Casa San Francesco, della Caritas diocesana di Gorizia, nei primi tre mesi del servizio di accoglienza per l’emergenza freddo (precisamente dal 27 ottobre 2025 al 26 gennaio 2026) ha ospitato 473 persone che si trovavano senza dimora nei mesi più gelidi dell’anno. Nello stesso periodo il servizio di accoglienza ha offerto un totale di 4.793 pernottamenti.
Gli ospiti per la maggioranza sono migranti richiedenti asilo che non trovano accoglienza nel sistema del Ministero degli Interni.
Sono persone provenienti prevalentemente dall’Afghanistan, dal Pakistan e dal Nepal.
Bisogna evidenziare però che tra le persone accolte ci sono anche alcuni italiani che si sono trovati ad essere senza fissa dimora.
La rete della solidarietà
Questa accoglienza è possibile grazie alla Comunità dei Padri Cappuccini di Gorizia, che offre in comodato gratuito gli spazi di Casa San Francesco, dove avviene appunto l’accoglienza notturna durante i mesi invernali.
Un grosso impegno è stato offerto dalla Parrocchia della Cattedrale che non solo ogni sera mette a disposizione la sala al piano terra per la pre – accoglienza, dove le persone possono trovare “qualcosa di caldo” da consumare, ma per alcune settimane ha anche offerto ad una quindicina di persone ospitalità notturna nei locali dell’Oratorio Pastor Angelicus.
Il confronto con l’anno passato
Nei primi tre mesi di attività del servizio di accoglienza per l’emergenza freddo si rileva un incremento dei numeri degli ospiti rispetto all’inverno 2024 – 2025, quando in tutta la stagione vennero registrati soltanto 4.129 pernottamenti per 424 persone, contro come citato i 4.793 pernottamenti per 473 ospiti nei primi tre mesi dell’inverno in corso, 2025 – 26.
L’impegno quotidiano e la formazione
L’accoglienza delle persone senza dimora nei mesi invernali è possibile solamente grazie all’impegno quotidiano di una rete di volontari provenienti ormai da tutto il territorio diocesano, ma soprattutto dalle Unità Pastorali di Gorizia.
I volontari sono testimoni concreti di quei valori che fanno riferimento alla cultura giudaico cristiana che ha reso possibile il sogno della Comunità Europea, che si basa anche sull’accoglienza
delle persone più povere e degli stranieri.
Un concreto sostegno è stato offerto anche dal Comitato di Gorizia della Croce Rossa, che ha messo a disposizione alcuni suoi volontari nel servizio di pre – accoglienza al Pastor Angelicus.
L’impegno dei volontari non si limita al servizio di accoglienza, ma anche alla formazione. Negli scorsi giorni infatti una trentina di volontari del servizio di emergenza freddo ha partecipato ad una serata di formazione alla presenza di monsignor Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana, e della dottoressa Maria Rosolini della cooperativa sociale Murice, che ha approfondito il tema dello status della Protezione Internazionale e dell’iter giuridico della richiesta di asilo.
Un servizio possibile con il contributo di molti
La Caritas diocesana dell’Arcidiocesi di Gorizia riesce ad offrire questo servizio grazie alle offerte in denaro e in beni di prima necessità di tante persone di buona volontà, ma soprattutto grazie ai fondi 8xmille della Chiesa Cattolica a disposizione alle Diocesi per le opere di carità.
Con “Ragazzi Caritas” i bambini aiutano altri bambini
Come tradizione vuole, “Ragazzi Caritas” rappresenta anche il momento in cui i bambini dei percorsi di Iniziazione cristiana della diocesi possono offrire il loro sostegno ad altri bambini come loro che vivono però un momento di difficoltà. Attraverso i salvadanai riempiti dai bimbi nel corso dell’Avvento e consegnati a Caritas diocesana nel corso della Festa, sono stati raccolti quest’anno ben 2.646 euro.
Hanno contribuito alla raccolta anche alcune parrocchie che, pur non essendo riuscite a partecipare al momento di festa per impegni concomitanti, hanno desiderato sostenere l’iniziativa. Hanno poi voluto contribuire anche i ragazzi dell’UP Madonnina, Mossa, Lucinico che si stanno preparando alla Cresima, i quali hanno organizzato, nelle settimane d’Avvento, un “mercatino” di biscotti per poter così raccogliere fondi da unire ai tradizionali salvadanai.
“Attraverso tutta questa generosità è stato possibile aiutare diversi bambini e le loro famiglie, che ci sono stati indicati dalle parrocchie diocesane, le quali ancora una volta ringraziamo per la preziosa collaborazione e per il loro ruolo di “antenne” sulle necessità delle persone e delle famiglie” hanno illustrato gli operatori di Caritas diocesana.
La grande solidarietà ricevuta dai bambini dei percorsi di Iniziazione cristiana della diocesi permetterà di provvedere a diverse esigenze rilevate tra alcune famiglie, come il pagamento dell’abbonamento al trasporto pubblico urbano per andare a scuola, materiale scolastico necessario e la partecipazione a gite d’istruzione, solo per fare qualche esempio. Tutte attività “quotidiane” che a volte si danno per scontate, ma che per alcune famiglie risultano spesso difficili da poter garantire. Dati alla mano (in attesa di conoscere quelli del 2025), nel 2024 il Bilancio sociale Caritas ha rilevato infatti più di 800 famiglie ascoltate e aiutate dalla rete dei Centri di Ascolto diocesani; stessi numeri sono stati rilevati anche per quanto riguarda le famiglie utenti degli Empori della Solidarietà sparsi sul territorio.
“Un grazie di cuore da parte di queste famiglie va a tutti i bambini della nostra diocesi – hanno aggiunto gli operatori – per la loro grande generosità e vicinanza”.

