“Perchè tutti possano tornare a casa: la gioia contagiosa del Vangelo”.
È stato questo il titolo dell’incontro che ha fatto arrivare sabato scorso presso il ricreatorio parrocchiale di S.Giuseppe a Monfalcone, più di un centinaio di persone in rappresentanza delle varie parrocchie, associazioni e movimenti della nostra diocesi.
“In formazione con il nostro vescovo”, questo era l’intento della Pastorale Familiare Diocesana che ha voluto organizzare questo momento, allargandolo ad educatori, catechisti, animatori pastorali, associazioni ecclesiali, in collaborazione con l’ufficio Catechistico e la Pastorale giovanile e vocazionale.
E la risposta è stata ampia, tanto che per motivi di spazio, l’incontro si è tenuto nella chiesa parrocchiale invece che nel ricreatorio.
Dopo la preghiera iniziale ed il saluto dei responsabili della Pastorale familiare diocesana Anna e Lionello Paoletti, ha preso la parola il vescovo Giampaolo che ha tenuto una approfondita riflessione sul tema “Perché tutti possano tornare a casa, la gioia contagiosa del Vangelo”.
Citando l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, scritta da papa Francesco ha ricordato che una Chiesa dove alberga il mistero di Dio e dove si vivono relazioni belle e profonde, è capace di attrarre le persone e di riportarle a casa; perché l’annuncio del vangelo avviene per contagio, recuperando la freschezza di esso con una potenzialità che non possiamo prevedere.
Siamo capaci di riscaldare il cuore? Di riaccompagnare a casa le persone che si sono perse?
E questo lo può fare ognuno di noi come impegno quotidiano, portando il vangelo in qualsiasi luogo, nelle piazze, al lavoro, nella strada, perché ci sta a cuore la proposta di Gesù che può portare gioia ai fratelli.
Dopo questa premessa ha continuato partendo dalla Parola, dal capitolo 8 degli Atti degli Apostoli dal versetto 26 al 40 in cui si narra dell’incontro di Filippo, uno dei sette, con un etiope, un eunuco.
Un angelo invita Filippo ad andare, è sempre lo Spirito che mette in moto la missione e lui si fida e lungo la strada incontra questo africano, sale sul suo carro e fanno il viaggio insieme. E mentre legge un passo del profeta Isaia, Filippo gli spiega che quel servo sofferente di cui si parla è Gesù e gli fa l’annuncio della buona novella, capace di accendere una scintilla in quel etiope al punto che chiede di essere battezzato.
Un episodio che ci invita a tornare tra la gente, ad essere cristiani di strada e a farci prossimo; l’incontro con Cristo può avvenire quando noi viviamo la prossimità, senza fretta ma dialogando, come Gesù che parlava certo alle folle, ma incontrava personalmente le persone e le cambiava accompagnandole. L’adulto è colui che ha maturato un’esperienza, che ha fatto delle scelte, che ha una meta da percorrere ed è capace, incrociando la vita delle persone, di trasmettere un’ipotesi sulla realtà, con un atteggiamento rispettoso, gentile, umile e testimoniale.
Dopo un breve caffè-break, i presenti si sono divisi in dieci gruppi e hanno lavorato con il metodo della conversazione spirituale, riflettendo e poi condividendo ascoltandosi, un’attenzione, un’azione particolare riguardo all’argomento assegnato.
I temi vertevano sul come coinvolgere, avvicinare, trasmettere la gioia del Vangelo e della vita nella comunità cristiana; sul come costruire percorsi e relazioni personali di incontro e condivisione; sul come prendersi cura delle famiglie, delle coppie, delle persone; sul come imparare a lavorare insieme su progetti pastorali comuni.
Una chiesa trasformata potremmo dire in una grande aula sinodale, composta da dieci tavoli di lavoro, che ha visto tutti partecipare con interesse ed entusiasmo, desiderosi di mettere in comune le varie realtà presenti ma anche di condividere i sogni e le speranze.
Sono state lette poi le sintesi dei vari gruppi e il vescovo Giampaolo riprendendo alcune cose emerse, ha concluso la mattinata.
Tutti i presenti si sono quindi trasferiti nel ricreatorio parrocchiale intitolato a mons. Foschian dove la comunità che ci ospitava aveva preparato un rinfresco che ha permesso di rimanere ancora un po’ insieme e di scambiarci opinioni e impressioni.
diacono Paolo Zuccon per l’Equipe della Pastorale familiare diocesana
