L’Amministratore Apostolico, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, ha presieduto la sera di sabato 4 aprile 2026 la Veglia pasquale in Cattedrale.
Le nove letture di questa notte ci hanno condotto dalla creazione alla risurrezione di Gesù il mattino di Pasqua. La scelta dei brani della Parola di Dio è stata fatta a ragion veduta e di solito il salmo che è stato proclamato o cantato dopo ogni lettura e l’orazione del sacerdote hanno offerto il senso del brano proclamato. Nel loro insieme, le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento ci hanno aiutato a vedere l’unità di un disegno di Dio culminato nella Pasqua: dalla creazione in poi niente è successo per caso, ma si è sviluppato un percorso di salvezza che ha condotto alla morte e risurrezione di Gesù.
Se la Pasqua è come la cima di una montagna raggiunta dopo una lunga ascesa, è anzitutto possibile ridiscendere e fare il percorso all’inverso per vedere come tutti gli episodi dell’Antico testamento e la stessa creazione trovano senso nella Pasqua di Gesù. Così si può dire che la creazione è stata voluta da Dio in vista della redenzione attuata nella Pasqua; che il figlio sacrificato non è Isacco (che pure si salva all’ultimo momento), ma è il Figlio di Dio divenuto uomo che muore in croce; che il vero passaggio del Mar Rosso è quello realizzato nel fonte battesimale; che l’alleanza promessa dai profeti si realizza in quella nuova compiuta in Cristo e così via.
Ma dalla cima di una montagna si può anche scendere dal versante opposto a quello percorso in salita. Fuor di metafora, la Pasqua ci aiuta a rileggere tutta la storia della salvezza che l’ha preceduta, ma ci offre anche la possibilità di comprendere la storia della salvezza che è continuata nella Chiesa dopo l’avvenimento pasquale. Provo a delineare questo itinerario di discesa dal versante della Chiesa. Una discesa illuminata dalla luce della Pasqua. In concreto mi farei una sola domanda: come la Pasqua guida il cammino della Chiesa? Proporrei quattro risposte.
Anzitutto con la Parola di Dio. La Parola non è semplicemente racconto di un fatto passato, ma rende vivo e attuale ciò che è successo. Ogni volta che viene proclamato, letto e meditato il Vangelo nella liturgia, nella catechesi, nei momenti di lectio comunitaria, nella preghiera personale, la Pasqua di Cristo prende attualità. La Parola di Dio è parola vera e cambia i cuori e quindi la storia.
Poi con i sacramenti, anzitutto il Battesimo che è la Pasqua individuale di ogni uomo e di ogni donna (bambino o adulto non importa) che diventa cristiano. E poi l’Eucaristia, celebrazione reale del dono di sé di Gesù sulla croce, dono che diventa per noi cibo di salvezza e nutrimento per il nostro cammino.
Un terzo modo attraverso cui la Pasqua è riferimento per la Chiesa di ogni tempo non è un qualcosa, ma Qualcuno, ossia lo Spirito Santo che con la sua forza e direi con la sua fantasia guida e rinnova continuamente la Chiesa affinché sia fedele al Signore.
Da ultimo, ma in realtà si tratta di qualcosa che è frutto dell’azione dello Spirito e del nutrimento offerto dalla Parola e dall’Eucaristia, sostiene il cammino della Chiesa la testimonianza dei santi e in particolare dei martiri, uomini e donne che hanno vissuto la Pasqua nella concretezza della loro vita donata. Sono stati in grado di farlo perché si sono ispirati al Vangelo, si sono nutriti dell’Eucaristia, si sono lasciati guidare dallo Spirito.
Concludo augurando a tutti che la Pasqua, il mistero della croce e risurrezione di Gesù che svela il senso della storia di salvezza precedente e illumina il cammino della Chiesa, possa essere per ciascuno ciò che sorregge la propria fede e il proprio essere autentico discepolo di Gesù, in modo da essere, umilmente e realmente, testimone del Risorto, grazie alla Parola, all’Eucaristia e al dono dello Spirito.
Buona Pasqua – Vesela velika noč – Buna Pasca.
+ Carlo Roberto Maria Redaelli
