, un progetto realizzato che li ha particolarmente toccati non solo come volontari, ma in primo luogo come persone, uomini e donne.
A seguire, prima di lasciare spazio ai due ospiti della serata, i saluti istituzionali da parte dell’arcivescovo di Gorizia, monsignor Giampaolo Dianin, e delle autorità civili.
A promuovere la “Festa del Volontario e della Solidarietà 2026” è la Caritas diocesana di Gorizia, affiancata da Associazione Nazionale Alpini Sezione di Gorizia, Associazione Nazionale Forestali sezione del Friuli Venezia Giulia, Associazione Club Alcolisti in Trattamento della provincia di Gorizia, Chiesa Evangelica Metodista di Gorizia, Croce Rossa Italiana Comitato di Gorizia OdV, Unitalsi Sottosezione di Gorizia e Škofijska Karitas Koper – Goriška Območna Karitas.
La “Festa del Volontario e della Solidarietà” è realizzata con il sostegno di Cassa Rurale FVG.
Le biografie
La goriziana Irene Panozzo si occupa delle vicende storiche e politiche dei due Sudan e del Corno d’Africa da più di 25 anni. Prima come ricercatrice e giornalista, socia dell’associazione Lettera22, poi come consigliera politica di diversi Rappresentanti Speciali della Ue per il Corno d’Africa.
Dopo aver vissuto nella regione per più di 10 anni, tra Sud Sudan, Etiopia e Kenya, da un paio d’anni fa base in Italia continuando a lavorare sugli stessi temi come consulente.
È autrice di numerosi libri che affrontano le più recenti vicende sud sudanesi e del continente africano e ha collaborato nella stesura di alcuni capitoli sulla guerra tra Sudan settentrionale e meridionale e sul ruolo di Cina e India in Sudan apparsi in testi curati da più autori.
Tra le analisi e paper pubblicati più recentemente si trovano “Armies, militias, and the quagmire of politico-military alliances”, parte di un dossier sulla guerra in Sudan pubblicato da ISPI – Istituto per gli Studi di Politica internazionale nell’aprile 2025, e “The Horn of Africa and the Mediterranean: much closer than it seems”, pubblicato come paper dall’IAI – Istituto Affari Internazionali nel dicembre 2025.
Monsignor Christian Carlassare è nato a Schio (Vicenza) nel 1977. Dopo la maturità ha seguito un corso di orientamento presso il seminario dei missionari comboniani del Cuore di Gesù a Thiene. Ha quindi frequentato gli studi filosofici alla Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze e successivamente a Roma, dove ha ottenuto il baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e quello in Missiologia presso la Pontificia università urbaniana. È stato ordinato sacerdote a Verona dal vescovo Flavio Roberto Carraro il 4 settembre 2024.
Dopo l’ordinazione si è recato in Sud Sudan, per imparare la Lingua nuer presso la parrocchia della Santissima Trinità nello stato di Fangak; in seguito è stato vicario parrocchiale, dal 2006 al 2007, e poi parroco della stessa parrocchia dal 2007 al 2016.
Nella sua congregazione è stato, tra i diversi incarichi ricoperti, anche consigliere provinciale per il Sud Sudan dal 2012 al 2019 e vice-provinciale in Sud Sudan dal 2017 al 2019; promotore delle vocazioni e direttore del corso di orientamento a Moroyok (nei pressi di Giuba) dal 2017 al 2020.
Il 1º giugno 2020 è stato nominato, ad triennium, vicario generale della diocesi di Malakal dal vescovo Stephen Nyodho Ador Majwok, mentre l’8 marzo del 2021 è stato nominato da papa Francesco vescovo di Rumbek diventando, al momento della sua elezione, il più giovane vescovo cattolico italiano.
Notte del 25 aprile 2021 la sua canonica subisce l’irruzione di due uomini armati che prima picchiano il sacerdote, quindi sparano quattro colpi di arma da fuoco raggiungendolo alle gambe. Ferito, fortunatamente in condizioni non gravi, il missionario viene prima ricoverato nell’ospedale gestito dal Cuamm di Rumbek e successivamente trasferito in quello della capitale Giuba e infine a Nairobi. In seguito all’agguato la polizia arresta 24 persone ma il movente rimane oscuro.
Il 25 marzo 2022, rimessosi in salute, ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella cattedrale della Sacra Famiglia a Rumbek, per imposizione delle mani del cardinale Gabriel Zubeir Wako, arcivescovo emerito di Khartoum.
Il 3 luglio 2024 papa Francesco lo ha nominato primo vescovo di Bentiu e l’11 agosto dello stesso anno ha preso possesso della diocesi.
(In foto uno scatto da una passata edizione – Foto Bergamasco)
