{"id":4665,"date":"2025-12-11T12:07:38","date_gmt":"2025-12-11T11:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=4665"},"modified":"2025-12-11T12:14:45","modified_gmt":"2025-12-11T11:14:45","slug":"ripartire-da-una-santita-e-felicita-che-non-fanno-clamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/ripartire-da-una-santita-e-felicita-che-non-fanno-clamore\/","title":{"rendered":"Ripartire da una santit\u00e0 e felicit\u00e0 che non fanno clamore &#8211; Speciale Avvento 2025"},"content":{"rendered":"<p><strong>In questa domenica d\u2019Avvento la figura che incontriamo lungo il cammino proposto da Caritas e Ufficio catechistico \u00e8 quella di Carlo Acutis, giovane divenuto Santo proprio nel corso di questo speciale anno giubilare che va, pian piano, concludendosi.<\/strong><br \/>\n<strong>La parola chiave che abbiamo scelto di &#8220;abbinare&#8221; alla sua figura e alla sua testimonianza \u00e8 &#8220;gioia&#8221;: la stessa emozione che l\u2019ha guidato lungo tutto il suo breve ma intensissimo percorso di fede.<\/strong><br \/>\n<strong>Ce ne parla don Matteo Marega, incaricato per la Pastorale giovanile diocesana.<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019anno la Caritas diocesana accompagner\u00e0 bambini e ragazzi proponendo, per ogni domenica di Avvento, la figura di un santo.<br \/>\n\u00c8 significativo che, proprio nel tempo che ci prepara a riconoscere la venuta di Dio nella vulnerabilit\u00e0 di un bambino, tra queste figure ci sia anche san Carlo Acutis.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un dettaglio che mi colpisce sempre quando si parla di Carlo: la sua vita non ha nulla di &#8220;straordinario&#8221; nel senso abituale del termine.<br \/>\nSentendo parlare di un ragazzo cos\u00ec giovane proclamato santo, potremmo aspettarci che si tratti di una persona fuori dal comune.<br \/>\nCarlo per\u00f2 non era un ragazzo prodigio, non era un ascetico taumaturgo, n\u00e9 un influencer con milioni di followers su TikTok.<br \/>\nLa sua vita si \u00e8 scandita in una quotidianit\u00e0 semplice, fatta di scuola, amici, computer, passeggiate col cane, serate al cinema\u2026 tutte cose che i ragazzi della sua et\u00e0 fanno normalmente!<br \/>\nAnche il tentativo di trovare tra i suoi aforismi qualcosa che possa essere particolare o insolito \u00e8 difficile.<br \/>\nQuesto non perch\u00e9 Carlo sia stato scontato, ma perch\u00e9 la sua vita ripropone la stessa difficolt\u00e0 sperimentata anche dai contemporanei di Ges\u00f9 che, disorientati, non riuscivano ad accettare che il suo essere Dio si coniugasse perfettamente con il suo essere &#8220;umano, troppo umano&#8221;.<br \/>\nCarlo non ha inventato nulla di strano: ha semplicemente preso sul serio Ges\u00f9. E prendere Ges\u00f9 e il suo Vangelo sul serio significa anche lasciargli decostruire tutta una serie di presupposti che noi e tanti ragazzi e giovani di oggi forse diamo per ovvi. Uno fra tutti \u00e8 il pregiudizio comune secondo il quale l\u2019essere umano, in fondo, mira soltanto ad essere felice. Pi\u00f9 che la felicit\u00e0 in s\u00e9, forse ci\u00f2 di cui va in cerca ogni essere umano \u00e8 l\u2019avere un motivo per essere felici.<br \/>\n&#8220;La felicit\u00e0&#8221;, ha detto Carlo, &#8220;\u00e8 lo sguardo rivolto verso Dio, la tristezza \u00e8 lo sguardo rivolto verso s\u00e9 stessi&#8221;.<br \/>\nSi potrebbe dire che \u00e8 essa un effetto collaterale del vivere bene, e non un obiettivo da inseguire. E quanti ragazzi e giovani oggi sui social cercano di essere felici presentando ossessivamente se stessi?<br \/>\nLa ricerca dell\u2019approvazione degli altri &#8211; anche attraverso comportamenti sempre pi\u00f9 esagerati &#8211; solo per ottenere pi\u00f9 &#8220;like&#8221; e visualizzazioni, non \u00e8 forse un disperato grido di aiuto per cercare di riempire un vuoto interiore?<br \/>\nNon si tratta forse di un palese bisogno di essere notati?<br \/>\n\u00c8 per questo che &#8220;tutti nascono originali&#8221;, ammoniva Carlo, &#8220;ma molti muoiono come fotocopie&#8221;.<br \/>\nIl Vangelo e la vita di san Carlo Acutis dicono che la felicit\u00e0 non nasce dall\u2019avere un profilo di tendenza, e il vuoto non sparisce se si imitano gli altri.<br \/>\nNasce quando quel telefono lo usiamo per qualcosa che ha senso e, paradossalmente, il vuoto si riempie non quando cerchiamo di riempirlo ma quando ci dedichiamo agli altri.<br \/>\nMandare un messaggio di conforto e vicinanza a chi sta male, condividere contenuti che aiutano e fanno riflettere, ascoltare e inoltrare i bisogni di chi non ha voce: queste sono attivit\u00e0 che rendono felici e riempiono la vita.<br \/>\nAnche attraverso il filtro di uno schermo.<br \/>\nForse in questo Avvento potremmo ripartire da qui: da una santit\u00e0 e da una felicit\u00e0 che non fanno clamore, che non hanno bisogno di effetti speciali, e che sorprendono proprio perch\u00e9 possono crescere nelle pieghe pi\u00f9 normali delle nostre giornate.<br \/>\n\u00c8 un po\u2019 come se Carlo ci ricordasse che il Vangelo non chiede vite spettacolari, ma cuori capaci di accorgersi dei miracoli e dei segni nascosti dentro l\u2019ordinario.<br \/>\nE in fondo, non \u00e8 proprio questo lo stile scelto da Dio nel Natale?<br \/>\nNon un palcoscenico, ma una stalla qualunque.<br \/>\nNon un evento organizzato, ma un bambino che nasce mentre tutti sono indaffarati e distratti, l\u00ec dove sembra non esserci pi\u00f9 posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>don Matteo Marega<\/em><\/p>\n<p>(Foto Siciliani-Gennari\/Sir)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa domenica d\u2019Avvento la figura che incontriamo lungo il cammino proposto da Caritas e Ufficio catechistico \u00e8 quella di Carlo Acutis, giovane divenuto Santo proprio nel corso di questo speciale anno giubilare che va, pian piano, concludendosi. 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