Il prossimo sabato 5 settembre, come 10 anni fa e come 20 anni fa, saliremo assieme a tutti i scampanotadôrs sul Monte Santo.
Ai piedi della Vergine Maria, venerata da cinque secoli su quel monte, porteremo con semplicità il nostro “grazie” per il cammino trascorso assieme: non compete a noi fare i bilanci, ma è evidente che in questi venti anni abbiamo cercato di accompagnare e sostenere una sorta di passaggio di testimone tra generazioni.
Osservando gli album fotografici della prima festa, subito lo sguardo si sofferma sui tanti campanari “andati avanti”, assieme a molti altri dai capelli bianchi, ormai ritirati dal servizio attivo, che è difficile incontrare nei vari raduni per l’età oramai molto avanzata.
Allo stesso tempo è innegabile il fatto che a quel tempo gli anziani rappresentavano la maggioranza degli scampanotadôrs e la presenza di giovani e ragazzi era molto più rara.
Mi sono poi chiesto come sarebbe stato il gruppo di quest’anno, a vent’anni di distanza. Certamente un gruppo molto diverso, più giovane, frutto del grosso impegno delle scuole campanarie, ma anche una compagine per certi versi più fragile, bisognosa di accompagnamento, con una presenza forse più discontinua e con meno esperienza alle spalle. Allo stesso tempo, però, anche un gruppo motivato, in cui è possibile riscontrare diverse scelte di vita “forti”: all’interno del consiglio direttivo vi sono due membri che hanno scelto di recente il matrimonio cristiano (cosa oggi non scontata) e ben tre hanno intrapreso una sequela del Signore più esigente con l’ingresso in seminario (cosa altrettanto non scontata). Altri ancora vivono esperienze di studio o professionali “in prima linea” in vari ambiti: dal giornalismo all’architettura, dalla cucina, al legno al lavoro nei campi.
Alla Madonna di Monte Santo, oltre ai “grazie”, porteremo anche tanti propositi per gli anni a venire: uno tra tutti quello di essere sempre casa accogliente e aperta per tanti giovani che desiderano vivere un’esperienza di servizio custodendo un’arte antica e preziosa, trovando in essa dei modelli e delle guide: non posso non citare la recente proposta del campo scuola a Medea che rappresenta uno dei validi tentativi in questo senso.
Allo stesso tempo porteremo il desiderio di essere un luogo di incontro nel nostro Goriziano in cui l’arte campanaria è patrimonio condiviso tra suonatori di lingua italiana, slovena e friulana.
Molti sono stati i momenti vissuti assieme in questi anni – pensiamo alle recenti iniziative per GO!2025 con lo scampanio in tutti i campanili delle due città – ma molto resta ancora da fare: la presenza di alcuni membri di lingua slovena nel direttivo faciliterebbe molte iniziative ed è un desiderio che affidiamo al futuro.
“Scampanotadôrs: partecipi di un’identità, portatori di speranza” titolava venti anni fa “Voce Isontina” annunciando la prima Festa dei Campanari del Goriziano a Monte Santo.
A quel tempo si trattava di raccogliere un’eredità che stava per disperdersi: venti anni dopo possiamo affermare con convinzione che un futuro c’è per l’arte campanaria del Goriziano: sono i nostri ragazzi, i nostri giovani, che ancora si appassionano a questa tradizione e con questo mezzo anche al Signore Gesù, che parla anche con il suono delle nostre campane. Ed è questo che ci spinge a credere ancora oggi in questa proposta associativa e a chiedere alla Madonna di Monte Santo di intercedere per noi presso il Signore perché questa esperienza possa donarci ancora tanta Grazia per camminare con fiducia al servizio della nostra Chiesa.
Andrea Nicolausig, presidente Campanari del Goriziano
(In foto, un’immagine dello storico primo incontro di Montesanto)
Il programma
Il pomeriggio di sabato 5 settembre a Monte Santo prenderà il via con la rassegna campanaria sul campanile del santuario a partire dalle ore 14.30 sino alle 16.45.
Successivamente, alle ore 17, si terrà la celebrazione eucaristica con letture e canti nelle lingue del territorio; presiede mons. Carlo Bolčina, vicario episcopale per i fedeli di lingua slovena e canonico, con l’accompagnamento della Cappella musicale della cattedrale di Gorizia.
Alle ore 18, presso la sala maggiore del convento ci sarà una tavola rotonda dal tema: 20 anni di cammino insieme: racconti e progetti, curata dai nostri scampanotadôrs.
Nell’occasione saranno premiati i nuovi campanari che si sono formati nel corso dell’ultimo anno. Il pomeriggio si concluderà con una cena assieme su prenotazione.
