{"id":791,"date":"2022-04-29T13:31:07","date_gmt":"2022-04-29T11:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=791"},"modified":"2022-04-29T15:03:15","modified_gmt":"2022-04-29T13:03:15","slug":"un-aiuto-difficile-da-chiedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/un-aiuto-difficile-da-chiedere\/","title":{"rendered":"Un aiuto difficile da chiedere"},"content":{"rendered":"<p>Continua sul territorio l\u2019accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto nel loro Paese. Dall\u2019inizio dell\u2019emergenza il dormitorio \u201cmonsignor Luigi Faidutti\u201d di piazza Tommaseo a Gorizia, allestito come hub per la primissima accoglienza, ha ospitato <strong>56 persone<\/strong>. Di queste, 43 sono ora inserite in percorsi di accoglienza sotto la protezione internazionale temporanea, seguite da Prefettura e dalla Cooperativa Murice, ente gestore del programma di ospitalit\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>Ad oggi 25 persone sono accolte a Gorizia, 3 a Capriva del Friuli, 12 in localit\u00e0 Gabria a Savogna d\u2019Isonzo e 3 a Moraro \u2013 ha spiegato la dottoressa Valentina Busatta, responsabile dell\u2019area Promozione di Caritas diocesana di Gorizia -. Priorit\u00e0 \u00e8 stata data ai posti disponibili all\u2019interno delle canoniche messe a disposizione dai parroci diocesani, anche per non \u201cgravare\u201d sulle famiglie, ad ogni modo ci sono anche 3 appartamenti messi a disposizione da privati cittadini che in questo momento accolgono altrettanti nuclei famigliari ucraini.<\/p><\/blockquote>\n<p>Rilevante sul territorio anche la presenza di persone in fuga dal conflitto che non rientrano nei percorsi di accoglienza statali ma che vengono ospitate in maniera autonoma da famigliari e amici gi\u00e0 residenti da tempo in provincia e in diocesi. \u201cNon dimentichiamo che circa l\u201980% dei cittadini ucraini presenti in Regione dallo scoppio del conflitto \u00e8 accolto da privati \u2013 ha aggiunto Busatta \u2013 e il trend \u00e8 confermato anche sul territorio diocesano, dal quale riceviamo feedback in proposito dalle Caritas parrocchiali. Ora infatti per questi nuclei ospitanti inizia ad essere molto difficile provvedere al mantenimento di tante persone \u2013 pensiamo ad una famiglia di 3 persone che improvvisamente diventa da 6 -. Con non poche difficolt\u00e0 quindi si rivolgono alla rete diocesana delle Caritas, dove possono ricevere supporto per quanto riguarda la spesa alimentare, ottenendo accesso alla tessera degli <strong>Empori della Solidariet\u00e0<\/strong>, cos\u00ec come possono ottenere sostegno per le necessit\u00e0 dei bambini grazie all\u2019<strong>Emporio dell\u2019Infanzia<\/strong>, che si occupa di distribuire indumenti e vari oggetti specifici per la prima infanzia e infanzia. Con particolare riferimento a quest\u2019ultimo, in questo momento vi si sono rivolte gi\u00e0 una decina di famiglie ucraine\u201d.<\/p>\n<p>Come sottolineato dalla dottoressa Busatta, \u00e8 complicato per queste persone chiedere aiuto: \u201cva sempre tenuto presente che ci troviamo di fronte a una situazione di accoglienza completamente diversa da quella cui eravamo abituati sul territorio; si tratta infatti di persone che avevano un lavoro, una casa, un futuro nel loro Paese, luogo dove sperano di tornare al pi\u00f9 presto. Non da ultimo, per loro cultura \u00e8 molto complicato \u201cchiedere\u201d aiuto, sono abituati ad essere totalmente autonomi anche nelle situazioni di difficolt\u00e0. In questo particolare contesto notiamo che a volte le famiglie ucraine ospitanti tendono ad essere forse troppo \u201cottimiste\u201d, ovvero credono di riuscire comunque a farcela da sole, nonostante le nuove necessit\u00e0 e i costi dovuti ad un aumento dei componenti presenti in casa. Sono poi decisi nel rientrare in Ucraina a breve e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dal fatto che in pochi hanno accettato di incominciare dei corsi per imparare l\u2019italiano. Credo che per loro l\u2019accettare di iniziare un percorso di accoglienza significhi un po\u2019 sventolare bandiera bianca su un possibile rientro tempestivo nel loro Paese. Grande quindi il delicato e rispettoso lavoro messo in atto dai volontari per approcciarsi a queste persone, un lavorare \u201cin punta di piedi\u201d per aiutarle a comprendere la loro situazione, per far arrivare dei piccoli aiuti, sempre senza andare oltre, senza essere invadenti. Traendo quindi un bilancio da questi 2 mesi di conflitto e di presenza di cittadini ucraini sul nostro territorio, possiamo dire che l\u2019emergenza probabilmente inizier\u00e0 ora, con queste famiglie ospitanti che si trovano improvvisamente ad affrontare un forte rincaro della propria vita, come \u00e8 stato anche riscontrato dal nostro Centro di Ascolto diocesano e dai Centri di Ascolto parrocchiali, che hanno gi\u00e0 iniziato a ricevere richieste di nuclei che non sono pi\u00f9 in grado di sostenere, con le loro entrate, un\u2019urgenza di questo tipo\u201d.<\/p>\n<p>Significativo inoltre il fatto che molte delle persone in fuga dal conflitto stiano ora continuando a lavorare: grazie infatti allo smart working, in diversi stanno mantenendo da remoto la propria occupazione, che per lo pi\u00f9 si svolge per aziende estere. \u201cCi troviamo per\u00f2 di fronte ad una situazione particolare \u2013 ha aggiunto la responsabile Caritas -, quella in cui moltissimi di loro vorrebbero poter affittare un appartamento, per essere pi\u00f9 autonomi, ma sono bloccati perch\u00e9 ancora in attesa dei documenti definitivi. Lo stesso anche per coloro che invece hanno dovuto lasciare il proprio lavoro nel Paese mettendosi in fuga e che qui, sempre perch\u00e9 in attesa dei documenti definitivi, non possono presentare la loro candidatura per una nuova occupazione\u201d.<\/p>\n<p>Non manca per\u00f2, nonostante il dramma vissuto da queste persone, la voglia di riunirsi e stare insieme: \u201cNegli scorsi giorni alcune famiglie ucraine hanno chiesto di poter essere messe in contatto con altri connazionali presenti sul territorio, in particolar modo per far incontrare i propri bambini e ragazzi, per il loro bisogno di socializzare. Accanto a questa contiamo numerose iniziative messe in atto dalle comunit\u00e0 cristiane che stanno ospitando questi cittadini che, come nella recente Pasqua, hanno realizzato e stanno realizzando momenti di incontro e di convivialit\u00e0, proprio per far sentire queste persone parte di una comunit\u00e0, che li ospiter\u00e0 per un periodo, pi\u00f9 o meno lungo, di tempo\u201d.<\/p>\n<p>dalla rubrica \u201cGocce di Carit\u00e0\u201d di Voce Isontina del 28\/04\/2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua sul territorio l\u2019accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto nel loro Paese. Dall\u2019inizio dell\u2019emergenza il dormitorio \u201cmonsignor Luigi Faidutti\u201d di piazza Tommaseo a Gorizia, allestito come hub per la primissima accoglienza, ha ospitato 56 persone. 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