{"id":2132,"date":"2024-11-14T12:58:41","date_gmt":"2024-11-14T11:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=2132"},"modified":"2024-11-14T12:58:41","modified_gmt":"2024-11-14T11:58:41","slug":"poverta-educativa-rischio-di-esclusione-dalla-partecipazione-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/poverta-educativa-rischio-di-esclusione-dalla-partecipazione-democratica\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 educativa: rischio di esclusione dalla partecipazione democratica"},"content":{"rendered":"<p>La partecipazione democratica, ha detto Papa Francesco, \u00e8 frutto dell\u2019educazione e della formazione: &#8220;va allenata&#8221;. L\u2019incremento della povert\u00e0 educativa tra i ragazzi comporter\u00e0 il rischio che molte fette della popolazione vengano escluse dalla nostra societ\u00e0: non solo dal mercato, ma anche dalla partecipazione democratica e dalla vita culturale?<br \/>\nPovert\u00e0 educativa \u00e8 un concetto relativamente recente, introdotto da alcuni sociologi ed economisti negli anni \u201990, senza una definizione univoca e un set specifico di indicatori per misurarla. Solo nel 2023 l\u2019Istat ha istituito una Commissione scientifica interistituzionale per definirla e misurarla. Nonostante la ricchezza di strumenti e dati disponibili, sono emerse carenze informative soprattutto per quanto concerne le competenze non cognitive, la fascia di et\u00e0 0-5 anni, la possibilit\u00e0 di arrivare a un dettaglio territoriale inferiore a quello regionale. Il lavoro per integrare gli indicatori carenti \u00e8 gi\u00e0 in atto e si prevede che entro la fine di quest\u2019anno si arriver\u00e0 a un set definitivo di indicatori, al fine di individuare le aree prioritarie verso cui indirizzare investimenti e interventi.<br \/>\nIl quadro concettuale per misurare la povert\u00e0 educativa contempla i seguenti aspetti:<br \/>\n&#8211; Risorse, che comprendono i vari contesti di vita della popolazione 0-19 anni: familiare; scolastico; territoriale, sociale e culturale.<br \/>\n&#8211; Esiti, in termini di competenze cognitive e non cognitive (sono stati inseriti indicatori relativi a problem solving, pensiero critico e fiducia in s\u00e9 stessi).<br \/>\nTra la povert\u00e0 assoluta, che nel 2023, con livelli mai toccati prima, riguarda quasi il 9,8% della popolazione, pari a 5.752.000 persone, e la povert\u00e0 educativa esiste un rapporto di influenza reciproca, che determina un circolo vizioso: una situazione di deprivazione economica delle famiglie spesso causa povert\u00e0 educativa, con bassi livelli di istruzione e competenze carenti dei figli; a sua volta la povert\u00e0 educativa si traduce in difficolt\u00e0 di accesso al mondo del lavoro e marginalit\u00e0 sociale. Negli ultimi anni i divari generazionali sono aumentati a scapito delle classi di et\u00e0 pi\u00f9 giovani: secondo l\u2019Istat, nel 2023 erano 1.300.000 i minorenni in povert\u00e0 assoluta in Italia, con un\u2019incidenza del 14% vs il 6,2% dai 65 anni in su.<br \/>\nLe prime indagini esplorative ISTAT evidenziano una mappa molto variegata di risorse ed esiti nelle diverse aree italiane. Come gi\u00e0 noto, per quanto riguarda le risorse, &#8220;Al Centro-Nord la situazione \u00e8 complessivamente migliore&#8221;, pur essendo presenti anche qui territori non urbanizzati con indicatori pi\u00f9 bassi della media nazionale, ma &#8220;Fa eccezione il Friuli-Venezia Giulia, dove, sempre rispetto alla media nazionale, si osserva una bassa carenza di risorse in tutto il territorio regionale, indipendentemente dal grado di urbanizzazione dei Comuni&#8221;. Su vari esiti, la nostra regione presenta indicatori mediamente positivi: ad es., nel 2023 il tasso di abbandono scolastico era del 6,6%, inferiore alla media italiana del 10,5%, ma la CGIA di Mestre ci informa che in regione 5.000 giovani tra 18 e 24 anni hanno abbandonato prematuramente gli studi, fermandosi alla terza media, situazione che li render\u00e0 marginali in un mercato del lavoro che richiede competenze sempre pi\u00f9 elevate.<br \/>\nNon solo le ricerche ma anche l\u2019osservazione della realt\u00e0 e il senso comune individuano una relazione tra povert\u00e0 educativa e rischio di mancata partecipazione alla vita democratica e culturale del Paese. I dati sulla popolazione da 14 anni in su mostrano che l\u2019interesse ai temi politici decresce in modo evidente e continuo in rapporto al titolo di studio: massimo nei laureati, minimo in chi ha solo la licenza elementare. Sia un basso titolo di istruzione sia quella che viene definita dispersione implicita (studenti che al termine del percorso non raggiungono le competenze fondamentali previste) espongono al rischio di non comprendere un testo, di essere vittima di fake news, di non avere criteri autonomi di valutazione della realt\u00e0. La ricerca condotta quest\u2019anno dall\u2019Istituto Toniolo su &#8220;Giovani, democrazia e partecipazione politica&#8221; rileva che &#8220;La grande maggioranza degli intervistati (18-34 anni) pensa, in ogni caso, che la politica italiana attuale lasci i giovani ai margini (sia sul versante passivo delle misure rivolte ad essi sia su quello attivo del coinvolgimento nell\u2019azione pubblica), il che mantiene basso l\u2019interesse delle nuove generazioni verso la vita pubblica e indebolisce l\u2019impegno a informarsi e partecipare&#8221;. Oltre 1 giovane su 4 ritiene che impegnarsi non serva ed \u00e8 del tutto sfiduciato sul fatto che la politica possa essere utile per la sua vita e per quella del Paese, ma anche qui si evidenzia che la fiducia nelle istituzioni decresce in modo significativo tra laurea, diploma e livelli inferiori: per il Presidente della Repubblica si va dal 61,8% dei laureati al 56,4% dei diplomati e al 46% di chi non ha un diploma. Un trend analogo riguarda anche la Chiesa cattolica: dal 40,1% al 30,7 e al 29,3. Se oltre il 60% degli intervistati pensa che attualmente non ci siano opportunit\u00e0 per i giovani di partecipare e agire in ambito politico, emerge anche che le forme dell\u2019agire politico dei giovani sono cambiate: ben il 63,6% dichiara di seguire influencer in relazione a questioni politiche o di interesse pubblico, pur non concordando sempre con loro; le forme di partecipazione pi\u00f9 comuni includono il boicottaggio di prodotti (69%), la firma di petizioni (62,9%) e in genere il confronto su temi politici online. Secondo i ricercatori, &#8220;Assistiamo ad un depotenziamento della capacit\u00e0 delle nuove generazioni di incidere nel dibattito pubblico sia per un fattore quantitativo, legato al fatto che sono numericamente sempre di meno, sia perch\u00e9 hanno difficolt\u00e0 a far sentire la loro voce e poter cos\u00ec orientare il percorso del Paese con le loro idee, la loro forza, con la loro azione collettiva&#8221;.<br \/>\nSembra che aldil\u00e0 della povert\u00e0 educativa si dovrebbe parlare di povert\u00e0 della politica.<br \/>\nIl legame tra povert\u00e0 educativa e partecipazione culturale \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente.<br \/>\nGi\u00e0 grandi pedagogisti avevano rilevato come la povert\u00e0 culturale, pi\u00f9 ancora di quella economica, condizionasse pesantemente il futuro personale e sociale di bambini e adolescenti, proponendo un diverso modello di scuola per ridurre gli svantaggi. Don Milani scriveva: &#8220;\u00e8 solo la lingua che fa eguali. Eguale \u00e8 chi sa esprimersi e intende l\u2019espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli&#8221;. Dalla ricerca 2024 di Save the Children &#8220;DOMANI (IM)POSSIBILI&#8221; (con un capitolo a cura dell\u2019Ufficio Studi di Caritas Italiana) su ragazzi tra 15 e 16 anni, emerge chiaramente il nesso tra deprivazione culturale di partenza e riduzione delle aspirazioni per il futuro: aspira agli studi universitari solo un terzo dei ragazzi che vivono in case con al massimo 10 libri vs il 76% di chi ha pi\u00f9 di 100 libri; il 42,8% di chi ha una madre con bassi titoli di studio ritiene poco importante la prospettiva universitaria, mentre la quota scende al 20,3% nei figli di donne diplomate o laureate.<br \/>\nCome afferma Donatella Turri, che in Caritas italiana si occupa di povert\u00e0 educativa e dispersione scolastica, la scuola da sola non \u00e8 in grado di recuperare tutte le condizioni di svantaggio, serve un\u2019autentica comunit\u00e0 educante &#8220;attraverso l\u2019alleanza di studenti, famiglie, scuole, territorio e terzo settore, indispensabile per avviare efficaci azioni di contrasto della povert\u00e0 educativa&#8221;.<\/p>\n<p><em>Gabriella Burba<\/em><\/p>\n<p>(Foto Siciliani-Gennari\/SIR)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione democratica, ha detto Papa Francesco, \u00e8 frutto dell\u2019educazione e della formazione: &#8220;va allenata&#8221;. L\u2019incremento della povert\u00e0 educativa tra i ragazzi comporter\u00e0 il rischio che molte fette della popolazione vengano escluse dalla nostra societ\u00e0: non solo dal mercato, ma anche dalla partecipazione democratica e dalla vita culturale? Povert\u00e0 educativa \u00e8 un concetto relativamente recente, introdotto da alcuni sociologi ed economisti negli anni \u201990, senza &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/poverta-educativa-rischio-di-esclusione-dalla-partecipazione-democratica\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":2133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[223,40],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2132"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2136,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132\/revisions\/2136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}