Comunità che si fanno prossime, capaci di leggere i bisogni del territorio generando percorsi solidali e inclusivi. È questo quanto emerge dal Bilancio Sociale 2025 stilato dalla Caritas diocesana di Gorizia, strumento con il quale, di anno in anno, è possibile leggere non soltanto l’operatività e i servizi messi in campo dalla rete Caritas presente sul territorio dell’Arcidiocesi (composta dalla Caritas diocesana e dalle Caritas parrocchiali), ma anche lo “stato di salute” della società che a tali servizi fa riferimento.
Il documento 2025 è suddiviso in 5 capitoli – animare, ascoltare, accogliere, sostenere, includere -, cinque azioni che si trasformano in esperienza concreta attraverso il servizio dei volontari, la collaborazione con il territorio e la partecipazione di tanti che credono fermamente nel valore di essere comunità.
Animare
Il volontariato. I servizi e le Opere Segno della rete Caritas dell’Arcidiocesi non potrebbero mettere in atto tutto quello che ogni giorno realizzano senza il prezioso aiuto dei volontari.
Nel corso del 2025 coloro che hanno aderito alla rete Caritas sono stati ben 327, prestando un totale di 22.812 ore di servizio. I luoghi dove hanno prestato la loro opera di gratuità sono stati i Centri di Ascolto diocesano e parrocchiali, il dormitorio “Vescovini” di Monfalcone, gli Empori della Solidarietà e dell’Infanzia, la mensa decanale a Monfalcone. Molti anche gli aderenti nel corso dei mesi invernali per la cosiddetta “Emergenza Freddo”.
La Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali riescono ad offrire ascolto, sostegno, accoglienza ed inclusione grazie ai volontari, che sono la risorsa più preziosa. Chi volesse donare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze nelle Opere Segno della rete Caritas a favore delle persone più vulnerabili è ben accolto e può offrire la sua disponibilità scrivendo a promozionecaritas@caritasgorizia.it.
Formazione e Sensibilizzazione. Ormai da molti anni la Caritas diocesana di Gorizia è fortemente impegnata, in collaborazione con alcune delle scuole secondarie di II grado cittadine, nei percorsi di Cittadinanza Attiva. Importanti i numeri registrati nel corso del 2025: sono stati ben 150 i ragazzi delle 8 classi del biennio dell’ISIS Galilei – Cossar coinvolti nella progettualità; nel corso dell’anno scolastico inoltre i ragazzi della classe IV B dell’indirizzo Grafica e Comunicazione sono stati coinvolti nella realizzazione di 2 spot promozionali sulle attività degli Empori della Solidarietà. I due filmati, oltre ad essere pubblicati e visibili sui canali social della Caritas diocesana e dell’Arcidiocesi di Gorizia, sono ora utilizzati nel corso degli incontri pubblici promossi da Caritas Gorizia.
Sono poi stati 100 i ragazzi del Polo liceale “Alighieri” coinvolti nel progetto “EduCare”, che annualmente coinvolge realtà associative e non solo in momenti di incontro con gli studenti.
Non da ultimo vanno ricordati i 370 studenti delle classi IV e V che hanno partecipato, negli scorsi mesi, all’incontro promosso da Caritas assieme al Polo liceale e tecnico degli Istituti Secondari di Secondo Grado dal titolo “Non esistono ragazzi cattivi”, con don Claudio Burgio, fondatore di Kayros Onlus che si occupa di offrire supporto e alloggio a minori in difficoltà.
Transfrontalierità. Una delle “anime” di Caritas diocesana, che certamente la contraddistingue nel panorama nazionale, è l’attività transfrontaliera. Presente da molti anni, l’attività inizia ben prima dell’anno della Capitale della Cultura europea, il quale ha contribuito a rafforzarne ancora di più la collaborazione e la visibilità.
Da quasi 5 anni, a fine agosto, si svolge il “Laboratorio senza confini”, un pomeriggio di giochi, musica, divertimento senza frontiere in piazza Transalpina per bambini e famiglie italiane e slovene. All’ultima edizione si sono registrate quasi 50 presenze per la manifestazione organizzata da Caritas diocesana, Humanitarno društvo Kid, Karitas Nova Gorica e Croce Rossa Italiana – Comitato di Gorizia. Il periodo invernale è invece animato da “Aspettando San Nicolò” in cui i bambini e le famiglie delle due città rivivono la tradizione dell’attesa del generoso Santo, che ricorda loro il valore della solidarietà. Quasi 300 le presenze registrate nel 2025.
Ascoltare
Centri di Ascolto e Distribuzione. Le 689 famiglie ascoltate dai 16 Centri diffusi sul territorio diocesano hanno ricevuto aiuto in diverse forme per far fronte spesso alla presenza di una multiproblematicità. Per il 69.67% si è trattato di una borsa della spesa o dell’erogazione della tessera per accedere agli Empori della Solidarietà; il 40,93 degli ascoltati ha ricevuto l’erogazione di sussidi; il 26,67 ha ricevuto un aiuto per far fronte alle necessità legate al vestiario. L’83.3% ha ricevuto ascolto.
Accogliere
Il dormitorio “Vescovini” a Monfalcone. Storica presenza nell’assistenza diocesana, il dormitorio è il luogo dove le persone senza fissa dimora possono trovare accoglienza notturna, possono curare la propria igiene personale e consumare infine al mattino la prima colazione.
Il 2025 per il “Vescovini” ha registrato 24 persone accolte per un totale di 2.689 pernottamenti, con una media giornaliera di 7,4.
Il dormitorio “Faidutti” di Gorizia. Attualmente è utilizzato come centro per l’accoglienza di piccoli nuclei famigliari e donne richiedenti asilo. Tale servizio è gestito, per conto di Caritas diocesana, dalla Cooperativa Sociale “Murice”.
Nel corso del 2025 sono state accolte 155 persone. Di queste, 8 minori sono stati inseriti all’interno dei percorsi scolastici mentre tra gli adulti si sono registrati 6 inserimenti lavorativi con la stipula di altrettanti contratti.
Sostenere
Empori della Solidarietà e dell’Infanzia. Andare “oltre” la “busta della spesa”, offrendo alle persone e famiglie in difficoltà la dignità di realizzare e scegliere autonomamente la propria spesa, trovando supporto e relazione nei volontari presenti. Questo lo spirito che anima da sempre l’Opera Segno Caritas, oggi presente a Gorizia, Monfalcone, Gradisca d’Isonzo, Cervignano del Friuli e Cormòns,
Il 2025 ha segnato, per la rete degli Empori diocesani, quasi 17.000 accessi totali, per un valore economico di beni erogati che supera il milione e 200 mila euro. Sono state 778 in tutto le famiglie sostenute nel corso dell’anno, quasi 1.800 persone.
Dopo più di tre lustri dalla costituzione del primo Emporio della Solidarietà sul territorio della Diocesi, quello di Gorizia, gli Empori sono diventati una forte rete di vicinanza alle famiglie diffusa ormai in tutto il territorio dell’Arcidiocesi, grazie alla presenza di una molteplicità di donatori che sostengono questo progetto: la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, la CRA FVG, il Credifriuli, Ambiti territoriali, Amministrazioni Comunali e le imprese del settore agro-alimentare e della grande distribuzione.
L’Emporio dell’Infanzia ha invece sostenuto quasi 160 bambini beneficiari, con poco meno di 2.600 capi donati alle famiglie. Da segnalare i 20 genitori-volontari che si sono messi a disposizione, aiutando a loro volta altri genitori e le attività collaterali dell’Emporio che vedono durante l’anno la presenza per piccoli momenti di servizio di scout e alunni delle scuole locali.
La mensa decanale. A Monfalcone è da tempo attivo, presso l’oratorio San Michele, un servizio mensa per chi è in difficoltà. Anche in questo caso il servizio è reso possibile grazie all’operato di ben 40 volontari che, giorno per giorno, si alternano negli oltre 300 giorni di apertura l’anno. Quasi 20.000 i pasti distribuiti nel corso del 2025, con una media giornaliera di 65 pasti forniti.
Includere
Fondo Famiglie in Salita e Oltre il Pre-Giudizio. Accanto all’ormai “storico” Fondo nato per finanziare progetti di inserimento lavorativo per persone in maggiore difficoltà, tra i “nuovi nati” in casa Caritas Gorizia anche “Oltre il Pre-Giudizio” che punta a migliorare la condizione delle persone detenute presso la Casa circondariale di Gorizia (o in altre carceri) o che scontano una pena in misura di detenzione alternativa. Il progetto offre percorsi di inserimento lavorativo e mette a disposizione generi di prima necessità e piccoli sussidi, anche per venire incontro alle necessità della famiglia della persona ristretta. Nel corso del 2025 sono state 65 le persone che hanno ricevuto ascolto e sostegno concreto e sono state attivate 5 doti lavoro in diversi settori occupazionali.
Il Bilancio Sociale dell’anno 2025 offre un’immagine della forza delle comunità presenti nella nostra Arcidiocesi. Una forza umile e nascosta, come quella del lievito e del sale, come ci ricorda Gesù nelle sue parabole: elementi semplici che però sono capaci di far lievitare l’impasto e dare sapore alle pietanze. Questa forza la si può trovare nella capacità di farsi prossimi, in altre parole avere un cuore che vede le povertà a noi prossime e che faccia spalancare le braccia per sostenere le persone più fragili.
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