Una serata per celebrare la solidarietà, l’impegno sociale e soprattutto la forza della rete e della cooperazione. Questo lo spirito che ha animato, lo scorso 11 aprile, la prima “Cena Solidale” promossa dalla Caritas diocesana di Gorizia con numerose realtà del territorio che, da lungo tempo e in forma diversa, sostengono attivamente l’operato dei ben cinque Empori della Solidarietà presenti sull’area dell’Arcidiocesi di Gorizia. Un modo non solo per esprimere loro un sentito e sincero “grazie”, ma anche per far conoscere l’operato degli Empori ad ulteriori realtà che, sul territorio, si occupano di solidarietà, un modo per stringere collaborazioni e, soprattutto, intessere relazioni umane.
Circa una cinquantina le persone presenti all’Oratorio “mons. O. Foschian” di Monfalcone, che ha generosamente ospitato la serata; tra queste il Prefetto di Gorizia, dottoressa Ester Fedullo, il professor Paolo Buzzulini, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che ha portato il saluto anche da parte della presidente, dottoressa Roberta Demartin, Umberto Martinuzzi, vice presidente vicario di Cassa Rurale FVG, Ariano Medeot, presidente di Confartigianato Gorizia, insieme al consigliere Oscar Zorgnotti, Paolo Blasizza per Coldiretti Gorizia e Milena Bernes, consigliera di Coop Alleanza 3.0.
Presente anche il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, insieme all’assessore alla Dignità delle persone, Promozione dei diritti delle famiglie, Gestione comunale dei servizi sociali dell’ente e Politiche abitative Giuliana Garimberti, il sindaco di Staranzano, Marco Fragiacomo, e il presidente dell’associazione La Ginestra, ente gestore degli Empori, Marco Marcosig.
Accanto a loro, numerosissimi i rappresentanti dei Lions Club International territoriali, così come quelli della realtà del Rotary Club, i rappresentanti delle aziende agricole e delle realtà artigianali che da tempo accompagnano gli Empori supportandoli con prodotti freschi.
Non sono mancati poi i referenti dei cinque Empori della Solidarietà diocesani e don Ignazio Sudoso, direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro.
Tra gli ospiti anche l’amministratore apostolico, monsignor Redaelli, il quale ha ricordato ai presenti come la “realtà di Gorizia è interessante perché il suo è stato il terzo Emporio ad aprire in Italia”. “La cosa bella – ha aggiunto poi monsignor Carlo – è vedere come le cose buone, la solidarietà, la carità ci sono nella nostra realtà e non sempre è cosa scontata in un mondo pieno di brutte notizie. Le cose belle ci sono e ci sono con tanta creatività”.
Un saluto è stato portato anche dal sindaco di Monfalcone, il quale ha sottolineato come dietro ad ogni Emporio ci sia l’impegno di tante persone, dei volontari, degli operatori Caritas, delle realtà e delle amministrazioni che sostengono il progetto. “Il servizio alle frange più deboli della società determina la validità di una comunità. Donare il proprio tempo è una ricchezza della vita, perché quando uno dona tempo, sta donando la cosa più importante che ha”, le parole di Fasan.
Nel corso della gustosissima cena – sapientemente preparata dalle abili mani della “Brigata San Giuseppe”con i prodotti delle stesse aziende e realtà artigiane che collaborano con gli Empori e servita dai giovani membri del Circolo Noi aps, nonché allietata dal bel canto delle “Onde Medie” dell’associazione Piccolo Coro di Monfalcone diretto dalla Maestra Francesca Moretti – il coordinatore degli Empori della Solidarietà, Adriano Tropea, ha anche illustrato ai presenti l’operato degli Empori, compiuto dai numerosi volontari, più di 90, nonché di riportare alcuni dei dati recentemente presentati nel Bilancio 2025 dell’attività. “Un Emporio della Solidarietà rappresenta la possibilità di scelta – ha ricordato Tropea -. È un valore in più per una famiglia che a volte si sente essa stessa il problema, quando in realtà non lo è. Avere possibilità di scelta della propria spesa vuol dire avere la possibilità di essere di nuovo protagonisti della propria vita. Gli Empori sono poi anche dialogo, incontro, valorizzazione della persona; sono un abbraccio verso le persone che sono ultime e le realtà locali che scelgono di sostenere gli Empori in realtà stanno supportando proprio le persone”.
La cena si è conclusa con il saluto del direttore della Caritas diocesana di Gorizia, monsignor Paolo Zuttion, il quale ha raccontando come, sin dall’inizio della progettualità, la cosa che maggiormente lo ha colpito degli Empori della Solidarietà sia stata “la dignità, il fondamentale rispetto della persona”.
Ha ringraziato e salutato poi tutti i presenti “con l’augurio di poterci incontrare e di poter collaborare presto per appuntamenti e progetti futuri”.
Una cena per celebrare gli Empori
Ospitata presso il ricreatorio "mons. Foschian" di Monfalcone, ha visto la presenza di oltre 50 persone tra autorità, sostenitori e nuovi amici del progetto






















