“Fratello nella fede e testimone di un cammino che unisce comunità, territori e persone”

Nel corso della Liturgia della Parola in Basilica ad Aquileia un saluto è stato portato a mons. Giampaolo Dianin, arcivescovo eletto di Gorizia, anche dal sindaco della città, Emanuele Zorino.

 

Eccellenza Reverendissima,
a nome della Magnifica Comunità di Aquileia, desidero rivolgerLe il più cordiale e sentito benvenuto in questa Basilica Patriarcale, che non è soltanto uno dei luoghi più alti della storia cristiana d’Europa e Mediterranea, ma è anche casa viva della nostra memoria, della nostra identità e della nostra speranza.

La Sua presenza tra noi, nel giorno in cui la Chiesa e la città di Aquileia onorano i Santi Ermacora e Fortunato, assume un significato profondo e particolarmente caro al nostro popolo. In questa solennità, che unisce fede, tradizione e appartenenza, la comunità aquileiese rinnova il proprio legame con le radici più antiche del cristianesimo in queste terre, riconoscendo nei Santi Patroni non soltanto due figure fondative della nostra storia religiosa, ma anche un esempio luminoso di testimonianza, coerenza e dedizione al Vangelo.

Aquileia è una città unica. È città di storia, di arte, di archeologia, di fede. È città che custodisce, con umiltà e con orgoglio, un’eredità che va ben oltre i propri confini geografici e che continua a parlare al mondo intero. Qui la memoria non è mai semplice celebrazione del passato, ma diventa responsabilità verso il presente e verso il futuro. Qui la tradizione non è mai chiusura, ma apertura; non è mai nostalgia, ma spinta a costruire; non è mai peso, ma fondamento su cui edificare un cammino comune.

Per questo, oggi, nel darLe il benvenuto, sentiamo di accoglierLa non soltanto come Pastore chiamato a guidare l’Arcidiocesi di Gorizia, ma come fratello nella fede e come testimone di un cammino che unisce comunità, territori e persone. La Sua visita, nella Basilica che ha visto passare secoli di storia e che continua a essere punto di riferimento spirituale per moltissimi fedeli, è per noi motivo di gioia, di onore e di profonda gratitudine.

Accanto a Lei, in questo momento così significativo, sono presenti anche i Sindaci di Fiumicello Villa Vicentina e di Grado, con i quali la nostra città condivide l’unità pastorale guidata da Monsignor Mirko Franetovich che ringrazio, oltre ad altri Sindaci dell’Agro Aquileiese, segno concreto di una comunità più ampia che riconosce in Aquileia un riferimento spirituale, civile e storico. Questa presenza corale dice molto della forza dei legami che uniscono i nostri territori e della volontà comune di custodire e valorizzare un patrimonio che appartiene a tutti.

La celebrazione che si svolge oggi ad Aquileia, con la venerazione delle reliquie dei Santi Martiri aquileiesi, ci ricorda che la fede cristiana si radica nella testimonianza concreta di uomini e donne che hanno saputo donare la propria vita per un ideale più grande di loro. Ed è proprio da questa testimonianza che ancora oggi riceviamo forza, orientamento e coraggio. In un tempo complesso, segnato da incertezze, trasformazioni rapide e talvolta da smarrimento, la memoria dei martiri ci richiama all’essenziale: alla fedeltà, alla speranza, alla responsabilità verso gli altri.

Aquileia, Chiesa madre e città madre della nostra fede, continua a parlare attraverso il suo patrimonio spirituale e culturale. Le pietre antiche, i mosaici, i simboli che i secoli ci hanno consegnato, la Basilica, le reliquie dei Santi, i segni della presenza cristiana nei secoli ci consegnano un messaggio che non appartiene soltanto alla storia, ma alla vita presente della comunità. In questo orizzonte si collocano anche il nome e la testimonianza ab origine di Teodoro, figura che richiama la profondità della tradizione cristiana aquileiese e il suo legame con il grande mondo del Mediterraneo, fino ad Alessandria d’Egitto, da cui è passato un tratto fondamentale della nostra storia spirituale e culturale. Aquileia, proprio grazie a questi riferimenti, continua a sentirsi parte di una trama più ampia, nella quale la fede, l’arte e la memoria diventano linguaggio di comunione e di futuro.

Questo messaggio ci invita a essere una comunità capace di custodire, di trasmettere e di rinnovare. Custodire ciò che abbiamo ricevuto; trasmetterlo con rispetto e intelligenza; rinnovarlo con il contributo delle nuove generazioni e con la forza della partecipazione civile e religiosa.

In questo senso, la presenza dell’Arcivescovo in Aquileia è per noi un segno particolarmente prezioso. Essa ci ricorda che la Chiesa e le istituzioni, pur nella distinzione dei ruoli, sono chiamate a camminare in relazione, nella reciproca stima e nella comune attenzione al bene della persona e della comunità. È in questo spirito che il Comune di Aquileia continuerà a costruire con la Chiesa, con la Fondazione Aquileia, con la Basilica Patriarcale, con la Regione, con il Governo, con le realtà culturali, associative e civili del territorio, per valorizzare ciò che unisce e per far crescere, insieme, un’idea di comunità fondata sulla dignità, sulla memoria e sulla solidarietà.

Oggi, nel giorno dei Santi Patroni, il nostro pensiero va anche a tutte le donne e a tutti gli uomini che, con il loro lavoro quotidiano, con il loro servizio discreto, con il loro impegno nelle associazioni, nel volontariato, nelle parrocchie, nelle istituzioni, nella scuola e nella cultura, rendono viva Aquileia ogni giorno. È grazie a loro che questa città continua a essere una comunità autentica, capace di accogliere, di celebrare, di custodire e di trasmettere valori condivisi.

Eccellenza, la Sua presenza oggi assume anche il valore di un segno di vicinanza verso un territorio che guarda con fiducia al futuro, pur senza dimenticare la profondità delle proprie radici. Aquileia è una piccola città soltanto nella dimensione geografica; nella sua storia, nel suo patrimonio e nel suo ruolo simbolico è una realtà grande, conosciuta e rispettata. Proprio per questo, ogni gesto che qui avviene ha un significato che supera i confini locali e parla a una comunità più ampia, regionale, nazionale e internazionale.

In Lei accogliamo oggi un pastore che avrà il compito di guidare una Chiesa chiamata a essere vicina alle persone, attenta ai bisogni concreti, capace di ascolto e di dialogo, salda nella fede e aperta alla società. Le auguriamo di poter svolgere questo ministero con serenità, saggezza e forza interiore, sostenuto dalla preghiera dei fedeli e dalla collaborazione di quanti operano nel territorio con spirito di servizio.

Nel momento in cui, più tardi, Ella prenderà possesso canonico dell’Arcidiocesi nella Cattedrale di Gorizia, questo passaggio sarà accompagnato dal simbolo di Aquileia, che da secoli custodisce l’eco di una storia ecclesiale straordinaria e continua a offrire, a chi la visita, un messaggio di pace, di continuità e di speranza. Da qui, da questo luogo carico di memoria e di bellezza, vogliamo farLe giungere l’augurio più sincero per il Suo ministero episcopale e per il cammino che Le sta dinanzi.

Grazie, Eccellenza, per aver condiviso con noi questo giorno di festa.
Grazie per la Sua presenza, che onora la nostra città e rafforza il legame tra la Chiesa, la comunità civile e la storia che ci unisce.

Ad Aquileia Lei troverà sempre una città accogliente, consapevole del proprio passato e impegnata a costruire il futuro con responsabilità e con orgoglio.
Benvenuto tra noi, Eccellenza Reverendissima.
Benvenuto ad Aquileia, città madre della nostra fede, segno di origine, memoria e riferimento, nel solco di una tradizione che unisce fede, identità e futuro.

 

(Foto Ivan Bianchi)

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12 Luglio 2026