{"id":1490,"date":"2023-05-12T11:43:13","date_gmt":"2023-05-12T09:43:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1490"},"modified":"2024-05-23T10:04:34","modified_gmt":"2024-05-23T08:04:34","slug":"agli-incroci-delle-strade-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/agli-incroci-delle-strade-2\/","title":{"rendered":"&#8220;Agli incroci delle strade&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-long\">\n<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">Un periodo di grande fermento quello che ha recentemente coinvolto la Caritas diocesana di Gorizia. Impegnata su pi\u00f9 fronti nel corso dell\u2019inverno per quella che viene definita &#8220;Emergenza freddo&#8221;, nell\u2019accoglienza ai cittadini ucraini in fuga dal conflitto, nel supporto alla cittadinanza locale con i servizi delle Opere Segno e, un paio di settimane fa, ospite al Convegno nazionale delle Caritas diocesane che si \u00e8 svolto a Salerno e al quale ha attivamente partecipato nei tavoli di lavoro.<br \/>\nAlla luce di tutti questi avvenimenti, abbiamo incontrato il direttore, diacono Renato Nucera, e abbiamo colto l\u2019occasione per fare il &#8220;punto&#8221; della situazione.<\/p>\n<p><b>Direttore, da poco lei e parte dell\u2019\u00e9quipe siete rientrati dall\u2019esperienza vissuta al Convegno nazionale, che ha avuto per tema &#8220;Agli incroci delle strade&#8221;. Cosa porta a casa da &#8220;coltivare&#8221; in seguito a questo momento?<\/b><br \/>\nAl Convegno di Salerno si \u00e8 parlato molto delle &#8220;periferie&#8221;, una cosa sulla quale ho avuto modo di riflettere in diversi momenti: contrariamente a quanto si potrebbe pensare infatti, ci possono essere anche periferie ricche e centri citt\u00e0 molto poveri.<br \/>\nTra i vari aspetti poi, la cosa che mi ha fatto maggiormente riflettere \u00e8 la tendenza, che abbiamo tutti, a fare riferimento sempre a luoghi fisici, a delle situazioni urbane per le quali identifichiamo la periferia come un &#8220;luogo&#8221;.<br \/>\nIl Convegno mi ha fatto riflettere proprio su come in verit\u00e0 in ognuno di noi c\u2019\u00e8 una qualche &#8220;periferia&#8221; e le periferie cui si riferisce papa Francesco non sono esclusivamente urbane ma sono periferie personali: quelle del cuore quando non sa pi\u00f9 battere di emozione per l\u2019altro, le periferie della malattia, le periferie della solitudine, le periferie dell\u2019abbandono, la periferia dei giovani che non trovano speranza per il futuro, la periferia degli immigrati, di coloro che lasciano la propria terra e la propria casa per cercare un futuro migliore&#8230;<br \/>\nLe periferie &#8220;fisiche&#8221; sono fatte di intersecazioni di strade, di incroci appunto, dove in genere c\u2019\u00e8 sempre movimento di gente e situazioni.<br \/>\nLo stesso accade alle periferie &#8220;umane&#8221;, con degli incroci dove io posso incontrare le persone, dove posso io stesso diventare luogo in cui si creano relazioni, con la possibilit\u00e0 di iniziare un cammino insieme.<br \/>\n\u00c8 questo quello che mi porto dentro dall\u2019esperienza di Salerno.<\/p>\n<p><b>Calandoci nel locale, cosa significa per la Caritas diocesana di Gorizia essere &#8220;agli incroci delle strade&#8221;?<\/b><br \/>\nSignifica porsi nella condizione di accorgersi di quante persone vivano la necessit\u00e0 di &#8220;attraversare un incrocio&#8221; nella propria vita. Proprio come si attraversa un confine, come si attraversa una solitudine, come si attraversa una difficolt\u00e0 lavorativa&#8230; \u00c8 importante mettersi in ascolto di queste realt\u00e0 e di queste situazioni.<br \/>\nHo sempre sostenuto e sosterr\u00f2 il concetto che ascoltare vuol dire amare, quindi per ascoltare &#8211; non solo sentire &#8211; \u00e8 necessario porsi in un modo e con uno spirito evangelicamente attento.<br \/>\nGorizia si pone un po\u2019 come la &#8220;Galilea delle genti&#8221; citata dal profeta Isaia dove le persone, qualsiasi esse siano, non devono essere considerate come un problema o una difficolt\u00e0 ma come una risorsa.<br \/>\nDa sempre lo sviluppo dei popoli \u00e8 avvenuto nei luoghi e nelle citt\u00e0 dove c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 movimento, pi\u00f9 scambio, pi\u00f9 intersecazione di persone, di idee e di culture.<\/p>\n<p><b>Poco fa parlava del &#8220;mettersi in ascolto&#8221; e non solo &#8220;sentire&#8221;. Non \u00e8 sempre semplice. Dove ritiene ci sia maggiore difficolt\u00e0 e come \u00e8 possibile quindi ascoltare chi magari non ha nemmeno voce?<\/b><br \/>\nUna delle difficolt\u00e0 che incontriamo quando ci poniamo nell\u2019ascolto \u00e8 quella di riuscire a non giudicare. Il giudizio infatti crea muri e barriere.<br \/>\nCome uomini siamo in genere degli esseri giudicanti di per s\u00e9, per natura, ma superare questo sentimento, questo pregiudizio, \u00e8 importante per non diventare sentenziosi, ponendosi e ponendo limiti ma mettendosi invece in una condizione di libert\u00e0 nell\u2019ascolto.<br \/>\nNon dico sia facile, assolutamente, non lo \u00e8 ma \u00e8 una &#8220;lotta&#8221; che va vinta.<\/p>\n<p><b>Ripensando per un momento ancora al tema degli &#8220;incroci&#8221;, viene subito da pensare anche al nostro territorio di confine, sul quale da sempre appunto si &#8220;incrociano&#8221; vite, tradizioni, culture, collaborazioni, come fa appunto anche da Caritas diocesana con le realt\u00e0 parallele &#8220;vicine di casa&#8221; in Slovenia\u2026<\/b><br \/>\nCredo che per rapportarsi con le persone, indipendentemente dalla lingua, dalla condizione sociale, dalla provenienza&#8230; bisogna ripercorrere il linguaggio della Pentecoste, che \u00e8 il linguaggio dell\u2019amore.<br \/>\nAnche i rapporti che nel tempo abbiamo intessuto con le Caritas e le realt\u00e0 umanitarie oltreconfine non sono una questione istituzionale, formale, ma partono dal presupposto che ognuno di noi ha qualcosa da dare sotto questo punto di vista, ha amore da dare, che poi si traduce in un apporto che pu\u00f2 essere di vario tipo.<br \/>\nQuando mi pongo nei confronti dell\u2019altro non mi pongo nella condizione di dire &#8220;loro&#8221; e &#8220;noi&#8221; ma soltanto &#8220;noi&#8221;, facenti parte del genere umano; possiamo volerci bene e cercare delle strade comuni che ci portino a operare nel bene nei confronti di chiunque, che viene quindi svolto comunemente &#8211; ognuno con la propria identit\u00e0, la propria prerogativa e la propria sensibilit\u00e0 ma insieme, con un linguaggio che non fa necessariamente dei distinguo, che rispetta sempre l\u2019altro e che ha il suo fondamento nel voler bene all\u2019altro -.<br \/>\nNon si tratta quindi di rapporti &#8220;di rappresentanza&#8221; ma guidati da sentimenti comuni.<br \/>\nAl Convegno nazionale, all\u2019interno dei tavoli di lavoro, ho potuto esprimere un concetto quando mi \u00e8 stato chiesto &#8220;come poter cambiare le cose?&#8221;: confrontandomi con la Parola, facendo un percorso introspettivo, io posso specchiarmi nell\u2019altro.<br \/>\nDevo sempre cercare di &#8220;guardarmi&#8221; nell\u2019altro, senza paura e senza pensare che questi sia totalmente diverso da me.<br \/>\nA tal proposito, una delle cose cui qui noi non siamo forse &#8220;abituati&#8221; \u00e8 proprio la povert\u00e0, che in altre citt\u00e0 o zone d\u2019Italia \u00e8 certamente pi\u00f9 presente.<br \/>\nTuttavia la ritroviamo nel momento in cui ci confrontiamo con lo straniero che chiede di essere accolto: questa \u00e8 una situazione che chiede di metterti in discussione e di rivederti continuamente rispetto a quello che \u00e8 il tuo vivere &#8220;normale&#8221;.<br \/>\nNel nostro caso si tratta di una situazione di benessere, che viene messa in discussione: confrontarsi con la povert\u00e0 mette sempre in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><b>A tal proposito si \u00e8 da poco conclusa l\u2019accoglienza, a Gradisca d\u2019Isonzo e a Gorizia, relativa all\u2019&#8221;Emergenza Freddo&#8221;. Quale bilancio da quest\u2019esperienza?<\/b><br \/>\nPartirei fornendo alcuni numeri.<br \/>\nPresso il dormitorio allestito &#8211; in accordo con parrocchia, Prefettura e Comune di Gradisca &#8211; negli spazi dell\u2019oratorio di San Valeriano per rispondere alla necessit\u00e0 di accoglienza notturna in mancanza di posti sufficienti presso il locale Centro di Accoglienza, dal 10 novembre al 30 marzo, con 141 giorni di accoglienza, sono stati offerti 2.435 pernottamenti totali, con una media di 17 ospiti per notte.<br \/>\nLe persone accolte sono state prevalentemente di nazionalit\u00e0 pakistana ma alcuni erano indiani, bengalesi e afghani.<br \/>\nAnche a Gorizia, presso gli spazi di Casa San Francesco, in accordo con la Prefettura e sempre per rispondere ad un\u2019esigenza di ospitalit\u00e0 notturna, dal 16 novembre al 15 aprile sono stati offerti 3.863 pernottamenti, con una media di 26 ospiti a notte.<br \/>\nSi trattava in prevalenza di cittadini egiziani, ma sono stati accolti anche pakistani, marocchini, algerini, indiani e nepalesi.<br \/>\nTutto questo \u00e8 stato compiuto perch\u00e9 la stagione invernale, lo sappiamo, presenta delle obiettive difficolt\u00e0 nel permanere all\u2019aperto, soprattutto durante la notte quando le temperature possono diventare molto rigide. Di conseguenza ci siamo premurati per creare dei luoghi dove queste persone potessero essere accolte, anche considerando che il dormitorio goriziano di piazza Tommaseo in questo momento non \u00e8 disponibile perch\u00e9 occupato da famiglie ucraine accolte nell\u2019emergenza dovuta al conflitto. Caritas diocesana si \u00e8 quindi impegnata su pi\u00f9 fronti in questo senso, per cercare di dare risposte.<br \/>\nSia a San Valeriano che a Casa San Francesco fondamentale \u00e8 stato l\u2019aiuto prestato da numerosissimi volontari, che oltre ad essere presenti per aiutare gli ospiti in caso di necessit\u00e0, si sono anche prestati per la sistemazione delle stanze, le pulizie, la preparazione di un pasto o della colazione, ma anche grazie al sostegno dei <strong>fondi 8xmille<\/strong> della Chiesa cattolica.<br \/>\nIl coinvolgimento e la risposta di entrambe le comunit\u00e0 sono stati davvero altissimi e cogliamo ancora una volta l\u2019occasione per ringraziarle: sono state davvero sensibili a queste situazioni. Ma devo dire che si \u00e8 registrata una grande sensibilit\u00e0 anche da parte di tutta la popolazione locale: alla chiusura dei due servizi in molti si sono chiesti &#8220;e ora?&#8221;; questo dimostra una sensibilit\u00e0, una vicinanza e un sostegno a quelli che sono proprio i valori che, come Caritas, desideriamo trasmettere: attenzione e ascolto che nasce proprio dalle comunit\u00e0.<br \/>\nPer rispondere a quel &#8220;e ora?&#8221; posso dire che la Caritas diocesana si \u00e8 preoccupata dell\u2019emergenza e ha fatto ci\u00f2 che era nelle proprie possibilit\u00e0, anche legali e amministrative.<br \/>\nAllestire un luogo di accoglienza presuppone tutta una serie di responsabilit\u00e0 che coinvolgono strutture, costi di manutenzione, gestione delle utenze e risorse umane\u2026<br \/>\nPer quanto riguarda le accoglienze \u00e8 quindi chiaro che vanno tenuti in considerazione tutti i problemi, tutte le sensibilit\u00e0 e tutte le responsabilit\u00e0 oggettive che ci sono anche da parte delle Istituzioni.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 si \u00e8 giunti, almeno per il momento, ad un termine in quest\u2019accoglienza?<\/b><br \/>\nChiudere l\u2019accoglienza non \u00e8 stato un disinteresse o un &#8220;rinnegarla&#8221;, quanto piuttosto un rammentare che ci sono delle responsabilit\u00e0 che spettano a livello istituzionale riguardo alle persone che si trovano in transito sul territorio.<br \/>\nCaritas certo pu\u00f2 intervenire a supporto di necessit\u00e0 locali caratterizzate appunto da una situazione di emergenza, ma c\u2019\u00e8 bisogno ora di sensibilizzazione &#8211; tanto nell\u2019opinione pubblica, che nelle Istituzioni &#8211; per trovare, insieme, soluzioni che non siano solo emergenziali ma che sarebbe bene iniziassero ad essere strutturali.<br \/>\nVale a dire quindi accoglienza pi\u00f9 strutturata, corsi di Lingua italiana, corsi formativi, orientamento al mondo del Lavoro, facilitazioni per il supporto legale&#8230;<br \/>\nNon si pu\u00f2 proseguire continuando a considerare tutto questo come un\u2019emergenza cui porre rimedio.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right\"><em>a cura di Selina Trevisan<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>(intervista pubblicata su Voce Isontina &#8211; Settimanale dell&#8217;Arcidiocesi di Gorizia, n. 19 del 13 maggio 2023)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un periodo di grande fermento quello che ha recentemente coinvolto la Caritas diocesana di Gorizia. 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