{"id":1314,"date":"2023-02-08T14:23:12","date_gmt":"2023-02-08T13:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/?p=1314"},"modified":"2023-02-08T14:28:19","modified_gmt":"2023-02-08T13:28:19","slug":"terremoto-in-turchia-e-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/terremoto-in-turchia-e-siria\/","title":{"rendered":"TERREMOTO IN TURCHIA E SIRIA"},"content":{"rendered":"<p>La Turchia \u00e8 uno dei luoghi a pi\u00f9 alta pericolosit\u00e0 sismica del mondo, perch\u00e9 si trova situata tra la linea di faglia dell\u2019Anatolia settentrionale e la linea di faglia dell\u2019Anatolia orientale. Su questa dal 1901 sono stati registrati oltre 200 grandi terremoti, l\u2019ultimo dei quali <strong>luned\u00ec 6 febbraio 2023<\/strong>. Alle 04:17, ora locale, nel pieno della notte, <strong>una scossa violentissima, di magnitudo 7.9<\/strong> (in energia rilasciata pari a mille volte pi\u00f9 del terremoto di Amatrice del 2016), <strong>ha causato distruzioni gravissime sia nel sud-est della Turchia che nel nord della Siria<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Alla data odierna (8 febbraio 2023) il numero complessivo delle vittime accertate ha superato le 9.500, decine di migliaia i feriti<\/strong>. Il bilancio tuttavia sembra destinato ad aggravarsi, infatti le costruzioni cadute in macerie sono numerosissime: da interi complessi popolari a edifici di rilevanza storica, culturale e religiosa tra cui la Cattedrale cattolica dell\u2019Annunciazione di \u0130skenderun, di fine \u2018800, sede del Vicariato di Anatolia. Danni ingenti sono stati rilevati negli uffici dell\u2019adiacente Caritas diocesana.<\/p>\n<p>Alla scossa iniziale ne sono susseguite pi\u00f9 di cento, molte delle quali di magnitudo oltre 5.<\/p>\n<p>Gli aeroporti e le autostrade del sud-est dell\u2019Anatolia sono chiusi e la maggior parte degli ospedali \u00e8 inagibile. Scuole e spazi pubblici sono stati chiusi.<\/p>\n<p><strong>Il terremoto ha impattato su una regione profondamente complessa e martoriata<\/strong>. Si tratta di una regione al centro di uno scontro geopolitico in <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1315 alignright\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/mappa-300x235.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/mappa-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/mappa.jpg 417w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>atto ormai da pi\u00f9 di un decennio, che vede la Turchia e la Siria come attori principali, uno contro l\u2019altro, varie formazioni ribelli e terroristiche, nonch\u00e9 le autorit\u00e0 curde che amministrano il Rojava, ad est del fiume Eufrate, ma anche le formazioni curde in Turchia, che da decenni lottano per un loro riconoscimento.<\/p>\n<p>Anche in Siria i danni sono apparsi sin da subito enormi con centinaia di morti, dispersi e feriti, ed un numero imprecisato di sfollati (probabilmente decine di migliaia). Le numerose scosse seguite a quella principale rendono molto rischiosi i soccorsi.<\/p>\n<p>Chiaramente la situazione \u00e8 resa ancora pi\u00f9 drammatica dalla condizione in cui versa il Paese: 12 anni di guerra che hanno devastato l\u2019economia, le istituzioni, le infrastrutture e la comunit\u00e0, a cui si aggiunge una pesantissima crisi finanziaria. Pi\u00f9 dell\u201980% della popolazione siriana vive in condizioni di povert\u00e0 e nel Paese vi erano gi\u00e0 pi\u00f9 di 6 milioni di sfollati interni causati dalla guerra, molti di essi stanziati proprio nell\u2019area colpita dal terremoto, dove sono presenti ancora focolai di conflitto.<\/p>\n<p>In tutta l\u2019area colpita dal sisma le condizioni metereologiche con neve e temperature sotto lo zero, rendono i soccorsi pi\u00f9 complicati, acuendo la sofferenza e la paura della popolazione facendo temere per l\u2019incolumit\u00e0 dei tantissimi sfollati.<\/p>\n<p><strong>Interventi in atto<\/strong><\/p>\n<p>In Turchia le autorit\u00e0 locali si sono attivate immediatamente attraverso l\u2019Agenzia Nazionale per la gestione dei disastri e delle emergenze (AFAD), attuando il piano di risposta previsto per le emergenze e organizzando incontri di coordinamento.<\/p>\n<p>In Siria non \u00e8 facile al momento conoscere la risposta delle autorit\u00e0 governative siriane: come detto il Paese vive ancora un durissimo conflitto armato dai contorni poco chiari. In questo quadro cos\u00ec complesso aumentano le difficolt\u00e0 nella gestione delle operazioni di soccorso e di assistenza agli sfollati.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1316 alignleft\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/sfollati-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/sfollati-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/sfollati-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/sfollati-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/sfollati.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>La risposta di Caritas Turchia e Caritas Siria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Caritas Turchia<\/strong>, vista la delicata situazione geologica del paese gi\u00e0 colpito da diversi terremoti, da un paio di anni ha avviato un processo di formazione sull\u2019emergenza nominando un referente nazionale con il compito di coordinare la risposta sul territorio, soprattutto per i terremoti. Anche in questo caso ha immediatamente attivato il coordinamento con le autorit\u00e0 locali e con l\u2019AFAD per raccogliere informazioni e organizzare la risposta. Il numero verde del centro d\u2019ascolto \u00e8 attivo a supporto della popolazione.<\/p>\n<p>Il Vicariato apostolico dell\u2019Anatolia copre un\u2019area molto vasta, la pi\u00f9 colpita da questo terremoto, e la maggior parte delle sue strutture \u00e8 fortemente danneggiata. Gli uffici della Caritas diocesana dell\u2019Anatolia hanno subito danni rendendo complicata l\u2019operativit\u00e0. Il personale sta bene, ma purtroppo gi\u00e0 si contano tra i morti alcuni beneficiari, volontari, familiari e amici.<\/p>\n<p>La Caritas diocesana dell\u2019Anatolia, in coordinamento con le autorit\u00e0 locali e con Caritas Turchia, sta accogliendo gli sfollati in luoghi sicuri all\u2019aperto, ha gi\u00e0 distribuito 400 coperte e 100 pasti caldi per le persone sfollate e costrette a dormire fuori dalle proprie case. Presso l\u2019episcopio sono stati messi a disposizione gli spazi all\u2019aperto che al momento restano i pi\u00f9 sicuri. \u00c8 molto difficile riuscire a raggiungere la vasta area colpita, ma le diocesi di Izmir e Istanbul stanno sostenendo e raccogliendo materiali per inviare aiuti alla Regione dell\u2019Anatolia. A poco pi\u00f9 di 24 ore dal terremoto, Mons. Bizzeti, Presidente di Caritas Anatolia e della Caritas nazionale, riferisce che mancano acqua ed elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato rimane vitale poter continuare a garantire luoghi sicuri con cibo, coperte e acqua potabile, beni di prima necessit\u00e0, in particolare per l\u2019infanzia. Anche uno degli ospedali \u00e8 crollato. A maggior ragione \u00e8 necessario organizzare i soccorsi nell\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Resta valido l\u2019appello a non mobilitare beni materiali e persone, lasciando lavorare gli operatori gi\u00e0 presenti in loco che hanno attivato prontamente tutti gli strumenti di coordinamento necessari.<\/p>\n<p><strong>Caritas Siria<\/strong> era attiva in tutto il territorio colpito (ad eccezione della regione di Idlib) gi\u00e0 prima del terremoto, con programmi di assistenza umanitaria, sanitaria e riabilitazione economica.<\/p>\n<p>L\u2019assistenza ai moltissimi sfollati e feriti \u00e8 ora la sfida principale, soprattutto per sopravvivere al rigido inverno del nord della Siria. Servono prima di tutto cure mediche per i feriti e alloggi di emergenza, in grado di fornire un riparo il pi\u00f9 confortevole possibile, cibo, acqua potabile e generi di prima necessit\u00e0. In risposta al terremoto \u00e8 stato attivato tutto lo staff che sta valutando la situazione per monitorare i bisogni e organizzare i primi aiuti.<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0, nelle aree non colpite dal terremoto sono disponibili la gran parte dei beni necessari. A partire da questa prima raccolta di bisogni sar\u00e0 predisposto a breve un primo programma di risposta, che verr\u00e0 proposto per un sostegno alla rete Caritas internazionale, che sta organizzando dei team di supporto che affianchino le due Caritas nazionali nella gestione dell\u2019emergenza, coinvolgendo operatori gi\u00e0 basati nella regione che conoscono il contesto cos\u00ec delicato.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1317 alignright\" src=\"http:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/macerie-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/macerie-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/macerie-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.diocesigorizia.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/macerie.jpg 472w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Impegno di Caritas Italiana<\/strong><\/p>\n<p><strong>Caritas Italiana \u00e8 impegnata in Turchia e Siria da molti anni in collaborazione con le rispettive Caritas nazionali<\/strong>, fornendo un accompagnamento tecnico per lo sviluppo organizzativo, lo sviluppo e la gestione di progetti di assistenza umanitaria, riabilitazione economica e percorsi di riabilitazione psico-sociale e di riconciliazione per migranti e giovani.<\/p>\n<p>In questa fase \u00e8 in costante contatto con Caritas Turchia, Caritas Siria e la rete Caritas internazionale per raccogliere regolarmente le informazioni e diffonderle alla rete in Italia, coordinarsi con tutti gli attori in loco, partecipare all\u2019appoggio tecnico con proprio personale in base alle esigenze espresse dalle due Caritas. Grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana \u00e8 stato predisposto un primo stanziamento di fondi per il sostegno degli interventi.<\/p>\n<p>In stretto coordinamento con il presidente di Caritas Turchia, mons. Bizzeti, e con il gruppo di lavoro per le emergenze, due operatori di Caritas Italiana sono a Istanbul a partire dall\u20198 febbraio per supportare lo staff di Caritas Turchia nella valutazione dei bisogni, nella messa a punto di un piano di lavoro e nel coordinamento.<\/p>\n<p>Data l\u2019entit\u00e0 della crisi, si \u00e8 attivato il protocollo di coordinamento per le emergenze di Caritas Internationalis con incontri in teleconferenza della rete Caritas, l\u2019invio regolare di aggiornamenti e nei prossimi giorni la predisposizione di appelli d\u2019urgenza su cui concentrare le risorse provenienti dalla rete Caritas.<\/p>\n<p>Sul sito www.caritas.it sono disponibili i comunicati stampa e saranno inviati aggiornamenti sugli interventi in atto man mano che verranno definiti, secondo l\u2019evolversi della situazione.<\/p>\n<p>Caritas Italiana condivide alcune raccomandazioni:<\/p>\n<p>&#8211; Non effettuare raccolte di beni materiali: entrambe le Caritas nazionali hanno espressamente richiesto di non inviare beni dall\u2019estero. Per le comunit\u00e0 italiane la forma di aiuto pi\u00f9 opportuna resta la colletta in denaro.<\/p>\n<p>&#8211; Sostenere tramite Caritas Italiana gli interventi che si stanno attivando in loco nei due paesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chi desiderasse sostenere le popolazioni colpite da questa catastrofe pu\u00f2 farlo attraverso i canali di Caritas Italiana:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; utilizzando il conto corrente postale n. 347013<\/p>\n<p>&#8211; donazione on-line su <a href=\"http:\/\/www.caritas.it\">www.caritas.it<\/a><\/p>\n<p>&#8211; \u00a0bonifico bancario specificando nella causale \u201cTerremoto Turchia-Siria 2023\u201d tramite:<\/p>\n<ul>\n<li>Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma; Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111<\/li>\n<li>Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma; Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474<\/li>\n<li>Banco Posta, viale Europa 175, Roma; Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013<\/li>\n<li>UniCredit, via Taranto 49, Roma; Iban: IT 88 U020 0805 2060 0001 1063 119<\/li>\n<\/ul>\n<p>da comunicato Caritas Italiana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Turchia \u00e8 uno dei luoghi a pi\u00f9 alta pericolosit\u00e0 sismica del mondo, perch\u00e9 si trova situata tra la linea di faglia dell\u2019Anatolia settentrionale e la linea di faglia dell\u2019Anatolia orientale. Su questa dal 1901 sono stati registrati oltre 200 grandi terremoti, l\u2019ultimo dei quali luned\u00ec 6 febbraio 2023. 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