{"id":1361,"date":"2023-02-24T12:42:40","date_gmt":"2023-02-24T11:42:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1361"},"modified":"2023-02-24T12:46:05","modified_gmt":"2023-02-24T11:46:05","slug":"ucraina-un-anno-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/ucraina-un-anno-di-guerra\/","title":{"rendered":"Ucraina: un anno di guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">L&#8217;inizio della guerra in Ucraina ha segnato quello che, ad oggi, si pu\u00f2 considerare un vero e proprio esodo. Stando alle cifre di UNHCR, oltre 8.400.000 ucraini sono scappati nei primi quattro mesi di conflitto e moltissimi ancora oggi non hanno fatto rientro alle proprie case.<\/p>\n<p style=\"margin: -20px 0px 30px 0px\">Tra questi anche Alina, suo marito e il loro bambino, ospiti a Gorizia e seguiti nell\u2019accoglienza dalla Cooperativa Murice all\u2019interno del progetto promosso dalla Caritas diocesana.<br \/>\nAbbiamo incontrato Alina e ci siamo fatti raccontare della loro fuga, della situazione nel Paese riportata da amici e parenti che si trovano ancora l\u00e0, a pochi chilometri dal confine, ma anche della gentile e premurosa accoglienza che lei e la sua famiglia hanno trovato una volta arrivati in Italia.<br \/>\nNon \u00e8 mancato quindi un messaggio di speranza che la giovane ha voluto lasciare a chi, come lei, si trova a causa di questi tristi avvenimenti lontano dalla propria casa e dai propri affetti.<\/p>\n<p><strong>Alina, raccontaci qualcosa di te e della tua famiglia. Da quale area dell\u2019Ucraina provenite?<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1362 alignleft\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/Alina-Ucraina-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/Alina-Ucraina-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/Alina-Ucraina-768x439.jpg 768w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/Alina-Ucraina-600x343.jpg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/Alina-Ucraina.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ho 32 anni e di professione sono medico anestesista. Prima della guerra, abitavo con mio marito e mio figlio nel Sumska Oblast, la regione di Sumy, a soli 30 chilometri dal confine con la Russia. Lavoravo in ospedale nel reparto di Rianimazione e amavo, amo, moltissimo il mio lavoro.<br \/>\nSono qui a Gorizia con mio marito e mio figlio di 8 anni. Personalmente sto studiando italiano e sto preparando alcuni documenti per poter poi lavorare nella Sanit\u00e0, per essere accreditata al lavoro. Mio marito invece ha trovato impiego nel settore dell\u2019Agricoltura e nostro figlio sta frequentando la scuola elementare.<\/p>\n<p><strong>Lo scoppio del conflitto ha certamente colto tutti di sorpresa ma gi\u00e0 le settimane precedenti facevano notare una crescente tensione. Come avete vissuto quel periodo, cosa sapevate di quello che stava accadendo?<\/strong><br \/>\nNelle settimane precedenti al 24 febbraio 2022, si comprendeva che la situazione era piuttosto pesante e moltissimi amici e parenti che, rispetto a noi, abitavano ancora pi\u00f9 vicino al confine, vedevano da giorni qualcosa come 200.000 macchine militari schierate lungo la linea confinaria. Anche se ufficialmente veniva detto che stavano facendo solo delle esercitazioni, l\u2019impressione che questo non fosse vero era palpabile. Si capiva che il contesto era grave.<br \/>\nPer quanto riguarda la nostra famiglia, eravamo gi\u00e0 pronti: nei giorni precedenti lo scoppio del conflitto avevo preparato delle borse con all\u2019interno tutti i nostri documenti e una buona scorta di medicinali &#8211; temevo che con il possibile inizio di una guerra le farmacie potessero venire chiuse e potesse esserci reale difficolt\u00e0 nel reperire medicinali -.<br \/>\nCredo che tutto il popolo ucraino capisse, perch\u00e9 nell\u2019aria c\u2019era proprio questa sensazione di pericolosit\u00e0 costante; \u00e8 stato molto pesante. Non sapevamo quale sarebbe stata la data d\u2019inizio ma sapevamo che prima o poi sarebbe successo, che sarebbe stato inevitabile.<\/p>\n<p><strong>Quando avete preso la decisione di partire?<\/strong><br \/>\nA ridosso dello scoppio della guerra, proprio la mattina precedente, ho chiamato i nostri parenti, che abitano vicino al confine, e ci hanno confermato che la colonna di mezzi militari si stava muovendo e c\u2019erano tantissimi militari.<br \/>\nFino all\u2019ultimo non sapevamo cosa fare: non volevamo andare via, abbandonare la nostra casa, le nostre famiglie, le nostre vite; eravamo molto confusi.<br \/>\nSono cos\u00ec andata al lavoro, ho preso tutte le ferie che avevo a disposizione, sono ritornata a casa ma ancora stavamo ragionando sul da farsi. Ho quindi chiamato mio padre, che ci ha detto di partire subito, di prendere tutte le nostre cose e andare; \u00e8 stato l\u00ec che abbiamo capito che, per il nostro bene e quello di nostro figlio, era meglio andarsene, che stava per succedere qualcosa, anche se non sapevamo ancora di preciso cosa.<br \/>\nNostro figlio ha 8 anni ed \u00e8 autistico. Questo \u00e8 il motivo principale per il quale abbiamo deciso di lasciare la nostra citt\u00e0: sentendo i rumori, gli scoppi, non sapevamo come avrebbe reagito, avevamo paura avesse delle crisi, che smettesse di parlare&#8230; eravamo molto preoccupati per lui.<br \/>\nComprendevamo che non potevamo permetterci di rimanere l\u00ec. Se non avesse avuto questo tipo di diagnosi, forse avremmo potuto tentare di rimanere ancora per qualche giorno, per capire l\u2019evolversi del conflitto e come proseguire, ma non ce la siamo sentita e siamo andati via subito.<\/p>\n<p><strong>Vi siete diretti subito verso l\u2019Italia o non era stata questa la vostra scelta iniziale? Qual \u00e8 stato il vostro viaggio?<\/strong><br \/>\nInizialmente eravamo confusi, non sapevamo dove andare. Il 24 febbraio quindi la Russia ha iniziato a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1233 alignright\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Un-foglio-bianco_articleimage-300x169.jpg\" alt=\"Una volontaria Caritas porge del cibo ad un'anziana sola\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Un-foglio-bianco_articleimage-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Un-foglio-bianco_articleimage-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Un-foglio-bianco_articleimage-600x337.jpg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Un-foglio-bianco_articleimage.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>bombardare sostanzialmente tutta l\u2019Ucraina, tutte le citt\u00e0 maggiori. Abbiamo cos\u00ec iniziato ad attraversare l\u2019Ucraina centrale per recarci verso l\u2019Ovest. Per raggiungere quei territori dovevamo per\u00f2 attraversare il fiume Dnepr e c\u2019era grande pericolo che potessero saltare i ponti, rischiando sostanzialmente di rimanere isolati.<br \/>\nCe l\u2019abbiamo per\u00f2 fatta, abbiamo attraversato il fiume e, per una settimana, siamo rimasti nell\u2019Ucraina centrale ma a soli 30 &#8211; 40 chilometri da noi c\u2019erano gi\u00e0 battaglie. Abbiamo cos\u00ec deciso di spostarci ad Ovest; ci abbiamo messo tre giorni, nei quali io ho passato il tempo attaccata al telefono per cercare un appartamento libero ma non si riusciva a trovare nulla: moltissime persone avevano iniziato a spostarsi da Kyiv, Kharkiv, che sono citt\u00e0 enormi; per paura di uno scoppio imminente della guerra, avevano incominciato a trasferirsi gi\u00e0 nelle settimane precedenti.<br \/>\nAlla fine siamo rimasti per circa tre giorni in un paesino ad Ovest, perch\u00e9 nostro figlio nel frattempo si era ammalato e aveva la febbre molto alta. Siamo stati accolti da una famiglia del luogo, in maniera totalmente gratuita: avrei voluto contribuire alle spese ma ci hanno fermati: hanno desiderato aiutarci, almeno finch\u00e9 il bambino non si fosse ripreso; gli siamo estremamente grati.<br \/>\nQuando si \u00e8 ripreso abbiamo quindi continuato il nostro viaggio e abbiamo trovato accoglienza per la notte nelle chiese, perch\u00e9 da nessuna parte c\u2019era posto, era tutto pieno.<br \/>\nQuindi abbiamo saputo di alcuni autobus diretti in Italia &#8211; Paese dove una zia di mio marito abita gi\u00e0 da qualche tempo -; ci siamo cos\u00ec messi in contatto con lei e abbiamo deciso tutti insieme di recarci in Italia. Prima, con l\u2019autobus, siamo andati a Napoli (era l\u00ec che era diretto), e abbiamo fatto tutti i documenti necessari. Ci siamo fermati l\u00ec circa 5 giorni, poi ci siamo spostati a Nord, verso la zona confinaria, arrivando a Gorizia. Ci troviamo qui da fine marzo 2022.<\/p>\n<p><strong>Le vostre famiglie sono ancora in Ucraina o anche loro hanno lasciato il Paese?<\/strong><br \/>\nSia i miei genitori, che quelli di mio marito, sono rimasti in Ucraina, non se la sono sentita di lasciare tutto e affrontare un simile viaggio.<br \/>\nI miei suoceri abitano vicino a Kyiv, i miei invece sono rimasti nel loro paese a pochi chilometri dal confine russo. In questo momento per\u00f2 entrambi i luoghi sono sotto controllo ucraino.<\/p>\n<p><strong>Quando siete arrivati qui in Italia, c\u2019\u00e8 qualcosa che vi ha particolarmente sorpreso e che magari non vi aspettavate proprio di trovare?<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda mio figlio, ci siamo trovati davvero molto molto bene con il suo inserimento a scuola, sono davvero meravigliata e riconoscente! Il livello di gentilezza, di comprensione, di calore nell\u2019accoglierlo ed accoglierci&#8230; Mio figlio si sta trovando molto bene, \u00e8 stato bellissimo come lo hanno accolto sin da subito a scuola, come si sono preoccupati per lui, come se ne sono presi cura, gli vogliono proprio bene.<br \/>\nPer quanto riguarda me e mio marito, ovviamente ci mancano moltissimo i nostri genitori &#8211; i miei addirittura li vedevo ogni giorno perch\u00e9 stavamo nella stessa citt\u00e0, e ora questa situazione rende tutto molto difficile -. Il nostro desiderio \u00e8 tornare, certo, ma in questo momento non \u00e8 proprio pianificabile, reputiamo la situazione ancora troppo pericolosa.<br \/>\nPersonalmente poi mi manca molto anche il mio lavoro: mi piaceva moltissimo lavorare era in qualche modo &#8220;la mia vita&#8221;, parte integrante di essa; avevo studiato per quel lavoro, mi ero preparata, amavo stare con i pazienti, i colleghi&#8230; Anche per questo ho il desiderio di poter continuare a praticare nel periodo in cui continueremo ad essere qui in Italia.<\/p>\n<p><strong>Alcuni vostri concittadini, una volta che la situazione nelle loro citt\u00e0 si \u00e8 tranquillizzata, hanno fatto ritorno, altri hanno magari trascorso un breve periodo per le festivit\u00e0 assieme alle loro famiglie. Nell\u2019arco di quest\u2019anno voi avete mai fatto rientro per qualche giorno in Ucraina?<\/strong><br \/>\nNo, non siamo pi\u00f9 tornati perch\u00e9 non vogliamo destabilizzare il bambino. A lui manca moltissimo la nostra casa, il &#8220;suo mondo&#8221;, inoltre anche il viaggio \u00e8 molto lungo e complicato. Quando siamo arrivati qui chiedeva ogni giorno &#8220;quando torniamo?&#8221;; ora lo chiede ancora, ma molto meno spesso. Portandolo in Ucraina solo per un breve periodo, per poi riportarlo qui, per lui sarebbe estremamente complicato da comprendere e da vivere.<br \/>\nIo ho molta paura, perch\u00e9 la situazione \u00e8 cos\u00ec instabile che non si sa come possa andare ed evolversi: oggi pu\u00f2 essere tranquilla, per\u00f2 domani potrebbe cambiare tutto.<br \/>\nMia mamma almeno due volte a settimana vede razzi passare, partiti dall\u2019altra parte del confine e non si sa per dove siano diretti, non si sa se verranno fermati dalla contraerea o se andranno a segno. Possono anche sbagliare traiettoria e cadere in qualsiasi citt\u00e0, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 successo anche verso i confini con gli altri Paesi. La situazione \u00e8 molto instabile.<\/p>\n<p><strong>Parlando con coloro che si trovano nel Paese, che idea vi siete fatti sul proseguimento di questo conflitto? Credete ci possano essere i presupposti per dei tavoli di trattativa?<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1124 alignleft\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine-600x449.jpg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine-800x599.jpg 800w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/11\/Immagine.jpg 958w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La situazione sta peggiorando perch\u00e9, a detta di tutti, sembra che la Russia stia preparando un nuovo attacco: da settembre ha gi\u00e0 mobilitato 200.000 persone e pare stiano estraendo dai depositi anche vecchi macchinari militari e carri armati e non sappiamo dove abbiano intenzione di collocarli, se dalla parte del Donbass o dalla parte della Bielorussia.<br \/>\nMa se noi riusciamo di nuovo a respingere l\u2019attacco, si ritiene che per l\u2019estate la situazione possa cambiare, possiamo sperare in una vittoria. Se le loro risorse finiscono, riusciamo a vedere una fine.<br \/>\nNon sappiamo quando potrebbe avvenire questo attacco ma \u00e8 probabile attendano che la stagione sia pi\u00f9 favorevole.<br \/>\nIo penso che il governo russo non senta piet\u00e0 e comprensione per il proprio popolo, perch\u00e9 se avessero avuto a cuore la propria gente non avrebbero chiesto e perpetrato tutto questo.<br \/>\nRiguardo invece un dialogo tra Russa e Ucraina, penso sia impossibile che si mettano a un tavolo e trovino un accordo alla luce di ci\u00f2 e allo stato attuale delle cose.<br \/>\nDall\u2019inizio guerra sono morti almeno 450 bambini, \u00e8 difficile vedere la Russia come un Paese che chiede pace.<\/p>\n<p><strong>Essere lontani dalla propria patria sofferente non \u00e8 semplice\u2026<\/strong><br \/>\nL\u2019importante \u00e8 che rimaniamo uniti e che continuiamo a credere nel nostro Paese, sostenendolo, anche con interviste, come sto facendo io oggi, portando una testimonianza; possiamo poi, se ne abbiamo necessit\u00e0, mandare qualcosa in Ucraina per coloro che hanno bisogno, come cibo, o prodotti per l\u2019igiene.<br \/>\nDobbiamo essere uniti e credere nella vittoria, che ci sar\u00e0 sicuramente; adesso viviamo un periodo difficile ma non dobbiamo abbatterci.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>(a cura di Selina Trevisan)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo lungo anno di conflitto, <strong>la rete Caritas<\/strong> non ha mai interrotto il suo <strong>sostegno<\/strong> alla popolazione colpita, tanto con azioni compiute direttamente sul territorio Ucraino &#8211; realizzate <strong>attraverso Caritas Spes e Caritas Ucraine<\/strong> (le due realt\u00e0 caritative presenti nel Paese e facenti capo rispettivamente alla Chiesa di rito latino e a quella greco-ortodossa) e che hanno visto l&#8217;invio di generi di prima necessit\u00e0, sanitari e igienici, sia per gli sfollati che per le cittadinanze colpite &#8211; quanto <strong>sul territorio locale<\/strong>, con il sostegno e soprattutto l&#8217;accoglienza di numerosissime persone in fuga, rappresentate per la maggior parte da donne e bambini, offrendo loro un luogo da poter, anche se temporaneamente, chiamare &#8220;casa&#8221;, donando aiuto e vicinanza e sostenendole nel percorso di inserimento all&#8217;interno delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Condividiamo qui un video, realizzato da Caritas Italiana proprio per questa giornta che segna il drammatico anniversario di un anno dallo scoppio del conflitto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Un anno di guerra in Ucraina e l&#039;impegno Caritas\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hpMntAq_4VA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;inizio della guerra in Ucraina ha segnato quello che, ad oggi, si pu\u00f2 considerare un vero e proprio esodo. 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