Nel corso della celebrazione di questa sera, 5 luglio 2026, in Cattedrale, mons. Paolo Luigi Zuttion, vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, ha portato il saluto e il ringraziamento dell’intera Chiesa goriziana a mons. Carlo Roberto Maria Redaelli per i suoi 14 anni di servizio episcopale.
Ecco il testo pronunciato dal vicario generale.
Carissimo Vescovo Carlo,
ci troviamo qui, nel contesto che ha dato origine e che continua a far vivere la Chiesa, attorno all’altare del Signore, per celebrare l’Eucaristia. Al ringraziamento al Signore uniamo anche il nostro ringraziamento verso di lei.
Grazie per aver posto la Parola di Dio al centro della vita diocesana, così come per la costante e premurosa attenzione verso i poveri, gli immigrati e i fratelli detenuti, stimolandoci sempre a una carità operosa.
Le siamo riconoscenti per la fiducia e la valorizzazione del laicato, testimoniata dalla scelta di affidare ruoli di grande responsabilità a donne laiche, e per la lungimiranza pastorale con cui ha avviato il complesso cammino delle Unità Pastorali.
Grazie per le sue Lettere pastorali, che ci hanno accompagnato anche nei giorni duri della pandemia; per le innumerevoli iniziative a favore della pace che hanno portato l’attenzione nazionale su questi confini un tempo dilaniati da guerre fratricide.
Grazie, Vescovo Carlo, per aver scelto di camminare anche fisicamente da vicino alle realtà giovanili della nostra diocesi.
Infine, non possiamo dimenticare la sua visione per la nostra terra: Gorizia non come periferia d’Italia, ma come centro d’Europa, crocevia d’incontro tra il mondo latino, slavo e germanico.
Carissimo Vescovo Carlo, ora che il pastorale passerà in altre mani e la Chiesa la chiama a un nuovo servizio a Roma, sentiamo che la sua partenza rimane un dono se custodiamo questo sguardo di fede. Accompagniamo il suo cammino con la nostra preghiera e il nostro affetto sincero.
Le ultime parole le vorrei lasciare proprio alla Sacra Scrittura che lei, monsignore, tanto ha cercato di valorizzare nel suo ministero:
Cemût fasaraio a ringraziâ il Signôr
di dut il ben che mi à fat lui?
O alsarai al cjalis de salvese
e o clamarai al non dal Signôr.
Kaj naj vrnem Gospodu
za vse njegove dobrote nad mano?
Čašo odrešenja bom vzdignil
in klical bom ime Gospodovo.
Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Grazie di cuore, Eccellenza!

