{"id":1390,"date":"2023-03-09T14:51:00","date_gmt":"2023-03-09T13:51:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1390"},"modified":"2023-03-09T14:57:43","modified_gmt":"2023-03-09T13:57:43","slug":"ucraina-un-anno-di-aiuto-e-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/ucraina-un-anno-di-aiuto-e-accoglienza\/","title":{"rendered":"Ucraina: un anno di aiuto e accoglienza"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">Esattamente <strong>un anno fa<\/strong> &#8211; erano i primi di marzo e la guerra in Ucraina era scoppiata solo da pochi giorni &#8211; <strong>giungevano sul territorio diocesano i primi nuclei famigliari<\/strong> in fuga dal Paese, con le loro poche cose raccolte in fretta e i loro sguardi in cerca di aiuto.<\/p>\n<p><strong>Pronta la reazione della Chiesa locale<\/strong> che, attraverso la Caritas diocesana, ha sin da subito messo in moto la &#8220;macchina della solidariet\u00e0&#8221;, per rispondere alla nuova richiesta che si stava presentando. Da quel momento si \u00e8 attivata una virtuosissima rete che ha coinvolto la realt\u00e0 diocesana ma anche il settore pubblico, enti e associazioni, e numerosissimi privati.<br \/>\nIl territorio infatti &#8211; che negli ultimi anni ha conosciuto la migrazione prevalentemente maschile che caratterizza la rotta balcanica &#8211; si \u00e8 trovato improvvisamente coinvolto in qualcosa di diverso, che non affrontava ormai da molti anni: la richiesta di rifugio da parte di famiglie, in particolare donne e bambini. In quei drammatici primi giorni si era fatto appello alla disponibilit\u00e0 di sacerdoti, parrocchie e cittadini nel mettere a disposizione appartamenti liberi. In pochissimo tempo si pot\u00e9 cos\u00ec disporre di una vasta lista di spazi &#8211; <strong>circa 20 alloggi collocati presso le canoniche delle parrocchie diocesane e una trentina di appartamenti segnalati da privati cittadini<\/strong> &#8211; da poter attivare in caso di richiesta e di emergenza.<br \/>\nGrazie alla collaborazione con la Cooperativa Murice, braccio operativo incaricato da Caritas diocesana di gestire l\u2019accoglienza, da quel giorno sono state tante le famiglie Ucraine che hanno trovato ospitalit\u00e0 in questi spazi; alcune dopo qualche tempo hanno potuto far rientro nelle proprie cittadine, altre hanno proseguito verso altre mete, altre ancora invece sono ancora ospiti sul territorio. Nel corso del 2022, sono state circa un centinaio le persone in fuga dal Paese sotto attacco che hanno trovato accoglienza all\u2019interno dell\u2019accoglienza diffusa allestita sul territorio diocesano; alla fine di fine gennaio 2023 erano presenti 75 persone, corrispondenti a 26 nuclei famigliari. All\u2019interno di questi ben 38 minori.<\/p>\n<p>Un tipo di accoglienza che si differisce anche per quanto riguarda i &#8220;programmi&#8221; di queste persone che sperano, quanto prima, di poter far rientro nel loro Paese e non puntano a stabilizzarsi qui in Italia; in ogni caso, nell\u2019attesa, sono molti quelli che hanno intrapreso un percorso lavorativo o di approfondimento della lingua italiana, per poter essere autonomi e indipendenti nel tempo che li vede presenti in Italia. In tutto questo una parte rilevante, come sempre, l\u2019hanno avuta le comunit\u00e0, in pi\u00f9 occasioni coinvolte in momenti di incontro, scambio, festa, ascolto, per far sentire queste persone, strappate all\u2019improvviso dalle loro radici, accolte e parte di una collettivit\u00e0, anche se solo per un periodo breve all\u2019interno del percorso della loro vita.<br \/>\nIn tutto questo la Caritas diocesana di Gorizia non ha mai dimenticato i nuclei famigliari ucraini gi\u00e0 residenti sul territorio, che dall\u2019oggi al domani hanno visto cambiare l\u2019economia della propria famiglia accogliendo nelle proprie case parenti e amici in fuga dal Paese. Ci\u00f2 ha portato, per moltissimi, un notevole aumento delle spese. Per venire incontro a questa tanto improvvisa quanto inaspettata necessit\u00e0, la rete degli Empori della Solidariet\u00e0 diocesani \u00e8 venuta in aiuto di queste persone, sostenendole con delle &#8220;tessere d\u2019emergenza&#8221;. <strong>Una rete che \u00e8 stata in grado di sollevare ben 150 famiglie sul territorio diocesano, ossia 436 persone &#8211; 112 a Gorizia, 18 a Gradisca, 146 a Cervignano e 160 a Monfalcone<\/strong>.<br \/>\nNon ci sono per\u00f2 solo esigenze alimentari: accanto agli Empori della Solidariet\u00e0 infatti si \u00e8 messo subito a disposizione anche l\u2019Emporio dell\u2019Infanzia, che ha sostenuto nel corso del 2022 una ventina di famiglie ucraine nelle esigenze di vestiario dei propri bambini, 27 per l\u2019esattezza.<\/p>\n<p><strong>Il sostegno a tutte queste persone \u00e8 stato possibile grazie alla rete e alla collaborazione di una comunit\u00e0 che ancora una volta si \u00e8 dimostrata attenta, comprensiva e generosa a tutti i livelli<\/strong>: numerosissime infatti le donazioni di privati, associazioni e parrocchie (a febbraio 2023 la Caritas diocesana aveva ricevuto la somma totale di 66.228,68 euro dall\u2019inizio del conflitto) che hanno desiderato sostenere la rete Caritas che opera direttamente in Ucraina e nei Paesi vicini che accolgono sfollati, cos\u00ec come con opere a sostegno di chi si trova sul territorio. Non sono mancate poi le numerose iniziative solidali messe in campo da privati e che hanno permesso, per esempio, di poter distribuire alle famiglie accolte diversi buoni spesa.<\/p>\n<p class=\"quotes\">Un anno fa &#8211; ha commentato il direttore di Caritas diocesana, diacono Renato Nucera &#8211; ci siamo trovati a gestire un\u2019emergenza totalmente inattesa: nonostante fossero nell\u2019aria terribili tensioni tra i due Paesi, fino all\u2019ultimo si \u00e8 sperato che la situazione non degenerasse. Il nostro territorio, le nostre comunit\u00e0, si sono dimostrati da subito pronti, certo toccati anche nel profondo dalle storie di queste persone che coinvolgevano soprattutto donne e bambini. Sapevamo che la spinta emotiva sarebbe stata tanta e forte ma lavorando in rete, con azioni solidali sostenibili ed equilibrate nel tempo, abbiamo potuto garantire un\u2019accoglienza composta e coordinata, tanto sostenendo le famiglie presenti sul territorio, tanto quelle che si trovano sfollate nel Paese, aiutate dalla rete Caritas internazionale; non da ultimo, quando questo orribile conflitto finir\u00e0, saremo anche noi, come comunit\u00e0, in grado di sostenere la ricostruzione e la ripartenza grazie alle preziose donazioni gi\u00e0 arrivate e che continuano a giungere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente un anno fa &#8211; erano i primi di marzo e la guerra in Ucraina era scoppiata solo da pochi giorni &#8211; giungevano sul territorio diocesano i primi nuclei famigliari in fuga dal Paese, con le loro poche cose raccolte in fretta e i loro sguardi in cerca di aiuto. 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