Quasi 800 famiglie – 778 per la precisione -, per un totale di 1.590 persone. Sono questi i numeri del sostegno offerto nel corso del 2025 dai 5 Empori della Solidarietà della Caritas dell’Arcidiocesi di Gorizia, che continuano il loro impegno quotidiano verso chi è più in difficoltà.
Gli Empori di Gorizia, Monfalcone, Gradisca d’Isonzo, Cervignano del Friuli e Cormòns hanno registrato, nel corso dell’annualità 2025, un totale di 16.882 accessi, ovvero altrettante spese effettuate dalle famiglie. Il valore dei beni distribuiti gratuitamente ha raggiunto quasi 1,3 milioni di euro tra generi alimentari e prodotti di prima necessità, tra cui anche articoli per l’igiene personale e pannolini per bambini.
Sono poi 199 le famiglie che si sono rivolte per la prima volta al servizio: “questo dimostra che c’è un discreto “turn-over” tra i beneficiari; le famiglie si servono degli Empori nel periodo in cui sussiste il momento di difficoltà economica e non rinnovano la tessera quando le problematiche socio economiche del nucleo familiari vengono superate”, illustrano gli operatori Caritas.
Una rete di istituzioni
Tutto ciò è possibile anche grazie ad una articolata rete di partner che sostengono a vario titolo gli Empori della Solidarietà. Tra questi la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che crede nel progetto sin dal 2011, anno in cui è stato costituito il primo Emporio della Solidarietà diocesano a Gorizia, e continua sostenendo tutti gli Empori della Caritas presenti sul territorio della provincia isontina.
Accanto ad essa, importanti partner dell’Arcidiocesi di Gorizia nel progetto degli Empori della Solidarietà sono l’Ambito Territoriale Carso – Isonzo – Adriatico per quanto concerne l’Emporio di Monfalcone, l’Ambito Territoriale Collio e Alto Isonzo per gli Empori di Gorizia, Gradisca d’Isonzo e Cormòns, il Comune di Cervignano del Friuli per l’Emporio che ha sede nel Comune friulano, nonché per l’Emporio di Cormòns i Comuni di Cormòns, Medea, Mariano del Friuli, Dolegna del Collio e Moraro. Questi Enti non solo contribuiscono economicamente alla copertura delle spese, ma riconoscono l’impegno degli Empori della Solidarietà nella rete del Welfare presente sul territorio per contrastare la povertà e l’esclusione sociale.
Ulteriore sostenitore di tutti e cinque gli Empori è la Cassa Rurale ed Artigiana del Friuli Venezia Giulia che, nell’ambito delle celebrazioni dei suoi 130 anni di storia, ha riconfermato il proprio sostegno. Non si può dimenticare l’impegno di Credifriuli che ha scelto di sostenere l’Emporio della solidarietà di Cervignano del Friuli sin dalla sua costituzione.
Responsabilità sociale d’impresa ed economia circolare
Nel corso dell’annualità 2025 i cinque Empori della Solidarietà dell’Arcidiocesi di Gorizia hanno distribuito gratuitamente ai beneficiari quasi 1,3 milioni di euro tra generi alimentari e prodotti di prima necessità, tra cui articoli per l’igiene personale e pannolini. La maggioranza dei beni erogati gratuitamente non sono stati acquistati, ma sono frutto della donazione di supermercati, imprese del settore alimentare e aziende agricole. In questo modo gli Empori della Caritas sono diventati da un lato un’occasione per promuovere la responsabilità sociale delle imprese, dall’altro hanno favorito l’economia circolare riducendo la quantità di invenduto e di conseguenza anche lo spreco alimentare.
Sostengono gli Empori della Solidarietà con prodotti alimentari i Supermercati Coop Alleanza 3.0 di Ronchi dei Legionari, della Marcelliana a Monfalcone, di Vilesse, di via Boccaccio e via Lungo Isonzo Argentina a Gorizia, Eurospar di Gorizia e di Monfalcone, Despar di Ronchi dei Legionari e Fogliano Redipuglia, i punti vendita Despar Il Gallo, Conad di viale Locchi e piazza von Czoernig a Gorizia, SpazioConad di Ronchi dei Legionari, Famila di via Terza Armata e via Torriani a Gorizia, A&O ed Emisfero di Monfalcone; le aziende agricole Zoff di Cormòns, La Ferula di Staranzano, Feresin a Fiumicello, Pinesi a Ronchi dei Legionari – località Selz, e Bagolin a Fossalon; i panifici Pellizon di Ronchi dei Legionari, Anastasio di Marina Julia a Monfalcone, l’Associazione Benkadì nonché il Molino Moras.
Quest’anno si sono aggiunti anche IKEA, Distillerie Camel per prodotti dolciari, Club Sole S.r.l., Val Impex e Perfetti Van Mell.
Un ruolo importante nell’approvigionamento dei beni è svolto anche dal Banco Alimentare, che si pone come intermediario con le catene dei supermercati tramite il progetto SITICIB e da cui arrivano anche i prodotti acquistati dallo Stato attraverso il Fondo Sociale Europeo.
Un contributo significativo giunge anche dalle raccolte fatte dalle comunità cristiane delle parrocchie del territorio e dalla Croce Rossa Italiana – Comitati di Gorizia e Monfalcone che distribuiscono beni per l’igiene, materiale scolastico e farmaci.
Passione ed entusiasmo che fanno la differenza
Per riuscire a sostenere 1.590 persone in povertà offrendo alimenti necessari per garantire una dieta varia e dignitosa serve l’impegno e l’entusiasmo di tante persone. Nel 2025 hanno offerto il loro servizio gratuito 94 volontari, affiancati dalla professionalità di 6 operatori messi a disposizione dall’associazione La Ginestra aps, ente gestore degli Empori della Solidarietà diocesani. L’impegno di tutte queste persone è necessario per seguire l’intera filiera del servizio: dal recupero dei prodotti alimentari allo stoccaggio, fino all’accoglienza e il supporto alle famiglie durante le aperture degli Empori.
Fondamentale è anche l’impegno dei volontari che operano nei Centri di Ascolto Caritas presenti nelle diverse Unità Pastorali della diocesi e nella Croce Rossa di Monfalcone. Sono loro a incontrare le persone, comprenderne le difficoltà e valutare l’accesso al servizio degli Empori.
Mezzo per intessere relazioni
L’erogazione di generi alimentari e di prima necessità non è lo scopo ultimo della rete degli Empori della Solidarietà: questi beni materiali sono infatti anche “beni relazionali”, cioè un mezzo per instaurare una relazione tra le comunità e le persone che vivono in povertà ed esclusone sociale.
Gli Empori della Solidarietà sono quindi degli strumenti per creare relazioni con chi vive nella povertà e nell’esclusione sociale. L’incontro tra le persone in povertà e i volontari e gli operatori dei Centri di Ascolto e degli Empori della Solidarietà sono un’opportunità per creare una relazione con coloro che vivono un disagio che, per la maggior parte di loro, non è solo di natura economica ma anche di natura relazionale: uno sguardo, un sorriso, un saluto che fa sentire la persona non più in solitudine ma parte di una comunità.

