{"id":3981,"date":"2025-10-22T15:27:17","date_gmt":"2025-10-22T13:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=3981"},"modified":"2025-10-22T15:28:26","modified_gmt":"2025-10-22T13:28:26","slug":"cambiare-il-punto-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/cambiare-il-punto-di-vista\/","title":{"rendered":"\u201cCambiare il punto di vista\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"rubrica-contenuto ids-mb-40\">\n<p>\u201cI ragazzi cambiano se si cambia il punto di vista\u201d. Questo uno dei grandi insegnamenti emersi dall\u2019incontro, avvenuto lo scorso 26 settembre all\u2019Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia, tra i ragazzi delle classi VI e V dell\u2019Istituto Galilei \u2013 Fermi \u2013 Pacassi e dell\u2019Istituto Slataper \u2013 Cossar \u2013 Da Vinci e don Claudio Burgio.<br \/>\nL\u2019incontro \u2013 promosso dalla Caritas diocesana di Gorizia all\u2019interno dei percorsi di Cittadinanza attiva che da diverso tempo mette in atto nelle scuole, in stretta collaborazione con gli istituti scolastici \u2013 rappresenta la seconda edizione di un approfondimento, partito lo scorso anno, legato al tema del Carcere e della Giustizia riparativa. Dopo aver messo in dialogo, lo scorso anno, gli studenti con l\u2019attore, ex detenuto, Salvatore Striano, quest\u2019anno la Caritas diocesana ha pensato di proporre ai giovani, anche nell\u2019ambito delle iniziative diocesane per Go!2025, un incontro con don Claudio Burgio, per testimoniare il suo impegno verso i giovani, come vero testimone di speranza.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 don Claudio<\/strong><br \/>\nDon Burgio \u00e8 sacerdote a Milano che, dopo dieci anni vissuti \u201cin parrocchia\u201d, coinvolto nella Pastorale giovanile e all\u2019interno degli oratori, divenne collaboratore di don Virginio \u201cGino\u201d Rigoldi, come cappellano dell\u2019Istituto penale minorile \u201cCesare Beccaria\u201d di Milano. \u00c8 quindi fondatore e presidente dell\u2019associazione Kayr\u00f3s che, dal 2000, gestisce comunit\u00e0 di accoglienza per minori e servizi educativi per adolescenti. Don Claudio, accanto all\u2019attivit\u00e0 pedagogica che lo vede impegnato quotidianamente con i ragazzi delle comunit\u00e0, \u00e8 sempre impegnato a portare la sua testimonianza con interventi all\u2019interno di numerosi dibattiti e incontri pubblici su temi sociali, attualit\u00e0, spiritualit\u00e0, educazione, famiglia, tossicodipendenza, emarginazione giovanile\u2026<br \/>\n\u00c8 autore inoltre di \u201cNon esistono ragazzi cattivi\u201d (Edizioni Paoline, 2010), racconto \u2013 testimonianza dei primi anni vissuti a fianco dei ragazzi del carcere minorile e delle comunit\u00e0 Kayr\u00f3s.<br \/>\nTra le tante attivit\u00e0 \u00e8 anche un appassionato musicista e compositore tanto che, nel 2007, venne nominato direttore della Cappella musicale del Duomo di Milano, la pi\u00f9 antica istituzione musicale della citt\u00e0. Ed \u00e8 proprio la musica, che lui usa anche come \u201cponte\u201d, ad essere spesso un mezzo speciale nel suo rapporto con i giovani.<\/p>\n<p><strong>La mattinata con gli studenti<\/strong><br \/>\nLa mattinata si \u00e8 aperta con un momento introduttivo e di saluto. Dapprima il saluto dell\u2019arcivescovo, monsignor Redaelli, quindi la lettura del saluto del direttore della Caritas diocesana di Gorizia, diacono Renato Nucera, impossibilitato ad essere presente alla mattinata, il quale ha ringraziato don Burgio per \u201cessere qui; dalle sue parole avrete la possibilit\u00e0 di riflettere sul valore di una vita non vissuta solo per voi stessi, nell\u2019egoismo di assecondare tutte le proprie voglie, ma al contrario di una vita donata, spesa per gli altri; perch\u00e9 l\u2019una porta sicuramente a delle scelte che potrebbero diventare pericolose, l\u2019altra in una ricchezza di sentimenti e amore che gratifica la nostra esistenza\u201d, infine i saluti di don Alberto De Nadai, assistente spirituale del carcere di Gorizia.<br \/>\nHa preso quindi la parola l\u2019ospite della giornata, don Claudio che, partendo proprio dal titolo di uno dei suoi scritti pi\u00f9 conosciuti, \u201cNon esistono ragazzi cattivi\u201d, ha lanciato ai ragazzi una provocazione: \u201cil titolo va letto con il punto di domanda o il punto esclamativo?\u201d.<br \/>\nDa qui ha raccontato allora la realt\u00e0 della sua citt\u00e0, Milano: \u201cil grosso problema sono i reati contro il patrimonio, la rapina a mano armata, il furto e lo spaccio \u2013 ha spiegato il sacerdote -. Milano \u00e8 piena di droga di qualsiasi tipo e spesso \u00e8 usata proprio per \u201caiutarsi\u201d, per darsi coraggio per effettuare le rapine\u2026 perch\u00e9? Perch\u00e9 il reato per i giovani \u00e8 la risposta veloce ai loro bisogni. Attenzione per\u00f2 \u2013 ha sollecitato \u2013 bisogni o desideri? Pensano che i loro bisogni siano il denaro o il possedere qualcosa di materiale, perch\u00e9 riempiono la vita. Ma la riempiono veramente?<br \/>\nLa speranza c\u2019\u00e8 quando incontri qualcuno e non qualcosa. La speranza non la si trova nelle cose e nell\u2019accumulare, ma nei rapporti con gli altri\u201d.<br \/>\nIl sacerdote milanese ha quindi proseguito illustrando il suo pensiero e la sua esperienza: \u201cDietro ai soldi c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 il bisogno di superare dei problemi, legato al fatto che questi giovani, molto spesso, giungono da contesti sociali e famigliari fragili e difficili<br \/>\nAlle volte per\u00f2 arrivano anche ragazzi come voi, da contesti \u201cabbienti\u201d \u2013 ha aggiunto don Burgio -. Questi ultimi, quando chiediamo loro \u201cperch\u00e9 lo hai fatto\u201d, rispondono \u201cnon lo so\u201d, mostrando in realt\u00e0 un disagio interiore profondo: non sanno perch\u00e9 stanno al mondo e hanno una gran paura di deludere i genitori\u201d.<br \/>\nDon Burgio ha cos\u00ec invitato i ragazzi ad essere s\u00e9 stessi, a non assecondare le aspettative degli altri: \u201c\u00e8 bene vivere per gli altri, ma sapendo chi siamo. Esistono ragazzi fragili, pi\u00f9 che ragazzi cattivi\u201d, le sue parole, invitando i presenti a riflettere sul significato del termine epoch\u00e8, termine filosofico che viene spesso usato nella sua comunit\u00e0 e che vuol dire \u201csospendere il giudizio\u201d; i ragazzi infatti sono prima di tutto persone che non coincidono con il loro reato, non \u201csono\u201d il loro reato.<br \/>\nPer meglio far comprendere questo paradigma e come i ragazzi cambino se si cambia il punto di vista, don Burgio ha presentato le storie di alcuni dei \u201csuoi ragazzi\u201d: Lamine, senegalese, giunto come minore straniero a Lampedusa che si \u00e8 trovato a vivere in strada. Per sopravvivere ruba, lo aiuta il fatto che sia di corporatura grossa e forte, non sa dosare forza. Con l\u2019aiuto di don Burgio e di Kayr\u00f3s impara per\u00f2 che la sua forza pu\u00f2 essere usata per altro, pu\u00f2 salvare: trovandosi di fronte ad un incendio, salva 5 persone.<br \/>\nTra i ragazzi anche Daniel: una vita difficile segnata da rabbia e aggressivit\u00e0 che lo hanno portato a diventare un bullo temuto. A causa dei suoi atti di bullismo e di rapine, viene arrestato e recluso nel carcere minorile dove incontra don Claudio.<br \/>\nNel periodo di maggior crisi, recluso a San Vittore perch\u00e9 ormai maggiorenne, senza smartphone inizia a legge libri, si appassiona e capisce che bisogna studiare. Si laurea in Scienze dell\u2019Educazione e oggi \u00e8 educatore nella comunit\u00e0 di don Burgio.<br \/>\nIl sacerdote ha infine concluso con una riflessione sulle carceri: la giustizia che funziona \u00e8 quella che cura, che educa. \u201cIl carcere \u00e8 comunque un dispositivo violento, \u00e8 difficile che migliori \u2013 ha commentato Burgio -; all\u2019interno di esso incontriamo nuove forme di schiavismo, mentre dovrebbe tornare ad essere un luogo educativo\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>\u201cComincia da me\u201d: sentirsi chiamati alla responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>In seguito all\u2019incontro, docenti e studenti hanno riflettuto insieme su quanto espresso da don Burgio. Abbiamo ricevuto dal professor Marco Luciano, docente di Religione, alcune risonanze da parte dei ragazzi della 5A Scienze Umane dei Licei Slataper.<br \/>\n\u201cDopo l\u2019incontro con don Claudio Burgio, la parola che ritorna \u00e8 ascolto. Non un gesto gentile, ma un cambio di sguardo: distinguere la persona dal reato, riconoscere ferite e bisogni, non ridurre nessuno all\u2019errore. Molti dei ragazzi hanno scritto di empatia e speranza, insieme a una rabbia buona verso le etichette facili. \u201cNon sono cattivi, ma vittime del loro passato\u201d, annota uno studente, trasformando uno slogan in domanda vera.<br \/>\nLe storie ascoltate hanno dato carne alle parole: il bisogno contro il desiderio, la fatica di crescere quando mancano riferimenti, la possibilit\u00e0 di cambiare davvero. La vicenda di Lamine ha colpito molti: un ragazzo entrato per rapina e poi capace di un salvataggio, non da eroe, ma da uomo che sente un dovere. \u201cAnche chi ha intrapreso una strada sbagliata pu\u00f2 cambiare\u201d, scrive una studentessa.<br \/>\nNon sono mancate le domande scomode: \u201cAnche chi commette gravi reati pu\u00f2 essere considerato \u2018non cattivo\u2019?\u201d. Il dubbio non annulla l\u2019incontro; lo rende onesto, perch\u00e9 tenere insieme responsabilit\u00e0 e possibilit\u00e0 \u00e8 un esercizio adulto.<br \/>\nForse la lezione pi\u00f9 forte \u00e8 che legalit\u00e0 \u00e8 relazione: smettere di giudicarsi da lontano e imparare a riparare da vicino.<br \/>\nMolti hanno scritto gratitudine per un adulto che non giudica ma accompagna; qualcuno ha confessato vergogna per le risate facili in chat; altri hanno provato fierezza nel sentirsi chiamati alla responsabilit\u00e0. In tanti hanno chiuso cos\u00ec: \u201cComincia da me.\u201d Un messaggio da non inoltrare, una porta da non sbattere, un compagno da rimettere nel cerchio. Piccoli gesti, subito. Il resto \u00e8 lavoro quotidiano.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Cliccando qui sotto \u00e8 possibile leggere le testimonianze e le riflessioni dei ragazzi che hanno partecipato alla mattinata d&#8217;incontro con don Burgio<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/Le-voci-degli-studenti.pdf\">Le voci degli studenti<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_3983' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/Le-voci-degli-studenti.pdf' title='Le voci degli studenti' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Le voci degli studenti<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cI ragazzi cambiano se si cambia il punto di vista\u201d. 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