{"id":1473,"date":"2023-05-03T15:00:08","date_gmt":"2023-05-03T13:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1473"},"modified":"2023-05-03T15:00:08","modified_gmt":"2023-05-03T13:00:08","slug":"agli-incroci-delle-strade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/agli-incroci-delle-strade\/","title":{"rendered":"Agli incroci delle strade"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">&#8220;La proposta con la quale ci lasciamo oggi, \u00e8 quella di attuare un piano di corresponsabilit\u00e0, che parta dalle scelte di rimuovere i &#8220;macigni&#8221; e ricomporre le &#8220;fratture&#8221; che ci impediscono di andare avanti, imparando a discernere insieme, a co-progettare e creare reti comunitarie&#8221;. Con queste parole don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, ha congedato i 660 direttori e membri d\u2019equipe delle 173 Caritas diocesane d\u2019Italia che, dal 17 al 20 aprile scorsi, si sono riunti a Salerno prendendo parte al 43\u00b0 Convegno nazionale delle Caritas diocesane, che ha avuto come tema portante &#8220;Agli incroci delle strade. Abitare il territorio, abitare le relazioni&#8221;.<\/p>\n<p>Quattro giorni intensi che tra lectio magistralis, tavole rotonde, testimonianze e tavoli di lavoro, hanno concesso di fare il punto della situazione tra le varie esperienze Caritas in Italia, in una sorta di osmosi dove tutti hanno qualcosa da dare e da ricevere in termini di conoscenze, vissuti, progetti e processi, incontrando quelle &#8220;periferie&#8221; che papa Francesco pi\u00f9 volte ha richiamato come missione collettiva per la Chiesa.<br \/>\nTante le tematiche affrontate, che hanno spaziato dalla &#8220;carit\u00e0&#8221; all\u2019architettura sociale, dal disagio giovanile ai giovani come soggetti protagonisti. Sono stati incontrati sacerdoti che vivono sotto scorta e testimonianze di &#8220;vita ritrovata&#8221;; non da ultimo \u00e8 stato dato spazio al dibattito sulle tematiche &#8211; urgenti ma anche emergenti &#8211; del Prendersi cura, dell\u2019Educazione, dei Giovani, della Solidariet\u00e0 globalizzata e delle Migrazioni, all\u2019interno delle Assemblee tematiche &#8220;Forgiare dignit\u00e0, creare speranza&#8221;.<\/p>\n<h4>La prima giornata: l\u2019avvio<\/h4>\n<p>La prima giornata si \u00e8 aperta con i saluti dell\u2019arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Andrea Bellandi, e del Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, nonch\u00e9 del Presidente della Regione Campania, onorevole Vincenzo De Luca.<br \/>\nAd introdurre il Convegno, monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale della Campania, che si \u00e8 soffermato su una tematica drammaticamente moderna: il cammino delle Chiese campane di fronte al dramma dell\u2019inquinamento ambientale. Non \u00e8 mancato poi l\u2019invito ai presenti ad essere &#8220;capaci di gesti profetici&#8221; di fronte alle sfide di oggi, a partire da quelle della pace e delle ingiustizie sociali.<br \/>\nA fargli seguito, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, nostro arcivescovo e presidente di Caritas italiana, il quale ha sottolineato come &#8220;questo cammino delle Caritas diocesane non deve essere scollegato da quello complessivo della Chiesa e deve sempre partire dalla preghiera e dalla Parola di Dio, che ci dicono chi siamo come Caritas e della dignit\u00e0 dei poveri&#8221;. &#8220;Siamo tenuti a farci voce di una &#8220;profezia&#8221; &#8211; ha aggiunto l\u2019arcivescovo -, non per essere denuncia ma realt\u00e0 attiva nei confronti dei poveri&#8221;. Ha concluso quindi invitando le Caritas presenti a prestare attenzione ai territori, senza dimenticare le tante situazioni che ci sono nel mondo: &#8220;non possiamo fare tutto per tutti, ma non dobbiamo perdere la voglia di essere comunit\u00e0&#8221;.<br \/>\nLa giornata di apertura si \u00e8 conclusa quindi con gli interventi di Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione &#8220;Con il Sud&#8221; e di monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, che ha offerto una lettura sul &#8220;Principio della carit\u00e0 per una Chiesa sinodale&#8221;.<\/p>\n<h4>La seconda giornata: dai territori<\/h4>\n<p>La seconda giornata del Convegno nazionale si \u00e8 aperta da subito con le emozioni forti: dopo la lectio e la preghiera guidate da don Francesco Picone, vicario generale e moderatore della Curia della Diocesi di Aversa, che ha offerto le sue riflessioni anche nelle giornate successive, la parola \u00e8 passata a Salvatore Ferrigno, il quale ha portato la sua difficile esperienza di riscatto dalla droga, dal carcere, dalla vita in strada, avvenuto grazie all\u2019incontro con Caritas, realt\u00e0 dove si \u00e8 sentito accolto e ascoltato, grazie alla quale ha trovato &#8220;il coraggio di non morire&#8221;; ha ripreso in mano la sua vita trovando, nella fiducia ricevuta, la sua vera strada: &#8220;trovando nell\u2019errore una possibilit\u00e0, cerco ora di restituire agli altri ci\u00f2 che mi \u00e8 stato donato&#8221;.<br \/>\nSpazio quindi agli interventi del professor Giovanni Laino, docente in Tecnica e Pianificazione urbanistica all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, il quale nel suo approfondimento &#8220;Mettere al centro le periferie nella politica: approccio integrato all\u2019esigibilit\u00e0 dei diritti con il protagonismo delle persone&#8221;, ha richiamato alla necessit\u00e0 di riformulare il patto sociale fondativo: &#8220;le periferie &#8211; ha espresso &#8211; hanno bisogno di programmi non occasionali, che rendano effettivamente esigibili i diritti. Sono importanti gli spazi, ma allo stesso tempo le risorse umane, quelle economiche e le competenze. E per fare questo occorre un approccio integrato e pluridimensionale&#8221;.<br \/>\nParole riprese anche da Carmine Matarazzo, ordinario di Teologia pastorale alla Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia meridionale: &#8220;Riscopriamo la presenza profetica dei poveri &#8211; ha espresso -; promuoviamo una logica, all\u2019interno del Sinodo, per un cambio di mentalit\u00e0 affinch\u00e9 ci siano strade nuove, nuove menti e logiche nuove. Le periferie sono prima di tutto esistenziali, spesso &#8220;deserti di case&#8221; che pur pullulando di palazzi sono vuote di relazioni, di incontri, di amore&#8221;.<br \/>\nIl pomeriggio \u00e8 stato dedicato alle &#8220;Voci dal territorio&#8221;, con le testimonianze dirette da Casamicciola, devastata dall\u2019alluvione ma che ha trovato forza nel volontariato spontaneo, soprattutto dei pi\u00f9 giovani; dalla Terra dei Fuochi, con don Maurizio Patriciello che da un anno vive sotto scorta; dalle zone montane dell\u2019Abruzzo, soggette a forte spopolamento; da Gennaro Pagano, coordinatore del Patto educativo per Napoli, per combattere la povert\u00e0 educativa e il disagio giovanile.<br \/>\nLa giornata si \u00e8 conclusa con la concelebrazione della Santa Messa nel bellissimo duomo di Salerno e una cena con degustazione di prodotti del territorio, curata dalla Delegazione regionale Caritas e dalla Regione Campania.<\/p>\n<h4>La terza giornata: il lavoro d\u2019insieme<\/h4>\n<p>La terza giornata \u00e8 stata dedicata al lavoro di gruppo. Dopo l\u2019emozionante e commovente testimonianza di Blessing Okoedion, vittima della tratta, schiava in Italia e oggi finalmente libera anche grazie all\u2019incontro con suor Rita Giaretta &#8211; che da pi\u00f9 di 20 anni accoglie e accompagna verso il riscatto e l\u2019indipendenza giovani donne schiave della strada &#8211; i partecipanti sono stati quindi suddivisi in cinque Aree tematiche: Prendersi cura; L\u2019educazione, realt\u00e0 dinamica; Giovani capaci di sognare; Solidariet\u00e0 globalizzata; Costruire insieme il futuro.<br \/>\nLa mattinata \u00e8 stata dedicata all\u2019approfondimento su ciascuna area, grazie al coordinamento offerto a ciascun gruppo da direttori di uffici e organismi CEI; nel pomeriggio, suddivisi in ben 41 piccoli tavoli di lavoro, tutti i partecipanti al Convegno si sono confrontati sulle rispettive tematiche, restituendo risonanze, spunti, interrogativi e proposte al direttore e al presidente di Caritas italiana.<\/p>\n<h4>L\u2019ultima giornata: spunti e riflessioni<\/h4>\n<p>Nell\u2019ultima giornata sono stati don Marco Pagniello e Carmine Matarazzo a portare una sintesi di quanto emerso tra i tavoli di lavoro: tra le parole pi\u00f9 ricorrenti, sicuramente &#8220;ascolto&#8221;, ma anche &#8220;coprogettazione&#8221;, &#8220;formazione&#8221; e &#8220;bisogno di cambiare lo sguardo&#8221;. Tematiche queste sulle quali ora le singole Caritas diocesane sono chiamate a riflettere, invitate dal direttore a &#8220;non affrontare le situazioni da sole ma rendendoci corresponsabili&#8221;.<\/p>\n<h4>Le sensazioni<\/h4>\n<p>&#8220;Papa Francesco ci invita ad andare ai &#8220;crocicchi&#8221; delle strade ma oggi \u00e8 difficile capire che cos\u2019\u00e8 centro \u00e8 che cos\u2019\u00e8 periferia in una societ\u00e0 liquida &#8211; ha espresso al termine dei lavori convegnistici Adalberto Chimera, vicedirettore di Caritas diocesana Gorizia -. Come Caritas diocesana ci \u00e8 stato detto che dobbiamo aiutare le comunit\u00e0 ad accorgersi delle persone che vivono in queste periferie esistenziali, che non sono necessariamente quelle geografiche, dove non si parla esclusivamente di povert\u00e0 ed emarginazione sociale ma anche di solitudine e mancanza di senso.<br \/>\nUn\u2019altra sfida affidata alle Caritas diocesane \u00e8 quella di &#8220;abitare&#8221; i luoghi delle istituzioni e le relazioni con gli altri mondi che vivono la solidariet\u00e0, per costruire un mondo pi\u00f9 giusto in cui le periferie esistenziali diventino centro&#8221;.<br \/>\n&#8220;Da questi quattro giorni rientriamo arricchiti, con la nuova conoscenza di una realt\u00e0 prima a noi poco nota, se non attraverso le cronache televisive e dei giornali; realt\u00e0 che qui abbiamo potuto toccare con mano, attraverso le testimonianze che ci sono state portate, che hanno dimostrato la consapevolezza dell\u2019importanza della presenza di Caritas e della carit\u00e0 sui territori, anche difficili, ma che attraverso il ritrovarsi e l\u2019incontrarsi possiamo vivere e sentire come uniti e fratelli.<br \/>\nPortiamo a casa la consapevolezza che non esiste un &#8220;noi&#8221; e un &#8220;loro&#8221; ma siamo tutti insieme&#8221; &#8211; ha commentato il diacono Renato Nucera, direttore della Caritas diocesana di Gorizia.<br \/>\n&#8220;Sono rimasto molto colpito dalle testimonianze presentate, molto forti, che hanno fatto sentire e capire ancora una volta quanto sia importante l\u2019attenzione all\u2019altro.<br \/>\nNon da ultimo l\u2019importante riflessione sulle periferie &#8211; non necessariamente ai margini delle citt\u00e0 ma che possiamo trovare anche al loro centro &#8211; dove noi possiamo diventare &#8220;incroci&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 incrociando l\u2019altro che possiamo iniziare cos\u00ec un cammino con lui.<br \/>\nInfine abbiamo avuto conferma, ancora una volta, del grande cuore e della gratuit\u00e0 che caratterizza queste comunit\u00e0: abbiamo davvero ricevuto un\u2019accoglienza speciale e calorosa, della quale conserveremo uno splendido ricordo.<br \/>\nConcludendo, si tratta ora, come siamo stati sollecitati, a continuare sulla strada dell\u2019amore &#8211; com\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 volte richiamato nel corso di questo Convegno -, capace di tagliare le distanze e di abbattere i confini, che riesce a parlare un linguaggio che \u00e8 quello della Pentecoste&#8221;.<\/p>\n<p>Il Convegno si \u00e8 chiuso con la concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Redaelli, il quale ha annunciato che sar\u00e0 proprio la diocesi di Gorizia ad ospitare il Convegno nazionale del prossimo anno, coordinato dalla Delegazione Nord &#8211; Est delle Caritas diocesane.<br \/>\nL\u2019appuntamento \u00e8 quindi al 2024, quando &#8220;apriremo le porte di casa nostra&#8221; alle Caritas di tutta Italia, gi\u00e0 in trepidante attesa di conoscere il nostro territorio transfrontaliero.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>a cura di Selina Trevisan<\/em><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1473 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/20230420_105220-scaled.jpg' title=\"\" data-rl_title=\"\" class=\"rl-gallery-link\" data-rl_caption=\"\" data-rel=\"lightbox-gallery-1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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