L’amore non può essere un obbligo

Lunedì 8 dicembre 2025, nella festa dell’Immacolata concezione di Maria, l’arcivescovo Carlo ha presieduto la liturgia eucaristica nella chiesa di San Rocco a Brazzano incontrando al termine i familiari delle vittime dell’alluvione che ha colpito il paese il 16 novembre scorso.

Saluto anzitutto tutti i presenti: ho chiesto a don Stefano di poter celebrare quest’oggi con voi, non potendo esserci il giorno dei funerali, quando sarò a Roma in occasione del “giubileo dei detenuti” con alcuni detenuti del nostro carcere, uno dei quali verrà battezzato proprio sabato.  Assicuro la mia vicinanza e la mia preghiera a tutti voi, come quella dell’intera nostra Chiesa, in particolare alla mamma e alla compagna di Quirin e al figlio della signora Guerrina e anche a tutti coloro che vivono situazioni di disagio a causa di quanto successo alcune settimane fa.

Che il mondo vada male, non c’è bisogno di molto impegno per constatarlo. Il mondo ha sempre avuto problemi: la storia dell’umanità ce lo attesta. Ma ci sono alcuni momenti che più di altri evidenziano questo andare male. Come nei nostri giorni, in questo cambio d’epoca e non solo epoca di cambiamento: così aveva definito profeticamente il nostro tempo anni fa papa Francesco (come anche purtroppo profeticamente aveva parlato di “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”). Perché il mondo va male? Certo ci sono degli avvenimenti legati alla natura, come quello che ha tragicamente colpito questa terra il mese scorso (avvenimenti talvolta favoriti dall’uomo con la sua trascuratezza della natura o persino lo sfruttamento e l’inquinamento dell’ambiente). Ma ci sono poi le azioni umane: le guerre, ma la stessa cosa vale per il terrorismo, la criminalità, lo sfruttamento, ecc., non avvengono perché piove, ma perché qualcuno le vuole.

Da dove vengono queste decisioni malvagie degli uomini? La prima lettura ci offre una precisa risposta andando all’origine. Quello che chiamiamo peccato originale, nel senso che è all’inizio della storia e che alla sorgente di tutto il male, è la scelta fatta dall’umanità di non fidarsi del suo Creatore, ma di cercare un’alternativa a Lui, di realizzarsi da solo e contro la volontà di amore di Dio. Sappiamo che non è tanto questione della “mela” di Adamo ed Eva (per altro la Bibbia non parla di mela…): la Bibbia usa delle immagini, dei simboli per affermare ciò che è sostanziale, ossia la decisione contro Dio presa fin dall’inizio dall’umanità, che diventa divisione all’interno della stessa umanità, come risulta già dal rimpallo di responsabilità tra uomo e donna nel racconto della Genesi che abbiamo ascoltato nella prima lettura, ma che diventerà ancora più drammatica nelle pagine seguenti della Bibbia con l’uccisione di Abele da parte del fratello Caino.

Cosa può fare Dio nei confronti di questa umanità? Poteva distruggerla e ricominciare da capo: a questo sembra alludere il racconto del diluvio universale. Dio però non vuole distruggere l’umanità, ma neppure imporgli di fare il bene. Dio non vuole rinunciare alla libertà degli uomini, vuole avere figli e figlie che assomiglino a Lui, quindi liberi. Anche perché Dio è amore e vuole che i suoi figli e le sue figlie siano in grado di amare, ma solo chi è libero può amare, può decidere il dono di sé all’altro, che è amore. L’amore non può essere un obbligo, non sarebbe amore, né può essere finalizzato a qualcosa: sarebbe strumentalizzato.

Ma c’è qualcuno nell’umanità che può scegliere liberamente di amare Dio e di accogliere la sua volontà di amore? Il Vangelo risponde a questa domanda: sì, una giovane donna di Nazareth, Maria. Lei fin dal primo istante della sua esistenza è stata salvata dal peccato. Questo è il significato della sua immacolata concezione, che oggi celebriamo (da non confondere con la verginità della Madonna: l’immacolata concezione riguarda il concepimento di Maria e non di Gesù). Maria fin dall’inizio è libera dal peccato e anche dalle conseguenze del peccato che noi invece subiamo. È davvero la nuova Eva, una donna come Dio aveva pensato il genere umano fin dall’inizio. Per questo è realmente libera e può decidere liberamente di dire di “sì” a Dio. Insisto su questo: a volte si pensa che la Madonna non poteva che dire di sì alla proposta dell’angelo, come se il suo essere immacolata la obbligasse al bene. Non è vero: l’essere immacolata la rende solo più libera di noi, ma non la obbliga al bene, il suo sì è pienamente libero e responsabile.

Ed è un sì che permette al Figlio di Dio di diventare uomo, uno come noi, in grado di dire sì a nostro nome a Dio. Un sì detto nell’incarnazione, a Natale, ma soprattutto nella passione, sul Calvario. In quel momento Dio rispettando la libertà degli uomini, anche se malvagia – e che cosa c’è di più cattivo che uccidere il Figlio di Dio? – la trasforma in occasione di amore e ci salva. In questo modo il peccato dell’umanità non blocca il progetto originario di Dio – il vero progetto “originale” più del peccato! -, quel progetto che Dio aveva in mente prima ancora della stessa creazione, come ricorda il passo della lettera agli Efesini letto nella prima lettura: «In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà».

Maria con il suo sì ha permesso che questo disegno d’amore si realizzasse per tutti noi. Un disegno che troverà il suo compimento alla fine del mondo, ma che è già all’opera dentro la storia in ogni gesto d’amore, che, posto da credenti e non credenti, è comunque riflesso dell’amore di Dio. Non possiamo qui non ricordare il gesto di generosità e di amore di Quirin, che ha dato la sua vita cercando di salvare la signora Guerrina, e di Matteo, che per lo stesso gesto è rimasto ferito. Ma dobbiamo riferirci anche all’amore di tante persone che si sono date da fare qui, nei paesi vicini e a Versa per soccorrere chi è stato coinvolto nella recente alluvione.

Sono tanti, però, anzi infiniti i gesti d’amore che ogni giorno vengono compiuti da uomini e donne in ogni parte del mondo. Di solito non fanno notizia, diversamente dai tragici fatti che riempiono telegiornali, giornali e social. L’amore, la generosità, la solidarietà, la compassione, il perdono, … ci sono, nonostante tutto. Certo c’è anche l’odio, la cattiveria, la vendetta, … però la croce e la risurrezione di Gesù ci dicono che alla fine l’amore trionferà e con l’amore la vita per sempre, anche di coloro che ci hanno lasciato tragicamente.

Questa convinzione diventa speranza e forza per andare avanti, sapendo di avere una particolare protezione da parte di quella giovane donna che a Nazareth ha detto sì a Dio e per questo lei, e non tanto Eva, è diventata nostra Madre. Alla sua intercessione affidiamo chi ci ha lasciato, ma anche le preoccupazioni, le fatiche, le attese di chi tuttora, come molti di voi, vive le conseguenze dei recenti eventi. Come pure l’impegno e la responsabilità di chi si è dato da fare con generosità e ancora è chiamato a intervenire per rimediare alle conseguenze di quanto successo. Maria, l’Immacolata, sostenga tutti con il suo materno amore.

+ vescovo Carlo

 

condividi su

8 Dicembre 2025