{"id":1724,"date":"2023-10-26T16:33:50","date_gmt":"2023-10-26T14:33:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1724"},"modified":"2023-10-26T16:34:00","modified_gmt":"2023-10-26T14:34:00","slug":"liberi-di-scegliere-se-migrare-o-restare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/liberi-di-scegliere-se-migrare-o-restare\/","title":{"rendered":"Liberi di scegliere se migrare o restare"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-long\">\n<p>&#8220;I recentissimi fatti successi in Israele, i morti da ambo le parti spesso bambini, gli ostaggi, il terrorismo, la reazione armata, la fuga della popolazione, il rischio di estensione del conflitto&#8230; sono sotto i nostri occhi e ci angosciano. Il tutto si aggiunge alla preoccupazione per la guerra in Ucraina e per le tante guerre spesso dimenticate in giro per il mondo. Dentro questa realt\u00e0, che sicuramente avr\u00e0 pesanti riflessi anche sui flussi migratori, si colloca la presentazione del nostro rapporto&#8221;. Con queste parole il presidente di Caritas italiana, il nostro arcivescovo Redaelli, ha introdotto la presentazione nazionale del XXII Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, avvenuta lo scorso 17 ottobre a Roma.<br \/>\n&#8220;Liberi di scegliere se migrare o restare&#8221; il titolo del Rapporto 2023, che si rif\u00e0 al messaggio scelto da papa Francesco per la scorsa Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: &#8220;il Papa ricorda che sempre pi\u00f9 persone nel mondo sono costrette a migrare a causa di conflitti, persecuzioni, disastri ambientali, povert\u00e0, ecc. e che molti di loro per farlo devono mettersi in mano a pericolosi trafficanti e rischiare la vita in viaggi potenzialmente mortali per cercare un futuro migliore altrove. Ma le tragedie che accadono non devono diventare una giustificazione per limitare il diritto delle persone di migrare, rendendo l\u2019ingresso e il soggiorno nel nostro paese una sfida impossibile&#8221;, ha aggiunto monsignor Redaelli.<\/p>\n<p><b>I dati nazionali e in Europa<\/b><br \/>\nI migranti internazionali nel 2021 sono stati il 3,6% della popolazione mondiale, vale a dire 281 milioni di persone. Complessivamente nell\u2019Unione europea, su una popolazione di 447 milioni, sono presenti circa 23,7 milioni di cittadini di Paesi extra-Ue e 37,5 milioni di persone nate fuori dall\u2019Ue.<br \/>\nScendendo ancora nel contesto nazionale, al 1\u00b0 gennaio 2023 l\u2019Istat indica la presenza di 5.050.257 cittadini stranieri residenti in Italia, in lieve aumento rispetto all\u2019anno precedente, che aveva registrato 5.030.716 persone. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, continua a prevalere l\u2019inserimento nel Nord Italia, che accoglie il 59,1% dei residenti totali.<br \/>\nPer quanto riguarda gli aspetti demografici, il Report 2023 mette in risalto come i nuovi nati stranieri dal 2012 al 2021 siano diminuiti del 28,7%, passando da quasi 80 mila a meno di 57 mila: dopo i picchi di crescita registrati nel primo decennio del 2000, con un +45,2% fra il 2003 e il 2004, \u00e8 ormai da un decennio che il numero di nuovi nati stranieri diminuisce costantemente e sempre pi\u00f9, arrivando al -5% negli ultimi due anni.<\/p>\n<p><b>Lavoro e povert\u00e0<\/b><br \/>\nAll\u2019interno di un contesto occupazionale nazionale positivo, che vede una fase di ripresa che perdura gi\u00e0 da diversi mesi, il tasso di occupazione dei lavoratori Non-Ue \u00e8 pari al 59,2% e registra una maggiore incidenza nei settori dell\u2019Agricoltura, delle Costruzioni e dell\u2019Industria ma, nel corso del 2022, i settori che hanno visto l\u2019aumento pi\u00f9 marcato nell\u2019occupazione di cittadini stranieri sono quelli legati al Turismo e alla Ristorazione, che hanno visto una salita rispetto all\u2019anno precedente rispettivamente del 16,8% e del 35,7%.<br \/>\nNon \u00e8 per\u00f2 tutto oro quello che luccica: infatti, tra le difficolt\u00e0 principali che i lavoratori stranieri riportano nel trovare un lavoro in Italia, vengono indicate scarsa conoscenza della lingua, presenza di discriminazioni dovute all\u2019origine straniera, mancanza del permesso di soggiorno o della cittadinanza e mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all\u2019estero.<br \/>\nTra le &#8220;note dolenti&#8221; del Report Immigrazione 2023 si giunge quindi alle problematiche legate alla povert\u00e0. Nonostante le ottime cifre legate all\u2019occupazione di cittadini Non-Ue, peggiora in modo preoccupante la condizione dei disoccupati: tra loro risulta povera quasi una persona su due (solo un anno fa, una persona su quattro). Accanto poi alle fragilit\u00e0 di chi \u00e8 senza un impiego, si aggiungono quelle di chi un lavoro lo possiede: il fenomeno della in-work poverty, ormai noto nel nostro Paese, ha registrato un forte aggravamento negli ultimi anni, tanto tra stranieri, quanto tra non stranieri. Secondo le ultime stime Istat, il 7% degli occupati in Italia vive in una condizione di povert\u00e0 assoluta, percentuale che sale al 13,3% tra i lavoratori meno qualificati; il dato schizza al 31,1% per i cittadini stranieri.<br \/>\nUn ulteriore elemento di criticit\u00e0 \u00e8 infine quello legato ai minori: si contano 1milione 400 mila bambini poveri e un indigente su quattro \u00e8 un minore. Se si considerano le famiglie straniere con minorenni i dati appaiono davvero drammatici: tra loro l\u2019incidenza della povert\u00e0 raggiunge il 36,2%, pi\u00f9 di 4 volte la media delle famiglie italiane con minori.<\/p>\n<p><b>La situazione dei cittadini ucraini<\/b><br \/>\nIn Italia, i profughi ucraini sono 175mila e molti hanno trovato ospitalit\u00e0 attraverso il sistema di accoglienza diffusa e grazie alla rete di connazionali gi\u00e0 presenti nel Paese. Quella ucraina, infatti, \u00e8 la quarta comunit\u00e0 Non-Ue in Italia, con circa 225mila persone regolarmente soggiornanti, il 79% donne. Per quanto riguarda la situazione occupazionale di questi cittadini, in totale le attivazioni collegate alla titolarit\u00e0 di un permesso legato a una forma di protezione sono state poco pi\u00f9 di 22mila.<br \/>\nAnche sul nostro territorio diocesano prosegue l\u2019accoglienza, condivisa, diffusa e strutturata, di cittadini ucraini in fuga dal conflitto nel loro Paese d\u2019origine. Allo scorso mese di settembre risultavano presenti e assistiti 102 cittadini dall\u2019Ucraina. Di questi 64 sono accompagnati dalla Cooperativa Sociale Murice, braccio operativo della Caritas diocesana di Gorizia.<br \/>\nNel corso di questi mesi di permanenza sul nostro territorio (ormai purtroppo quasi 2 anni di conflitto), svariate tra queste persone hanno avuto la possibilit\u00e0 di essere inserite in percorsi di formazione e programmi lavorativi, trovando cos\u00ec pian piano una propria autonomia che ha consentito loro di &#8220;uscire&#8221; dal sistema di assistenza.<\/p>\n<p><b>Le migrazioni sul territorio diocesano<\/b><br \/>\nSul territorio della Diocesi di Gorizia continuano gli arrivi di persone provenienti, per la maggior parte, dalla Rotta balcanica, che giungono sul locale in forma transitoria, per spostarsi subito verso altre destinazioni in Europa, o per avviare proprio a Gorizia le pratiche per la richiesta di asilo politico. Molte di queste persone trovano inserimento al Cara di Gradisca d\u2019Isonzo e al Nazareno di Gorizia, strutture che per\u00f2 non riescono a far fronte al numero &#8211; per quanto non preoccupante &#8211; comunque elevato di cittadini extra-Ue presenti complessivamente sul territorio.<br \/>\nNel periodo estivo, caratterizzato quest\u2019anno da un grande caldo, la Caritas diocesana di Gorizia ha provveduto a fornire la possibilit\u00e0, per queste persone, di usufruire gratuitamente di alcune docce presenti in &#8220;Casa San Francesco&#8221; a Gorizia. Ora che le temperature si stanno facendo pi\u00f9 rigide, come avvenuto anche nello scorso autunno\/inverno, la Caritas diocesana riavvia l\u2019&#8221;Emergenza Freddo&#8221;, fornendo ospitalit\u00e0 notturna a Gradisca d\u2019Isonzo, presso gli spazi della Parrocchia di San Valeriano, e a Gorizia, presso &#8220;Casa San Francesco&#8221;, dove sono stati distribuiti anche alcuni k-way antipioggia, dato il maltempo degli scorsi giorni.<br \/>\n&#8220;I dati riportati nel Report nazionale vanno letti con molta attenzione &#8211; ha commentato il diacono Renato Nucera, direttore di Caritas diocesana &#8211; e sempre con attenzione la Caritas diocesana segue l\u2019evolversi della situazione sul locale. Grazie all\u2019aiuto di numerosi volontari, presenti tanto a Gradisca quanto a Gorizia e che cogliamo l\u2019occasione per ringraziare nuovamente per la loro grande disponibilit\u00e0, \u00e8 possibile fornire alle persone che si trovano a trascorrere la notte all\u2019addiaccio un posto caldo dove poter riposare, all\u2019interno di una situazione che chiamiamo &#8220;Emergenza&#8221; ma che assume sempre pi\u00f9 gli aspetti di qualcosa di concreto e reale&#8221;.<\/p>\n<p><em>(Foto: ANSA\/SIR)<\/em><\/p>\n<p><em>(Articolo pubblicato su Voce Isontina n. 41 del 28 ottobre 2023 nella rubrica &#8220;Gocce di Carit\u00e0&#8221; a cura della Caritas diocesana di Gorizia)<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I recentissimi fatti successi in Israele, i morti da ambo le parti spesso bambini, gli ostaggi, il terrorismo, la reazione armata, la fuga della popolazione, il rischio di estensione del conflitto&#8230; sono sotto i nostri occhi e ci angosciano. 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