{"id":1583,"date":"2023-07-13T12:47:28","date_gmt":"2023-07-13T10:47:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1583"},"modified":"2023-07-13T12:51:53","modified_gmt":"2023-07-13T10:51:53","slug":"la-poverta-vissuta-tra-fragilita-e-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/la-poverta-vissuta-tra-fragilita-e-solitudine\/","title":{"rendered":"La povert\u00e0 vissuta tra fragilit\u00e0 e solitudine"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">La povert\u00e0 in Italia pu\u00f2 ormai dirsi un fenomeno strutturale, visto che tocca quasi un residente su dieci; il <strong>9,4% della popolazione residente vive infatti, secondo l\u2019Istat, in una condizione di povert\u00e0 assoluta<\/strong>. Solo quindici anni fa il fenomeno riguardava appena il 3% della popolazione&#8221;.<\/p>\n<p>Questo l\u2019allarmante incipit de <em>&#8220;La povert\u00e0 in Italia secondo i dati della rete Caritas. Report Statistico Nazionale 2023&#8221;<\/em> presentato negli scorsi giorni da Caritas Italiana.<br \/>\nIl Report evidenzia come, in termini assoluti, si contino oggi 5milioni 571mila persone in stato di povert\u00e0 assoluta sul territorio nazionale ma le preoccupazioni per un\u2019ulteriore recrudescenza sono pi\u00f9 che fondate a causa delle tensioni legate allo scoppio della guerra in Ucraina, che hanno pesantemente condizionato il prezzo dell\u2019energia &#8211; in forte rialzo &#8211; contribuendo all\u2019aumento dell\u2019inflazione e al conseguente irrigidimento delle politiche monetarie.<br \/>\nTutta questa situazione di forte cambiamento e incertezza non ha fatto altro che rafforzare le disuguaglianze tra le persone e famiglie pi\u00f9 benestanti e quelle meno abbienti.<\/p>\n<h5><strong>I dati nazionali<\/strong><\/h5>\n<p>I dati riportati dall\u2019Osservatorio Caritas nel Report &#8211; presentato dal presidente di Caritas Italiana, il nostro arcivescovo monsignor Redaelli, e dal direttore don Marco Pagniello, con interventi di padre Vyacheslav Grynevych, direttore Caritas Spes in Ucraina, Massimo Ciampa, segretario generale Mediafriends, Roberto Leonardi, vincitore bando Cre@ttivit\u00e0, Walter Nanni e Federica De Lauso dell\u2019Ufficio Studi di Caritas Italiana, moderati dalla giornalista Monica Mondo &#8211; rilevano come, nel 2022 nei soli centri di ascolto, le persone incontrate e supportate siano state 255.957, in incremento del 12,5% rispetto l\u2019anno precedente. La crescita \u00e8 dovuta, per la gran parte, dall\u2019accoglienza di persone ucraine da parte della Chiesa italiana ma, escludendo questo dato, il trend \u00e8 comunque in crescita del 4,4%.<br \/>\nIl report sottolinea inoltre un indurimento delle condizioni di povert\u00e0 della popolazione: quasi il 30% delle persone prese in carico \u00e8 infatti accompagnato dalla rete Caritas da pi\u00f9 di 5 anni.<br \/>\nLa condizione professionale racconta poi molto delle fragilit\u00e0 del tempo post pandemico: a chiedere aiuto sono per lo pi\u00f9 persone che fanno fatica a trovare lavoro, disoccupati o inoccupati (toccano il 48%) ma anche tanti occupati, working poor (coloro che, pur avendo un\u2019entrata mensile, non guadagnano abbastanza da superare la soglia di povert\u00e0) o lavoratori poveri su base familiare, che sperimentano condizioni di indigenza (il 22,8%).<br \/>\nIn questo contesto aumenta il peso delle &#8220;povert\u00e0 multidimensionali&#8221; e, nel corso dell\u2019ultimo anno, il 56,2% dei beneficiari ha avuto necessit\u00e0 di sostegno per due o addirittura pi\u00f9 ambiti di bisogno. Le maggiori difficolt\u00e0 rientrano nel campo della fragilit\u00e0 economica, bisogni occupazionali e abitativi, problemi familiari, di salute e processi migratori.<br \/>\nIn termini di risposte, gli interventi della rete Caritas sono stati numerosi e differenziati e complessivamente ne sono stati erogati oltre 3,4 milioni.<\/p>\n<h5><strong>I &#8220;cluster&#8221;<\/strong><\/h5>\n<p>Nella stesura di questo report Caritas Italiana ha desiderato effettuare un\u2019ulteriore analisi, multivariata, per avere un quadro degli assistiti classificato per gruppi omogenei. Questa analisi pu\u00f2 infatti fornire elementi utili nell\u2019elaborazione di strategie comuni e condivise di contrasto alla povert\u00e0, nel definire risposte e interventi efficaci e a costruire percorsi di accompagnamento strutturati a seconda delle diverse esigenze.<br \/>\nSono emersi quindi <strong>5 gruppi principali<\/strong>: i Vulnerabili Soli, uomini tra i 35 e 60 anni di cui 1 su 3 risulta senza fissa dimora e presenta una molteplicit\u00e0 di bisogni; le Famiglie Povere, gruppo che comprende soprattutto donne adulte, coniugate e con figli minori e una presenza di stranieri leggermente superiore alla media, con un\u2019alta quota di lavoratori poveri; i Giovani Stranieri in Transito, che hanno un\u2019et\u00e0 media di 25 anni e sono concentrati soprattutto sul confine italo &#8211; francese nel tentativo di raggiungere altri stati europei; i Genitori Fragili, di et\u00e0 tra i 35 e i 60 anni, per lo pi\u00f9 donne con figli minori, bisogni multipli e con un incidenza delle persone di origine italiana superiore alla media; i Poveri Soli, uomini tra i 35 e 65 anni che spesso vivono in grandi citt\u00e0 e presentano quasi esclusivamente situazioni di povert\u00e0.<br \/>\nQuest\u2019analisi permette di mettere a fuoco diversi gradi di marginalit\u00e0 sociale nel nostro paese, mettendo in luce coloro che sono &#8220;i pi\u00f9 fragili tra i fragili&#8221;.<\/p>\n<h5><strong>Sul territorio diocesano<\/strong><\/h5>\n<p>Dal report nazionale emergono alcuni primissimi dati relativi anche alla nostra Diocesi &#8211; che saranno poi esposti in maniera pi\u00f9 dettagliata in un Report locale che verr\u00e0 pubblicato in seguito &#8211; raccolti in 20 Centri di Ascolto diffusi su tutto il territorio e dal Centro di Ascolto diocesano.<br \/>\n<strong>Nel corso del 2022 si sono rivolte a questa rete 917 persone<\/strong>, perfettamente suddivise in met\u00e0 uomini, met\u00e0 donne. Diversa invece la percentuale tra italiani e stranieri: i primi sono il 51,25% ovvero 470 persone, i secondi il restante 48.75%. Il dato risulta in flessione rispetto al 2021 &#8211; anno in cui si registrava l\u2019emergenza data dalle problematiche socio-economiche generate dalla pandemia da Covid19 &#8211; quando le persone che si erano rivolte alla rete dei Centri di Ascolto erano state ben 1.066.<br \/>\nTra i dati pi\u00f9 rilevanti di questa prima tranche del report 2023, si rileva un aumento dei nuclei famigliari con figli minori a carico che, dal periodo pre pandemico del 2018 a oggi, sono passati dal 46,68% al 52,45%.<br \/>\n<strong>I problemi principali portati alla luce da queste persone che si sono rivolte ai Centri di Ascolto riguardano in fortissima percentuale problemi economici, ben l\u201982,86% dei casi (in aumento rispetto al 2021 quando avevano toccato l\u201981.71%). Forti anche i problemi lavorativi, dovuti soprattutto al disagio della disoccupazione (36,53%).<\/strong><br \/>\nIn linea con quanto segnalato da Caritas Italiana, anche sul nostro territorio diocesano si \u00e8 registrato<strong> un 32,5% di persone che hanno avuto bisogno di un aiuto economico<\/strong>, finalizzato alla copertura di canoni di locazione, utenze domestiche o altre spese indispensabili per la vita della famiglia.<br \/>\nTutto questo non sarebbe stato possibile senza anche il grande e fondamentale aiuto messo in campo dai<strong> tanti volontari<\/strong> che, quotidianamente, mettono a servizio il loro tempo e le loro competenze in favore di chi vive un problema: sono state ben 171 le persone che, nel corso del 2022, si sono messe a disposizione della Caritas diocesana di Gorizia come volontarie.<br \/>\nAttraverso il loro servizio \u00e8 stato possibile accogliere 120 persone nei dormitori diocesani, 848 famiglie (per un totale di 2.281 persone) nei 4 Empori della Solidariet\u00e0 dell\u2019Arcidiocesi; ancora 67 bambini, che hanno potuto usufruire dei beni messi a disposizione dall\u2019Emporio dell\u2019Infanzia, nonch\u00e9 un totale di 3.647 pernottamenti nel corso dell\u2019&#8221;Emergenza Freddo&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ci\u00f2 che \u00e8 emerso tanto a livello nazionale, quanto a livello locale &#8211; ha commentato il diacono Renato Nucera, direttore della Caritas diocesana di Gorizia &#8211; nonostante la leggera flessione registrata rispetto al 2021, desta certamente una grande attenzione da parte nostra. Il fatto che molte persone siano assistite da pi\u00f9 di 5 anni e che continui a crescere il disagio lavorativo, \u00e8 fonte di preoccupazione. Non da meno gli aumenti delle utenze, l\u2019aumento della spesa e la crescita dell\u2019inflazione. Come Caritas, grazie anche alle Opere Segno presenti sul territorio, possiamo cercare di mantenere o di restituire la dignit\u00e0 a queste persone; certo per\u00f2 \u00e8 necessario un lavoro di rete, con una presa in carico collettiva e condivisa da parte di tutti e di tutte le istituzioni&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(articolo pubblicato su &#8220;Voce Isontina&#8221; &#8211; settimanale dell&#8217;Arcidiocesi di Gorizia n. 28 del 15 luglio 2023, all&#8217;interno della rubrica &#8220;Gocce di Carit\u00e0&#8221; curata dalla Caritas diocesana di Gorizia)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La povert\u00e0 in Italia pu\u00f2 ormai dirsi un fenomeno strutturale, visto che tocca quasi un residente su dieci; il 9,4% della popolazione residente vive infatti, secondo l\u2019Istat, in una condizione di povert\u00e0 assoluta. Solo quindici anni fa il fenomeno riguardava appena il 3% della popolazione&#8221;. 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