Pier Giorgio Frassati, esempio di vera Presenza – Speciale Avvento di Fraternità

San Pier Giorgio Frassati con i suoi gesti concreti ci mostra la via per essere vera "Presenza"

“Ah! Caro Isidoro, ogni giorno che passa, più mi convinco quanto è brutto il mondo, quanta miseria vi è, e purtroppo la gente buona soffre mentre noi che siamo stati dotati da Dio di molte grazie abbiamo ahimè! malamente corrisposto. Terribile constatazione che mi tormenta il cervello quando io studio. Ogni tanto mi domando: continuerò io a seguire la via buona?
Avrò io la fortuna di perseverare fino in fondo?”. Sono le parole di Pier Giorgio Frassati – uno dei “Santi della Carità” che ci accompagna nell’Avvento di Fraternità – raccolte in una lettera del 15 gennaio 1925 scritta al suo amico Isidoro Bonini, membro insieme a lui della “Compagnia o Società dei Tipi Loschi”, associazione caratterizzata da spirito d’amicizia e goliardia ma che, dietro le apparenze scherzose, puntava a legami di amicizia profondi e concreti, fondati sulla preghiera e la fede.
Sono passati 100 anni da quella lettera ma i suoi contenuti sono quanto mai attuali. All’epoca Pier Giorgio aveva solo 24 anni ma mostrava una grande maturità nella fede; soprattutto sentiva in sé una forte responsabilità sociale verso i più deboli.
La differenza, in questi 100 anni che ci separano, è che oggi riusciamo a “vedere” tutto ciò che succede lontano da noi grazie ai Social e ai mass media: conosciamo le “brutture” di questo mondo anche se, spesso, ci indigniamo ma continuiamo solo a guardare… Pier Giorgio, seppur ancora un ragazzo, ci mostra una possibile “via”, ci mostra come essere “Presenza”: la parola chiave che ci guida in questa domenica d’Avvento.
Il giovane Santo ha potuto e voluto fare qualcosa, almeno per i poveri della sua Torino: testimonianze dell’epoca raccontano che era spesso al verde, perché appena disponeva di un po’ di liquidità la donava ai poveri e ai bisognosi che incontrava o a cui faceva visita.
A volte gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché aveva preferito lasciare a qualche bisognoso della città gli spiccioli che avrebbe dovuto utilizzare per i mezzi pubblici.
Fu parte attiva della Conferenza di San Vincenzo e spesso si “metteva in gioco” in prima persona, girando per Torino con un carretto sul quale trasportava donazioni di beni materiali per i più in difficoltà.
“In questo tremendo cozzo di dubbi la Fede datami nel Battesimo mi suggerisce con voce sicura: da te non farai nulla, ma se Dio avrai per centro di ogni tua azione allora sì arriverai fino alla fine ed appunto ciò vorrei poter fare è prendere come massima il detto di sant’Agostino: ’Signore, il nostro cuore non è tranquillo finché non riposa in Te’”, raccontava al suo amico Isidoro.
Ecco, la Carità è questo. È attenzione all’altro, non la pretesa di risolvere tutti i mali del mondo ma provare a cambiare le cose iniziando da chi sta vicino a noi: il fratello che viene da lontano e non ha nulla con sé con cui ricominciare; il vicino di casa che si è visto portare via tutto da un’alluvione; le tante famiglie che faticano a gestire figli, spese, bollette, attività sportive dei ragazzi; chi è solo o chi tra di noi ha semplicemente litigato e non trova il coraggio della riconciliazione.
Ecco allora che per questo Santo Natale non possiamo che augurare a tutti noi di trovare la pace nel cuore che si apre all’altro, il vero regalo che possiamo accogliere nelle nostre vite: quella Carità che è Amore vero, quella che ci ha mostrato anche San Pier Giorgio Frassati con la sua vita dedicata agli amici, alla comunità, ai poveri appunto con la sua “presenza”.

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