{"id":5233,"date":"2026-02-05T13:34:17","date_gmt":"2026-02-05T12:34:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=5233"},"modified":"2026-02-05T13:34:17","modified_gmt":"2026-02-05T12:34:17","slug":"accompagnamento-e-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/accompagnamento-e-cura\/","title":{"rendered":"Accompagnamento e cura"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi \u00e8 stato presente in diocesi il dottor Ettore Fusaro, responsabile del Servizio Emergenze di Caritas Italiana, per un sopralluogo sulle zone colpite, il 17 novembre scorso, dall\u2019alluvione che si \u00e8 abbattuta sull\u2019Isontino. Accompagnato da monsignor Paolo Zuttion e da Adalberto Chimera, direttore e vicedirettore di Caritas diocesana, e da Stefano Comand, referente per le Emergenze della delegazione Caritas Nord Est, Fusaro ha incontrato i parroci e alcuni volontari delle Caritas parrocchiali dell\u2019Unit\u00e0 Pastorale di Brazzano, Borgnano, Corm\u00f2ns e Dolegna e dell\u2019Unit\u00e0 Pastorale \u201cMagnificat\u201d di Romans d\u2019Isonzo, Fratta e Versa.<\/p>\n<p><strong>Dottor Fusaro, quali le prime impressioni dagli incontri effettuati? \u00c8 la prima volta che facevate un sopralluogo insieme su questa zona?<\/strong><\/p>\n<p>Come Caritas Italiana abbiamo seguito, in coordinamento ma a distanza, il lavoro di supporto post \u2013 alluvione della Caritas di Gorizia e delle parrocchie diocesane.<br \/>\nQuesta mattinata \u00e8 stata l\u2019occasione \u2013 alla luce delle osservazioni raccolte in questi mesi dall\u2019incontro con le persone colpite \u2013 di fare un po\u2019 il punto della situazione e cercare di capire come proseguire rispetto agli interventi e alla vicinanza, nonch\u00e9 per confrontarsi su quelle che sono state le \u201cnovit\u00e0\u201d nel lavorare in un\u2019emergenza.<br \/>\nQuesta infatti, oltre a far emergere i problemi che ci sono sul territorio, fa anche emergere potenzialit\u00e0, risorse, persone, legami e reti. Ora si tratta di fare \u201cquadrato\u201d intorno a questa situazione.<\/p>\n<p><strong>Ogni emergenza \u00e8 un\u2019emergenza a s\u00e9, \u201cspeciale\u201d purtroppo a modo suo. Quali le caratteristiche di novit\u00e0 riscontrate su questo territorio e quali invece le similitudini sulle quali avete potuto applicare esperienze gi\u00e0 assimilate?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ogni emergenza \u00e8 una storia a s\u00e9, perch\u00e9 ogni territorio \u00e8 diverso. In questo caso c\u2019\u00e8 stato forte coordinamento con la Caritas diocesana di Gorizia e la delegazione Caritas Nordest, lavorando insieme in rete, anche con il supporto di altre Caritas diocesane italiane.<br \/>\nCaritas Italiana ha voluto istituire un Coordinamento nazionale Emergenze che funziona proprio in rete, a supporto delle realt\u00e0 territoriali.<br \/>\nIn questo caso la dimensione abbastanza contenuta del territorio ha permesso di capire meglio, attraverso l\u2019ottimo lavoro di vicinanza, conoscenza, mappatura dei bisogni della popolazione messo in atto dalla Caritas locale, di ipotizzare dei percorsi gi\u00e0 pi\u00f9 chiari, meno forse caotici rispetto ad altre esperienze passate.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5235 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-600x450.jpeg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-1200x900.jpeg 1200w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.39.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ci sono circa 170 allarmi emergenza l\u2019anno in Italia, il che significa che ciascuna realt\u00e0, prima o poi, avr\u00e0 a che fare con un\u2019emergenza. Non si \u00e8 mai preparati, ma si pu\u00f2 essere formati. Non siamo la Protezione Civile ma siamo sul posto subito, perch\u00e9 appunto operiamo in rete.<br \/>\nCi poniamo in ascolto, anche con la prospettiva di rimanere pi\u00f9 a lungo a fianco delle persone.<br \/>\nAnche per Gorizia, come altre realt\u00e0, credo poi l\u2019alluvione abbia fatto emergere fragilit\u00e0 che forse prima non erano note. Accanto a questo ha riconfermato la risorsa rappresentata dai volontari che \u2013 anche se a volte sono pochi e con i capelli un po\u2019 bianchi \u2013 sono preziosi.<br \/>\nNon da ultimo un\u2019emergenza avvicina il mondo giovanile che vuole \u201csporcarsi le mani\u201d ed essere d\u2019aiuto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno quindi appunto di coordinamento.<br \/>\nSi devono poi riconoscere le diverse fasi di un\u2019emergenza e i diversi tipi di richiesta di intervento.<br \/>\nCollegato a queste fasi c\u2019\u00e8 lo stato emotivo delle persone: gestirlo sar\u00e0 un po\u2019 la sfida, il lavoro successivo di stare al fianco delle comunit\u00e0.<br \/>\nCi sar\u00e0 quindi tutta la fase della \u201ccura\u201d che Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali dovranno portare avanti: \u00e8 la fase del \u201ctogliere il fango dal cervello\u201d, abbastanza delicata perch\u00e9 bisogna saper stare al fianco ma trovare anche la giusta distanza.<\/p>\n<p><strong>Di queste fasi cui accennava, in questo momento in quale si trova il territorio isontino colpito?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo in una fase nella quale la prima emergenza \u00e8 terminata e si apre la fase del programmare in maniera coerente degli aiuti.<br \/>\nIl fatto di aver coinvolto la popolazione colpita nelle decisioni per poter aiutare al meglio \u00e8 sicuramente un elemento molto positivo e interessante che \u00e8 emerso.<br \/>\nSi apre ora la fase dell\u2019aiuto in maniera trasparente, in rete e collegata.<br \/>\nDopo ci sar\u00e0 appunto lo stare al fianco delle comunit\u00e0, aiutando a rinsaldare i legami che tendenzialmente, dopo un\u2019emergenza si sfaldano.<br \/>\nCi sono delle dinamiche che vanno \u201ccurate\u201d, delle ferite a volte invisibili.<br \/>\nSi tratta di \u201cesserci\u201d nel tempo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi la \u201ccura\u201d degli operatori, il confrontarsi su cosa \u00e8 stato appreso, su che cosa va fatto, su qual \u00e8 la condizione emotiva\u2026<\/p>\n<p><strong>Proprio in questi giorni c\u2019\u00e8 una nuova emergenza che sta colpendo il Sud Italia. Crisi di questo tipo ci sono sempre state ma il cambiamento climatico \u00e8 una realt\u00e0 con cui fare i conti. Qual \u00e8 la preoccupazione di Caritas Italiana e quali passi intendete compiere in quest\u2019ottica?<\/strong><\/p>\n<p>Saper vivere, convivere e abituarsi al cambiamento climatico \u00e8 un po\u2019 la sfida, che comporta due elementi: il primo, entrare in un\u2019ottica di prevenzione, che significa lavorare sulla cultura della precauzione, su strumenti formativi, sul sensibilizzare le comunit\u00e0 a comportamenti, stili, attenzioni che aiutino a ridurre il rischio.<br \/>\n\u00c8 una sfida che, come Servizio Emergenze, ci stiamo proponendo, una parte importante del lavoro.<br \/>\nL\u2019altro elemento \u00e8 l\u2019esperienza che si assimila, elemento che forma quando risuccede e che aiuta nel far trovare spazi di protagonismo per i giovani, per i volontari, per la Chiesa, per la Caritas, sapendo cosa offrire e anche quale intervento pastorale proporre.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>S.T.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong>Il monitoraggio sul territorio<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cIn questa prima fase d\u2019intervento abbiamo effettuato un monitoraggio dei bisogni presenti sul territorio \u2013 spiegano Adalberto Chimera e Stefano Comand \u2013 .<br \/>\nSi apre ora la fase del discernimento nello stile Caritas, cio\u00e8 capire quali sono le necessit\u00e0 e soprattutto quali non sono coperte da altri interventi e da altri aiuti economici, sia del pubblico che del privato sociale.<br \/>\nFatto questo, sar\u00e0 necessario tornare a confrontarsi con le comunit\u00e0 colpite per verificare di aver individuato il bisogno concreto.<br \/>\nCome Caritas andremo ad aiutare nel \u201cpost \u2013 emergenza\u201d in particolar modo i pi\u00f9 fragili, i poveri tra i poveri\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>\u201cEsiste ancora tanta bella umanit\u00e0\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Giuseppe Ungaretti scriveva il 14 febbraio 1917 a Versa \u201cE subito riprende il viaggio, come dopo il naufragio, un superstite lupo di mare\u201d.<br \/>\nSembrava profetizzare quello che sarebbe avvenuto poco pi\u00f9 di un secolo dopo, proprio nella stessa localit\u00e0 che lo aveva ospitato in quegli anni. Ed \u00e8 questo lo scenario che si \u00e8 presentato due mesi dopo l\u2019alluvione alle volontarie della Caritas dell\u2019UP Magnificat di Romans, Fratta e Versa, accompagnate da abitanti del posto, in visita alla popolazione colpita dalla tragedia.<br \/>\nIn agenda c\u2019era un sopralluogo per verificare l\u2019entit\u00e0 dei danni e raccogliere i dati necessari a contribuire, per quanto possibile, ad ammortizzare i costi del ritorno alla normalit\u00e0 delle famiglie.<br \/>\nRientra nello spirito della Caritas farsi prossimo anche e soprattutto nelle situazioni di difficolt\u00e0 ma la prospettiva di bussare alla porta di persone cos\u00ec profondamente colpite dalla catastrofe costituiva motivo di apprensione.<br \/>\nA risolvere l\u2019impasse iniziale \u00e8 stato proprio il calore della gente che, non solo si \u00e8 dimostrata aperta e collaborativa, ma \u00e8 stata esempio di dignit\u00e0, forza e coraggio. Tutti si sono resi disponibili a mostrare quello che \u00e8 restato delle proprie abitazioni, ad accogliere negli spazi riscaldati a volte da un\u2019unica stufa a legna, attorno alla quale si radunava tutta la famiglia mentre i deumidificatori lavoravano instancabili alle pareti ancora trasudanti umidit\u00e0. Con grande semplicit\u00e0 la maggior parte ha dichiarato di aver perso tutto: mobili, elettrodomestici, caldaia, impianto elettrico, batterie d\u2019accumulo, auto e mezzi agricoli.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5234 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-600x450.jpeg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-1200x900.jpeg 1200w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-12.17.23.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>C\u2019\u00e8 chi ha perso i ricordi di una vita, le memorie del passato, le testimonianze di intere generazioni, documenti, opere d\u2019arte.<br \/>\nPer molti la casa era tutto; tutti gli investimenti frutto di sacrifici, rinunce, aspettative. \u00c8 rimasto solo fango, tanto, acre, invincibile\u2026 L\u2019aria pungente di questo freddo gennaio non aiuta ad essere ottimisti mentre tutti gli abitanti di Versa devono fare i conti con bollette salatissime di gas ed elettricit\u00e0, utilizzati giorno e notte per riscaldare gli spazi abitativi. Inoltre nella piccola frazione non esiste neppure un esercizio commerciale che possa far fronte alle necessit\u00e0 quotidiane.<br \/>\nIndubbiamente la Protezione Civile ed altre associazioni hanno contribuito in modo concreto a fornire i generi di prima necessit\u00e0 e continuano a farlo, ma la perdita delle auto ha costituito un\u2019aggravante per il disagio della mancanza di autonomia.<br \/>\nTutto \u00e8 diventato molto difficile: fare la spesa, muoversi, andare al lavoro, portare avanti i propri impegni. Il mondo sembra essersi fermato e mentre calano le ombre della sera si ha la sensazione di camminare in un paese fantasma ma \u00e8 solo un\u2019impressione.<br \/>\nOltre l\u2019uscio la vita pullula di speranza, di fede e di grande umanit\u00e0. In moltissimi, pur nella drammaticit\u00e0 dell\u2019esperienza, hanno rivolto parole di ringraziamento per la grande solidariet\u00e0 ricevuta da associazioni, in primis la Protezione civile ma anche da tantissimi privati, persino anonimi.<br \/>\nQualcuno si \u00e8 soffermato sul senso di comunit\u00e0 che ha accompagnato la gente del posto. \u00c8 quello che si percepisce anche dall\u2019esterno, da come sono state accolte le due \u201cVirgilio\u201d che ci hanno accompagnate fra i gironi di questo viaggio: sono una garanzia, la gente si fida, si sente accomunata a loro dalla disgrazia ma anche dal desiderio di rialzarsi. Solo qualcuno \u00e8 veramente sconfortato e dice di voler andarsene via.<br \/>\nCi limitiamo ad ascoltare, purtroppo ogni parola sarebbe vana, lo sappiamo che non c\u2019\u00e8 nessuna certezza. Possiamo solo mettere una mano sulla spalla e invocare coraggio, tanto. Arriveranno aiuti concreti, questo siamo in grado di garantirlo e anche in tempi brevi; sar\u00e0 un gesto per dire a tutti che non sono soli, che la Chiesa \u00e8 vicina e si fa prossimo.<br \/>\nConcludiamo il giro durato qualche giorno nella certezza di aver ricevuto pi\u00f9 di quanto abbiamo dato: una lezione di vita da chi ci ha detto che \u201cin fondo si pu\u00f2 vivere anche con poco\u201d, da chi ci ha invitato a passare alla casa successiva perch\u00e9 \u201c\u00e8 giusto aiutare coloro che stanno peggio di noi\u201d, da chi ci ringrazia per esserci interessati a loro, da chi sa che sar\u00e0 dura ma \u201caiutati che il Ciel ti aiuta\u201d, da chi dice che \u201c\u00e8 inutile piangersi addosso, bisogna andare avanti\u201d.<br \/>\nGrazie a tutti i volti che abbiamo incontrato, ai sorrisi oltre le macerie, ai singhiozzi trattenuti, al messaggio di speranza che ci fa concludere che esiste ancora tanta bella umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Daniela Antonioli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi \u00e8 stato presente in diocesi il dottor Ettore Fusaro, responsabile del Servizio Emergenze di Caritas Italiana, per un sopralluogo sulle zone colpite, il 17 novembre scorso, dall\u2019alluvione che si \u00e8 abbattuta sull\u2019Isontino. 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