{"id":2147,"date":"2024-11-14T13:26:25","date_gmt":"2024-11-14T12:26:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=2147"},"modified":"2024-11-14T15:14:45","modified_gmt":"2024-11-14T14:14:45","slug":"poverta-non-elemosina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/poverta-non-elemosina\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 non elemosina"},"content":{"rendered":"<p>Nella tradizione biblica Dio si rivela come colui che ama tutti a partire da quelli che hanno pi\u00f9 bisogno. Amare, per Dio, significa entrare in relazione e condividere la vita. Dio dunque condivide la sua vita con tutti gli uomini perch\u00e9 tutti sono poveri. Anche se in modi diversi. La povert\u00e0 \u00e8 una condizione di tutti e di tutta la creazione, nel senso che la vita, in ogni suo aspetto, dipende dalla relazione con Dio. Ma non solo. In Ges\u00f9 &#8211; e gi\u00e0 a partire dalla tradizione giudaica &#8211; scopriamo che persino Dio \u00e8 povero e si fa povero, nel senso che la vita non la tiene per s\u00e9 ma la vive radicalmente con gli altri che sono gli uomini in una vivente creazione. Dio non \u00e8 un padrone ricco che elargisce la ricchezza ai suoi sudditi, ma un padre che partecipa la propria vita &#8211; vita che \u00e8 Amore &#8211; a tutti. La ricchezza di Dio consiste in questa capacit\u00e0 di offrire s\u00e9 stesso.<br \/>\nLa conseguenza di questa partecipazione \u00e8 la capacit\u00e0 data all\u2019uomo di sperimentare e donare la vita di Dio, l\u2019Amore. L\u2019uomo partecipa della ricchezza di Dio offrendosi, condividendo non solo ci\u00f2 che ha ma soprattutto ci\u00f2 che \u00e8. La Giustizia del Regno si fonda nell\u2019azione abilitante di Dio sull\u2019uomo e nella risposta di questo con una azione proporzionalmente simile verso il prossimo a partire dal pi\u00f9 bisognoso.<br \/>\nScopriamo allora, sempre a partire dalla testimonianza biblica e dall\u2019azione dello Spirito del Risorto nella vita degli uomini, che Dio non si fa povero per aiutare i poveri a diventare ricchi, in modo da realizzare un paradiso di ricchezze per tutti. Ma si fa povero, nel senso che non trattiene niente per s\u00e9, fino a condividere la sua vita personale facendosi uomo in Ges\u00f9.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che contraddistingue Dio, ovvero giustizia, libert\u00e0, verit\u00e0, amore &#8211; e che in un termine solo identifichiamo con i termini Vita (di Dio) o Regno (dei Cieli) &#8211; \u00e8 quindi partecipato agli uomini. Ed \u00e8 della relazione con essi che Egli vive; e per converso \u00e8 della relazione con Dio e con i fratelli che vive l\u2019uomo. In questo senso la povert\u00e0 o mancanza di vita autosufficiente che caratterizza la creazione e l\u2019umanit\u00e0, diventa possibilit\u00e0 di ricchezza se mantenuta nella relazione con Dio. E Dio ha promesso di mantenere la relazione con noi, nonostante le nostre infedelt\u00e0 e soprattutto dopo la morte di Ges\u00f9.<br \/>\nCos\u00ec nel condividere le nostre limitate ma incredibili risorse di vita materiale, culturale e spirituale, noi ci arricchiamo di beni che non conoscono tramonto, perch\u00e9 garantiti dalla fedelt\u00e0 di Dio. La condivisione non \u00e8 pericolosa rinuncia di libert\u00e0 e nemmeno perdita di ricchezza ma possibilit\u00e0 di realizzazione per tutti. Innanzitutto per noi che facciamo vera esperienza di Dio nel donare e poi per quelli che beneficiano del nostro dono: cos\u00ec limitato eppure cos\u00ec necessario, anche perch\u00e9 costituisce la testimonianza concreta della gratuit\u00e0 umana abilitata dalla presenza del Risorto. Nella condivisione partecipata, tutti gli attori diventano nuovi: non solo chi riceve ma anche chi dona. Anche Dio, sorgente di ogni dono, in qualche modo si arricchisce dalla testimonianza della nostra generosit\u00e0 frutto della relazione con Lui.<br \/>\nCome Ges\u00f9, chi condivide la propria ricchezza con l\u2019altro, si arricchisce della vita di Dio. E vive in una dimensione di gioia perch\u00e9 si sente realizzato. La nostra natura \u00e8 di farci poveri con i poveri.<br \/>\nNon abbiamo altra ricchezza da raggiungere. Lo facciamo come possiamo, come riusciamo, anche con mille dubbi e paure, secondo la forza amorosa che riusciamo a raccogliere nella relazione con Dio e con il prossimo. Inoltre la carit\u00e0 fraterna non \u00e8 semplicemente l\u2019offerta di quei beni che mancano al prossimo per una vita degna. Come si \u00e8 detto \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 anticipazione del Regno di Dio promesso a coloro che lo amano.<br \/>\nCerto che alle urgenze delle necessit\u00e0 del fratello bisogna rispondere con sollecitudine e nella prospettiva di renderlo il pi\u00f9 possibile autonomo. In modo che anche lui, avendo gratuitamente ricevuto, gratuitamente doni. In ci\u00f2 consiste la misericordia ovvero nostra somiglianza a Dio.<br \/>\nLa sacra Scrittura testimonia che l\u2019azione di Dio nella storia \u00e8 sempre mediata da donne e uomini coraggiosi che hanno creduto nella misericordia come legge di vita per la loro famiglia e per il loro popolo. Essa \u00e8 fonte di gioia perch\u00e9 \u00e8 fonte di vita. Basti pensare alle grandi donne, israelite e non, di cui parla la sacra Scrittura. Con la loro azione accogliente hanno salvato Israele e il loro popolo. Dalla Scrittura potremmo dire che la misericordia \u00e8 legge di progresso fra i popoli e le nazioni e non solo fra gli individui. Essa si manifesta soprattutto come accoglienza dello straniero e sollecitudine verso i poveri, identificati nelle categorie delle vedove, degli orfani degli emarginati.<br \/>\nMa \u00e8 soprattutto quella giustizia che non crea sopraffazione e emarginazione che deve essere praticata in Israele. Infatti tutti i popoli riconosceranno la grandezza del Dio di Israele proprio in forza della giustizia misericordiosa che Israele \u00e8 capace di istituire con i suoi comportamenti sociali e con le sue leggi.<br \/>\nDa questa giustizia praticata, gli altri popoli riconosceranno quanto il Dio degli israeliti \u00e8 pi\u00f9 grande dei loro dei, i quali invece di donare misericordia rubano vita a chi li adora restando sordi e muti alle loro richieste.<br \/>\nNon \u00e8 mai stato facile per Israele testimoniare la fedelt\u00e0 e la predilezione di Dio nei suoi confronti davanti agli altri popoli. Perch\u00e9 non \u00e8 mai stato facile costruire relazioni personali e istituzionali capaci di togliere l\u2019ingiustizia. Ma Israele \u00e8 sempre stato consapevole che se voleva restare nell\u2019Alleanza con Dio, se voleva mantenere la propria identit\u00e0 di popolo, allora doveva testimoniare giustizia e carit\u00e0. Israele deve tutto a Colui che lo ha fatto uscire dall\u2019Egitto e lo ha posto in uno stato di libert\u00e0: nessuna schiavit\u00f9 \u00e8 alla fine giustificata in Israele.<br \/>\nDio con Israele si \u00e8 impegnato a costruire una storia di liberazione degli oppressi ed \u00e8 fedele alla sua parola che ha realizzato pienamente in Ges\u00f9.<br \/>\nCon la forza che ci viene dallo Spirito del Risorto che vive in noi, facciamo memoria della promessa di Dio: le nostre povere possibilit\u00e0 vengano donate a chi pi\u00f9 ha bisogno e parteciperemo alla ricchezza e alla gioia del regno di Dio.<\/p>\n<p><em>don Franco Gismano, direttore Istituto Teologico Interdiocesano<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>In foto giovani volontari pronti ad offrire il proprio servizio in una mensa (Foto Caritas italiana)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella tradizione biblica Dio si rivela come colui che ama tutti a partire da quelli che hanno pi\u00f9 bisogno. 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