{"id":1930,"date":"2024-03-29T09:56:11","date_gmt":"2024-03-29T08:56:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1930"},"modified":"2024-03-29T09:56:11","modified_gmt":"2024-03-29T08:56:11","slug":"riscoprire-il-cuore-che-avevamo-un-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/riscoprire-il-cuore-che-avevamo-un-tempo\/","title":{"rendered":"&#8220;Riscoprire il cuore che avevamo un tempo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">In un periodo storico come il nostro, dove uno degli argomenti pi\u00f9 frequenti che ci interrogano \u00e8 quello della guerra (papa Francesco la ha definita &#8220;terza guerra mondiale a pezzi&#8221;, ma sembra voglia, per la follia umana, muoversi sempre pi\u00f9 verso una sua totalit\u00e0), in tanti esprimono, giustamente, il loro pensiero su quanto sia importante la pace, vivere in pace, essere in pace.<\/p>\n<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">Tutti sappiamo quanto sia importante questo concetto; non \u00e8 qualcosa che si acquisisce o che viene regalato, ma \u00e8 qualcosa che bisogna costruire con fatica giorno dopo giorno e va mantenuta nel tempo, continuando a lavorare per essa.<br \/>\nNella mia impressione personale, per\u00f2, vedo come se la pace riguardasse soltanto la macro voce della sua assenza e, quindi, della presenza della guerra, della battaglia fra fazioni, con militari che muoiono assieme a civili e ad un mare di distruzione. Sembra non riguardi me, ma situazioni altre, con cause pi\u00f9 o meno legittime, con colpe da una parte e dall\u2019altra che determinano uno scontro.<br \/>\nLa domanda per\u00f2 a me sorge spontanea: che tipo di persona sono io? Sono una persona che vive la pace, oppure ho la tendenza a creare tensioni e conflitti intorno a me? \u00c8 facile dichiararsi tutti per la pace e dire tante belle parole, fino a quando non siamo coinvolti in prima persona e ci viene chiesto di comprometterci in favore di situazioni di pace. Ecco allora che subentrano le invidie, le ripicche, i distinguo: &#8220;io sono questo&#8221;, &#8220;ma io sono quest\u2019altro&#8221;, piccoli poteri meschini che creano dipendenze, tensioni, inimicizie, rancori, che portano poi a dire &#8220;ma guarda come si fanno la guerra&#8221;.<br \/>\nNon \u00e8 da oggi che cerco di tenere ben presente un passo del Salmo 89 che dice:<br \/>\n<em>&#8220;Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,<\/em><br \/>\n<em>finiamo i nostri anni come un soffio.<\/em><br \/>\n<em>Gli anni della nostra vita sono settanta,<\/em><br \/>\n<em>ottanta per i pi\u00f9 robusti,<\/em><br \/>\n<em>ma quasi tutti sono fatica, dolore;<\/em><br \/>\n<em>passano presto e noi ci dileguiamo.<\/em><br \/>\n<em>Chi conosce l\u2019impeto della tua ira,<\/em><br \/>\n<em>il tuo sdegno, con il timore a te dovuto?<\/em><br \/>\n<em>Insegnaci a contare i nostri giorni<\/em><br \/>\n<em>e giungeremo alla sapienza del cuore&#8221;.<\/em><br \/>\nGi\u00e0, la sapienza del cuore. Ma c\u2019\u00e8 ancora tanta strada da fare per chi si sente immortale.<br \/>\nIn questi giorni di sofferenza e di malattia ho pensato molto ai bambini, alle loro sofferenze, al loro diritto di vivere une vita in pace. Ho pensato che forse sono gli unici a non capire perch\u00e9 ci sia la guerra. Il loro cuore &#8211; se non rovinato dall\u2019odio degli adulti &#8211; sa vivere in pace, quella pace che Ges\u00f9 risorto dona ad ognuno di noi, se abbiamo un cuore che sa accogliere. Non per niente dir\u00e0: &#8220;Lasciate che i bambini vengano a me, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli&#8221;.<br \/>\nL\u2019augurio per questa Santa Pasqua e quello di riscoprire il cuore che avevamo un tempo, che sapeva sorridere e fare pace, che non guardava alle differenze ma cercava di giocare insieme, che non era incrostato da tanti &#8220;io&#8221; ma pronto ad amare.<br \/>\nBuona Pasqua,<br \/>\nBuine Pasche,<br \/>\nVesela Velika No\u010d<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>diacono Renato<\/em><br \/>\n<em>e tutta l\u2019\u00e9quipe Caritas diocesana<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Per una Pasqua che sia riflessione<\/h2>\n<p>La Pasqua, per il mondo cristiano, \u00e8 un momento di gioia: la rinascita a nuova luce con la Resurrezione del Signore. Un momento da vivere in fraternit\u00e0, condivisione e pace. Parole per\u00f2 che, di anno in anno, sembra essere pi\u00f9 difficile poter pronunciare in un contesto mondiale dove regnano fame, paura, guerre e a farne le spese sono sempre i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nCerto, tutti siamo pienamente consapevoli che non possiamo noi, &#8220;semplici cittadini&#8221;, cambiare le sorti del mondo o fare da pacificatori in tensioni che si protraggono anche da svariate decine di anni. Possiamo per\u00f2 essere testimoni di pace con piccole azioni nel quotidiano e non voltando la testa dall\u2019altra parte di fronte a guerre e violenze che, pi\u00f9 o meno silenziose, si propagano nel mondo perch\u00e9, anche se lontane da noi, ci coinvolgono perch\u00e9 colpiscono quelli che sono i nostri fratelli. E ancor pi\u00f9 pesantemente colpiscono i pi\u00f9 piccoli, che di queste dinamiche non capiscono nemmeno il senso, se mai ce ne fosse uno.<br \/>\nEcco allora che, in occasione di questa Santa Pasqua, condividiamo con voi, per proporre un approfondimento ma anche una riflessione, alcuni aggiornamenti su alcune delle situazioni pi\u00f9 delicate in atto nel mondo e che come Caritas diocesana, grazie al supporto di Caritas Italiana e Internationalis, seguiamo con attenzione.<\/p>\n<p><strong>Etiopia<\/strong><br \/>\nIl Paese \u00e8 vittima indiscutibile del cambiamento climatico e di tutti i drammi che ne conseguono. Una grave crisi alimentare sta colpendo il nord, con circa 20 milioni di persone in stato di necessit\u00e0 per assistenza umanitaria a causa di siccit\u00e0, conflitti, invasione di locuste, epidemie e inflazione. Oltre a ci\u00f2 l\u2019anno scorso, per 8 mesi, sono stati sospesi gli invii da parte del World Food Programme a causa di alcuni problemi di uso indebito di denaro. Ad oggi il ripristino degli invii \u00e8 lento.<br \/>\nA pagare maggiormente le conseguenze di queste problematiche, le regioni del Tigray e di Amhara, dove una pesante siccit\u00e0 ha colpito popolazioni gi\u00e0 affaticate dal conflitto interno combattuto dal 2020 al 2022 che ha causato oltre 300 mila morti e 1,4 milioni di persone sfollate.<br \/>\nCaritas Italiana sostiene l\u2019emergenza sostenendo il piano avviato da Caritas Etiopia che prevede di aiutare 6.700 nuclei famigliari per tutto il 2024 con sussidi in denaro, riabilitazione dei sistemi idrici, formazione per la gestione dei sistemi di fornitura d\u2019acqua.<\/p>\n<p><strong>Sudan<\/strong><br \/>\nNel Paese prosegue la guerra scoppiata il 15 aprile dello scorso anno fra due fazioni militari contrapposte e nella regione del Darfur si sommano tensioni etnico-tribali che hanno portato a violenze etniche, uccisioni e stupri di massa. Sono oltre 9 milioni gli sfollati interni e le vittime del conflitto a fine gennaio erano gi\u00e0 quasi 15.000.<br \/>\nAttualmente le Caritas dei Paesi limitrofi, che vengono sostenute anche dalle progettualit\u00e0 di Caritas italiana, in costante contatto con loro, si sono attivate per l\u2019accoglienza dei numerosissimi cittadini Sudanesi in fuga.<\/p>\n<p><strong>Siria<\/strong><br \/>\nIl 6 febbraio 2023 il nord del Paese (e la Turchia) \u00e8 stato colpito da un fortissimo terremoto che ha minato ancora di pi\u00f9 i fragili equilibri di uno stato in guerra dal marzo 2011. La crisi umanitaria \u00e8 prolungata e complessa, con centinaia di migliaia di vittime, distruzioni massicce, milioni di sfollati interni e di rifugiati nei Paesi confinanti (6,6 milioni di profughi).<br \/>\nDall\u2019inizio della crisi, Caritas Italiana \u00e8 attiva a sostegno della popolazione locale, in collaborazione con le Caritas di tutti i Paesi coinvolti (Siria, Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Grecia, Cipro, Albania, Macedonia, Serbia, Bosnia-Erzegovina), per un totale di oltre 8 milioni di euro stanziati derivanti da donazioni e dall\u20198xmille alla Chiesa Cattolica. I programmi coinvolgono aiuto d\u2019urgenza, interventi sanitari, iniziative per la promozione della pace e riconciliazione, riabilitazione socio-economica, accompagnamento e la formazione delle organizzazioni locali.<\/p>\n<p><strong>Terrasanta<\/strong><br \/>\nL\u2019escalation di violenza non \u00e8 circoscritta solo a Gaza e in Israele ma coinvolge tutta la Cisgiordania e il Libano. La tensione \u00e8 altissima, con episodi di guerra e terrorismo in Siria, Iran, Iraq e nel Golfo di Aden.<br \/>\nAl 12 marzo si contavano oltre 30.000 morti palestinesi a Gaza, di cui il 70% donne e bambini; 1.460 gli israeliani; 400 in Cisgiordania; 200 in Libano; 2 milioni gli sfollati di cui 1,7 a Gaza (il 75% della popolazione). Non si hanno pi\u00f9 notizie di 134 ostaggi israeliani e stranieri prigionieri dopo gli attacchi del 7 ottobre.<br \/>\n\u00c8 fuori controllo una vera e propria crisi umanitaria, con disperato bisogno di cibo, acqua, riparo, assistenza medica. A Gaza la popolazione \u00e8 ridotta alla fame (oltre il 90% non dispone di una quantit\u00e0 di cibo sufficiente) e la sanit\u00e0 \u00e8 ormai collassata. Dal 7 ottobre il 100% dei bambini di Gaza non riceve alcun tipo di istruzione.<br \/>\nCaritas Gerusalemme ha da subito avviato un piano operativo per sostenere i colleghi a Gaza nella distribuzione di generi di prima necessit\u00e0 e per sostenere gli sfollati accolti nelle due parrocchie cristiane di Gaza City (di cui una tragicamente colpita lo scorso 22 ottobre, con 17 morti).<br \/>\nParallelamente vengono forniti aiuti anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est, nonch\u00e9 in Libano, dove la locale Caritas sta reagendo con generi di prima necessit\u00e0 per circa 5.000 famiglie.<br \/>\nCaritas Italiana, in costante contatto con Caritas Gerusalemme e Caritas Libano, con la raccolta fondi dello scorso 18 febbraio sosterr\u00e0 gli interventi umanitari in atto, proseguendo inoltre nella promozione dei progetti di Pace e Riconciliazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un periodo storico come il nostro, dove uno degli argomenti pi\u00f9 frequenti che ci interrogano \u00e8 quello della guerra (papa Francesco la ha definita &#8220;terza guerra mondiale a pezzi&#8221;, ma sembra voglia, per la follia umana, muoversi sempre pi\u00f9 verso una sua totalit\u00e0), in tanti esprimono, giustamente, il loro pensiero su quanto sia importante la pace, vivere in pace, essere in pace. 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