Finita l’esperienza di Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura, le due città transfrontaliere continuano ad essere la Capitale della Cultura europea, come ha più volte richiamato e ricordato l’arcivescovo Carlo.
Durante le vacanze natalizie molti gruppi scout e parrocchiali da diverse parti d’Italia hanno vissuto, insieme alla Caritas diocesana di Gorizia, un’esperienza concreta dei valori del rispetto della dignità di ogni persona, dei diritti umani e della solidarietà, che sono alcuni dei principi morali che stanno alla base della Cultura Europea e del Trattato Europeo.
Tra questi gruppi, i clan Agesci di Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone, e di Parma, nonché i giovani della parrocchia di Mazzano, in provincia di Brescia.
Gorizia e Nova Gorica con il loro particolare confine, sono diventate per questi giovani un laboratorio in cui sperimentare il dialogo interculturale, l’arte dell’accoglienza e della solidarietà.
Durante il periodo di soggiorno a Gorizia hanno potuto ascoltare dei testimoni che hanno raccontato loro il dialogo tra le comunità italo-friulane e slovene che vivono a Gorizia e hanno dato il contributo fattivo all’accoglienza dei migranti richiedenti asilo che arrivano dalla Rotta Balcanica e attendono di essere ospitati nel sistema di accoglienza gestito dal Ministero degli Interni.
Grazie all’Unità Pastorale Porta Aperta e, in particolare, alla comunità parrocchiale della Cattedrale, i ragazzi sono stati ospitati all’oratorio Pastor Angelicus.
Quando il “gusto” incontra la condivisione…
Sono stati tanti i momenti vissuti nel corso delle recenti festività natalizie che hanno confermato lo spirito di solidarietà e di accoglienza di Gorizia.
Nella sera della Vigilia di Natale, lo scorso 24 dicembre, si è svolto anche quest’anno il tradizionale e atteso appuntamento con la “Cena di Fraternità”. Ospitata presso gli spazi dell’Oratorio “Pastor Angelicus” di Gorizia, la cena è stata promossa e organizzata dai gruppi scout Gorizia 3 e Gorizia 12, in collaborazione con la Caritas diocesana e l’Unità Pastorale “Porta Aperta”.
Alla Cena di Fraternità hanno preso parte anche l’arcivescovo Carlo, monsignor Nicola Ban, parroco del Duomo, don Dario Franco e le religiose della congregazione Soeurs de l’Annonciation de Bobo-Dioulasso, che da qualche mese hanno aperto una piccola comunità all’interno dell’Episcopio.
La Cena si caratterizza per essere un momento di incontro e di condivisione a cui sono invitate le persone più fragili della città che passerebbero da sole la Notte Santa, proprio quando la solitudine si fa sentire in modo più pungente.
Quest’anno erano presenti una cinquantina di ospiti tra richiedenti asilo e persone seguite dai Centri di Ascolto parrocchiali e diocesano.
Gli Scout hanno svolto il “servizio in sala”, servendo ai presenti le gustose pietanze preparate da loro e da alcune famiglie della città: riso, pollo al limone, le portate principali, per concludere “in dolcezza” con panettone e pandoro.
Un grande ringraziamento agli scout e a tutti coloro che si sono resi disponibili, rendendo più “gustoso” e festoso questo momento conviviale nell’attesa del Natale.

